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Luigi Di Maio e Salvatore Giuliano al Majorana di Brindisi

Luigi Di Maio e Salvatore Giuliano al Majorana di Brindisi

Di Maio: “Il preside Giuliano del Majorana di Brindisi ministro all’Istruzione”

L’aspirante premier pentastellato: “Ha creato una rete ebook per fa risparmiare gli studenti, è la prima volta che un dirigente scolastico ricoprirà questo ruolo”. Il 9 febbraio aveva visitato l’industriale, il preside: “Riforma Renzi da rivedere: va migliorata”

BRINDISI – Dalla presidenza dell’istituto tecnico industriale Majorana di Brindisi, a Roma, nel consiglio dei ministri che il pentastellato Luigi Di Maio spera di guidare, incassando la vittoria alle politiche del 4 marzo: Salvatore Giuliano ha conquistato la “nomination” dell’aspirante premier, come futuro ministro alla Pubblica Istruzione, al quale spetterà il compito di rivedere la riforma varata da Matteo Renzi come “Buona scuola”.Riforma che Di Maio vorrebbe azzerare, mentre Giuliano non sembra intenzionato a cestinare in toto: "Va migliorata", ha detto subito che il leader del movimento CinqueStelle ha fatto il suo nome in diretta tv. Il bello della diretta, appunto.

di maio e giuliano in tv la 7-2

La presentazione del dirigente scolastico

Non ha avuto dubbi Di Maio, nel fare ufficialmente il nome di Giuliano come titolare del dicastero che più volte, nel recente passato, è stato bersaglio di critiche. La svolta nella gestione della Pubblica Istruzione che dovrebbe viaggiare di pari passo con l’università e quindi con la ricerca, secondo il grillino è assicurata dal preside brindisino, alla guida del Majorana, istituto che lo stesso Di Maio ha avuto modo di visitare in occasione del suo tour pugliese, lo scorso 9 febbraio. Visita lampo, breve ma intesa, diventata oggetto di strali dai candidati al Parlamento, in diretta contestazione con il movimento CinqueStelle, secondo i quali in quella sede sarebbe stata violata la par condicio. Fatto grave, si disse, tanto da spingere qualcuno a chiedere un’ispezione ministeriale.

A distanza di meno di un mese da quell’incontro, Di Maio ha fatto la sua scelta, evidentemente convinto da quel che ebbe modo di vedere quella famosa mattinata nelle aule del Majoarana. E ha l’ha comunicata praticamente in diretta tv questa mattina, nel corso della trasmissione L’aria che tira, in onda su La 7, della quale è stato ospite assieme allo stesso Giuliano. “E’ la persona che ha rivoluzionato il modo di intendere e fare la scuola in tutta Italia”, ha detto Di Maio, guardando il curriculum del dirigente scolastico. “Ha creato una rete di ebook, pensata per gli studenti, in modo da favorire l’apprendimento e allo stesso tempo garantire un risparmio sulla spesa delle famiglie”. Quel progetto, chiamato Book in Progress è stato “clonato” in altri istituti del Paese: ha permesso di sostituire i vecchi libri di testo con contenuti cartacei e digitali interattivi.

L'Itis Majorana

Il curriculum di Giuliano

“E’ la prima volta che in Italia, un preside, avrà questo incarico”, ha aggiunto Di Maio.  Tutto dipende dall’esito delle elezioni di domenica 4 marzo, quando gli italiani saranno chiamati alle urne per eleggere deputati e senatori e di riflesso, quindi, indirettamente, il premier. Di Maio ci spera e punta su Giuliano, nome che si aggiunge ad altri. Giuliano è laureato in Economica all'università degli studi di Lecce, componente del'associazione nazionale dei presidi (Anp) e membro del gruppo Avanguardie educatiove dell'Indire e del cantiere 2 sulla Buona scuola.

Giuliano, di recente, secondo indiscrezioni avrebbe presentato la propria candidatura alle parlamentarie, ma lo staff centrale che fa capo allo stesso Di Maio non aveva dato il via libera. Aveva già in mente un futuro diverso per il preside?  Forse. Nel curriculum di Giuliano c'è anche la consulenza al ministro dell'Istruzione, Stefania Giannini, nel 2016 in qualità di esperto sui temi legati alla formazione dei dirigenti e all'attuazione del piano nazionale della scuola digitale. Il precente incarico non è stato di impedimento. Di Maio non ha fatto alcun cenno al "precedente" incarico di Giuliano.

La Buona scuola di Renzi

Per Di Maio la riforma della scuola lasciata in eredità da Renzi va abolita. "E' da azzerrare", ha ribadito. "Non ha prodotto nulla di buono nel momento in cui ha trasformato la scuola in una specie di azienda". Giuliano, fresco di nomina, non sembra essere disfattista: "La Buona scuola non va abolita, ma migliorata", ha detto nel corso della trasmissione. Mera diplomazia? Come inizio, in ogni caso, non c'è male. Il dirigente scolastico ha dato dimostrazione di avere anche lui idee chiare, non perfettamente coincidenti con quelle di Luigi Di Maio che lo ha indicato come futuro, possibile, ministro della Pubblica Istruzione. Quasi a dire, mettiamo sin da ora i "puntini sulle i". Mentre  la conduttrice della trasmissione, Myrta Merlino, ha twittato: "Il bello della diretta". Cosa succederà? Pietro Grasso, di Liberi e Uguali, sia pure a distanza ha dato la sua risposta: "Noi sì". Quella riforma sarà abolita.

La squadra dei ministri

Della squadra dei ministri pentastellati dovrebbero far parte: Armando Bertolazzi, indicato come ministro alla Sanità, essendo medico patologo specializzato in oncologia all’ospedale Sant’Andrea di Roma, presentato questa mattina accanto a Giuliano; Andrea Roventini, indicato all’Economia; Sergio Costa all’Ambiente; Domenico Fioravanti, ex olimpico, allo Sport; Lorenzo Fioramonti allo Sviluppo Economico; Pasquale Tridico al Lavoro. E ancora: Alessandra Pesce all’Agricoltura e Giuseppe Conte al ministero della Deburocratizzazione e della meritocrazia

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