Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Elezioni

Emergenza lavoro: il Cobas a confronto con i candidati sindaco

L’organizzazione sindacale Cobas in queste settimane ha incontrato singolarmente tutti e sei i candidati sindaco del comune di Brindisi, confrontandosi con loro sulle varie emergenze occupazionali che affliggono la città

BRINDISI – L’organizzazione sindacale Cobas in queste settimane ha incontrato singolarmente tutti e sei i candidati sindaco del comunedi Brindisi, confrontandosi con loro sulle varie emergenze occupazionali che affliggono la città. Gli iscritti al sindacato “lanciano un messaggio pubblico – si legge in una nota firmata dal segretario provinciale Roberto Aprile - affinché dopo le elezioni il nuovo sindaco, insieme a  maggioranza e opposizione  non possano dire: ‘Ma  noi non sapevamo nulla’”.

Non solo. Il Cobas è anche in attesa di un confronto con il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano. “Il responsabile regionale per le questioni sindacali - si legge nel comunicato - ha affermato telefonicamente che ci farà sapere al più presto quando ci sarà l'incontro”. Della questione è stata messa al corrente anche la Digos di Brindisi. “Nel caso non avremo risposte – afferma Aprile - il presidente Emiliano ci troverà all’esterno del luogo in cui concluderà la campagna elettorale del ‘suo’ candidato Sindaco”.

Di seguito, il documento redatto dal Cobas a seguito dell’incontro con i candidati

Chiunque sarà eletto a Primo Cittadino di Brindisi nella prossima tornata elettorale, certamente avrà davanti un lavoro più che arduo; tentare di ripristinare un collante tra la gente e la politica. Come fare, è presto detto: affrontando e risolvendo i problemi di questa città. Porto, periferie dimenticate, criminalità, crisi del commercio, piano della costa, Pug sono tormenti che nessuna amministrazione ancora è stata in grado di cancellare dalla lista delle cose da fare. Ma un gradino sopra a tutto ciò, vi è la vera piaga di questo territorio, che è un po’ quella del meridione d’ Italia: il dramma del lavoro. Brindisi si è scoperta città incapace di ripartire.

Percentuali devastanti di disoccupati, in cerca di prima occupazione e di “inoccupati”, di coloro cioè che il lavoro lo hanno perduto e mai più recuperato. Avere le idee chiare sulla disastrosa questione occupazionale a Brindisi è condizione imprescindibile per chi diverrà Sindaco, per tentare di arginare il problema, perché la confusione genera confusione.

Il Sindacato Cobas, da sempre presente nella lotta a difesa del lavoro e dei lavoratori, ha preso di petto l’ impegno di portare all’ attenzione dei sei candidati a futuro sindaco della città, le principali vertenze occupazionali in cui è in prima fila. Incontri per conoscersi, ma soprattutto per lanciare il proprio grido di allarme e in fondo anche di sdegno, per delle questioni in cui a vincere finora è stato il “non fare”. Ciascuno dei candidati avrà così avuto modo di prendere visione di una fetta di popolazione, uomini, donne, letteralmente dimenticati a sé.
 Emergenze occupazionali, ormai divenute drammi sociali, come quello della Santa Teresa, esempio di scelleratezza umana provocato dai tagli decisi alle Province, come quello di alcuni lavoratori della Nubile, il cui futuro è assurdamente stato messo in discussione all’ interno del sito in cui legittimamente hanno prestato servizio.

Per arrivare all’ illogica fine di alcuni ex lavoratori del comparto chimico (EVC) o della fu Brindisi Terminal, inseriti all’ epoca in un accordo di programma sottoscritto dai principali enti a livello locale e regionale che prevedeva la loro ricollocazione in aziende del posto, ma che inconcepibilmente sono protagonisti di un ennesimo nulla di fatto.

Fino ad arrivare alla vertenza dei lavoratori della Piattaforma Polifunzionale dell’ ASI (ex Termomeccanica), esempio vivente di come l’ incapacità di tutelare un bene pubblico possa perfino apparire di poco conto rispetto all’ offesa perpetrata a chi in quell’ impianto ci prestava servizio e ora si ritrova con un pugno di mosche.

Senza tralasciare chi il lavoro lo vive come una vera e propria ricerca, magari impiegato poche settimane l’ anno, per poi rientrare nella categoria degli iscritti alle agenzie trova lavoro. Dietro queste storie, dietro questi drammi vi sono uomini e donne con un carico di angoscia pesantissimo e che, proprio per questo, non si rassegneranno a vedersi calpestato il diritto sacrosanto di ritrovare ciò che è stato loro tolto.

Procedere a testa alta per queste persone è un dovere; come un dovere sarà, da parte del futuro sindaco, studiare e preparare in tempi brevi un percorso fattibile di reinserimento per ciascun appartenente a queste vertenze, tramite soluzioni che già in sede di incontro sono stati posti alla loro attenzione. Progetti, idee, situazioni da sfruttare non mancano; stavolta però dovranno prevalere i fatti!
 Il Sindacato Cobas seguirà con la consueta attenzione l’ operato di chi avrà l’ onere di amministrare la città, non esitando a far valere con forza le ragioni di chi è senza più tutele.

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