Venerdì, 14 Maggio 2021
Elezioni

“Emiliano mi ha diffamato con le sue falsità: l’ho querelato”

L'ex assessore Luperti vuole scrivere alla commissione Antimafia e al Pd: "Ora mi ricandido con Impegno sociale". Su Consales: "Mio amico,paga conseguenze di altri che sono scappati. Io ho sbagliato: non mi sono alleato con due famiglie di potenti". Sugli ex colleghi di Giunta: "Rinnegano, ma hanno votato sino all'ultimo". E su Marino: "Aveva un ottimo rapporto con il sindaco"

Un momento della conferenza stampa di Pasquale Luperti

BRINDISI – “Ho querelato per diffamazione Michele Emiliano, il segretario regionale di quello che, sino all’espulsione, è il mio partito, il Pd, perché ha continuato a dire una serie di falsità sulla mia persona e sulla mia famiglia, descrivendomi come rampollo della criminalità, dimostrando in tal modo un accanimento personale di cui ancora non capisco il motivo. Sapeva del passato, di mio padre e di mio zio uccisi dalla Scu con cui non ho niente a che fare. Ed è stato il Pd a chiedermi la candidatura all’epoca e a decidere che fossi io assessore Urbanistica”.

Michele Emiliano a Brindisi-3-2Tutto quello che aveva da dire, lo ha detto questa mattina Pasquale Luperti, ex assessore all’Urbanistica nella Giunta di centrosinistra di Mimmo Consales: due giorni dopo essere stato in Procura a firmare la denuncia-querela nei confronti del governatore della Puglia, ha spiegato ai giornalisti le ragioni alla base della decisione, ha aggiunto cosa intende fare martedì e ha spiegato i progetti politico-elettorali che lo vedranno impegnato con Impegno sociale di Carmelo Palazzo, del quale è cugino acquisito.

“Ho scritto io, di mio pugno, la querela, non mi sono rivolto a nessun avvocato, ma dovevo farlo per difendere la mia reputazione, la mia immagine, così come quella della città di Brindisi e dello stesso Pd, visto che io sono stato sempre assessore del partito che dava indirizzi e io a quelli mi sono attenuto. Ma qualcuno lo ha dimenticato: è bene, allora che anche il presidente della commissione Antimafia sappia cosa è successo, così come è giusto che io informi la commissione di garanzia del Pd, anche perché c’è stato qualcuno che ha detto che volevamo impadronirci del partito. Pd che purtroppo democratico non lo è più”, ha detto in conferenza stampa, nella sala al primo piano dell’Hotel Internazionale, alla presenza del candidato sindaco Angela Carluccio, vincitrice delle primarie dei moderati, nome sostenuto dall’ex assessore.

“Avevo deciso di non ricandidarmi, ma credo di avere altro da dare come consigliere comunale e per questo mi sono candidato con Impegno sociale”, ha confermato. Impegno sociale è partito che per un certo periodo ha lasciato la maggioranza di centrosinistra per chiedere più attenzione alle emergenze di Brindisi, salvo rientrare e mantenere il posto in Giunta.

“Sicuramente qualche errore noi lo abbiamo commesso, abbiamo sbagliato e l’Amministrazione è finita nel peggiore dei modi, con l’arresto del sindaco: mi assumo le mie responsabilità perché ho fatto parte di quella squadra sino alla fine e non capisco gli altri assessori che rinnegano il passato prendendo solo adesso le distanze. Sono gli stessi che hanno firmato le delibere sino all’ultimo giorno e con quelle devono fare i conti”.

Antonio Elefante-2Guardando al passato, Luperti racconta: “Io non volevo fare l’assessore, me lo ha chiesto il Pd, lo stesso che oggi mi fa passare come rampollo della criminalità organizzata, ed è stato questo lo stimolo che mi ha portato a ripresentarmi agli elettori: se ho fatto bene, mi voteranno, se ho sbagliato no e pagherò. All’epoca tutti sapevano: Corrado Tarantino e Antonio Elefante (nella foto), segretari provinciale e cittadino del Pd, sono veuti da me a chiedermi di candidarmi”.

Cos’è successo dopo le elezioni? “Pensavo alla presidenza del consiglio comunale, ma per non rompere gli equilibri interni al Pd mi fu detto che dovevo ricoprire l’incarico di assessore all’Urbanistica e ho iniziato a lavorare sulla costa, per la falesia e per il Pug. Mi hanno mantenuto sino alle regionali: forse servivo, forse servivano i mie voti?”, ha chiesto Luperti che a Palazzo di città nel mese di maggio 2012 arrivò conquistando il titolo di più suffragato con un pacchetto di mille voti. “Non lo so, ma è bene che la commissione Antimafia sappia anche questo, al pari della Procura a cui ho già consegnato 64 pagine fronte-retro visto che Emiliano ha etto che io devo essere eliminato fisicamente dalla politica”.

“Quanto a me, non è mistero che io abbia votato e sostenuto Elisa Mariano e Salvatore Tomaselli al Parlamento, che alle regionali abbia appoggiato Pino Romano e lo stesso Michele Emiliano, evidentemente facendo votare le truppe cammellate, così definite da qualcuno. E ho anche appoggiato la candidatura alla segreteria cittadina di Cristiano D’Errico perché non ritenevo Elefante più in grado di svolgere quel compito”. Elefante, va ricordato, fu il primo a chiedere le dimissioni di Luperti e di Antonio Monetti, ritenendo poco incisive le azioni degli assessori, argomento sul quale hanno insistito il segretario provinciale, Maurizio Bruno, e poi il commissario cittadino Sandra Antonica.

“Non so quando si è rotto questo asse. Io so che Emiliano mi ha incontrato una sola volta, in un incontro organizzato da Fabiano Amati, e in quell’occasione poteva fermarmi e chiedermi: ‘Cosa stai facendo sul Pug?’. Non lo fece. Non mi ha mai voluto incontrare, ho saputo che mi chiama Salvatore Luperti, eppure dice di conoscere tutto di Brindisi”.

Possibile che tutti ce l’abbiano con lui? “Mi limito ai fatti. E aggiungo di aver commesso io stesso un errore: non mi sono alleato con le due famiglie più potenti della città e non ho mai fatto caminetti, nel senso di riunioni ristrette, con qualcuno”. Nomi non ne ha fatti Luperti. Né ha mai denunciato in passato. Perché? “Ho detto no, lo stesso no che ho detto al Consorzio di Torre Guaceto e che mi è costata una casa”. L’attentato incendiario avvenne nella notte tra il 12 e il 13 gennaio 2016. Il 29 gennaio successivo in Giunta presentò la prima proposta relativa al Pug. “Preciso che non essendo architetto non mi son dato incarichi da solo”. Nella vicenda del Pug c’è il capitolo della rottura con il professore Giorgio Goggi, finita in Procura per querele incrociate.

angela carluccio-3“Vedremo come andrà a finire, così come bisognerà vedere cosaMarika Rollo succederà della querela ad Emiliano il quale ha anche detto che il vice sindaco Pino Marchionna ha rotto con Consales per via del piano urbanistico generale: io so che Marchionna ha sempre condiviso il mio indirizzo, secondo cui non poteva e non dovevano esserci spazi per privilegi”. Marchionna, per la cronaca, ha preso parte alla conferenza stampa di Nando Marino andata in scena poco prima di quella di Luperti. Dall’ex assessore c’era Marika Rollo, titolare della delega ai Servizi sociali, prima del rimpasto chiesto dai centristi che oggi sostengono Carluccio a sindaco. Meglio, a sindaca (nella foto). Rollo è candidata nella lista di impegno sociale, al pari di Antonio Monetti.

Marchionna, ad ogni modo, lasciò la Giunta e questo è e resta fatto storico, ormai. Per quale motivo Luperti, visto il clima di tensione, non ha rassegnato le dimissioni? “In realtà, nel direttivo cittadino del Pd di dicembre dissi che ero disposto a fare un passo indietro, ma l’incontro venne sospeso e mai più ripreso. Oggi non direi più quello che dissi all’epoca perché ho capito che si trattava solo di una questione personale eppure non ho pendenze penali, non ho avvisi di garanzia. Non so se altri candidati consiglieri possono dire lo stesso”.

Quanto al padre e alla zio rimasti vittime delle vendette interne della Sacra Corona Unita, una precisazione: “In vita c’è solo una sorella di mio padre, io con il passato non c’entro niente. Se poi mi si viene a dire che sono appoggiato dalla criminalità, sono io a fare una domanda: secondo voi, le forze dell’ordine in questi anni non mi hanno tenuto sotto controllo? Non sono stato attenzionato? Se avessero anche solo notato qualcosa di strano, sarebbero intervenuti”.

L’intervento c’è stato con l’arresto di Consales per corruzione nell’ambito dell’inchiesta sui rifiuti: “Intanto Mimmo è un mio amico e lo è stato di parecchie persone fino a quando era al potere, visto che tutti andavano da lui a chiedere udienza, ma secondo me paga per altri che sono scappati”. Anche in questo caso, nessun nome. “So che lui di me si fidava, eppure di diceva che ero uomo di Giovanni Antonino, poi di Lino Giurgola, alla fine mi ha assegnato anche delega alla Casa che facile non è se si considera che bisogna decidere le assegnazioni per quelli di Parco Bove”. Ma Consales politicamente vacillava, era alla continua ricerca del 17esimo voto in Consiglio comunale. “E’ successo anche prima con Mennitti, io stesso votai il suo consuntivo”.  E del caso Luigi Sergi e dell’assunzione del figlio nello staff del sindaco? “Dovrei dire altre cose”. Che, appunto, non dice.

Consales e LupertiRacconta, invece, di un incontro a quattro per affrontare il nodo palazzetto legato al basket: “Lo scorso gennaio, Consales (nella foto) mi chiamò per dirmi che c’erano problemi e che Nando Marino temeva che non ci fossero fondi sufficienti, visto il ridimensionamento del finanziamento dell’Enel. Poi vedo che uno dei dirigenti della società era presente alla conferenza stampa della sua presentazione e mi viene il dubbio che ci sia stata qualche magia della politica. Marino aveva, che io sappia, un ottimo rapporto con Consales e spiace che il suo slogan sia parlare male della passata Amministrazione. A proposito, se qualcuno parla della sua incompatibilità per Enel, forse non sa di candidati consiglieri comunali e di società della zona industriale. Non sa che Marino avrebbe qualche problema anche a votare su Acque Chiare o sul palazzetto e allora mi chiedo: quando resterà in Giunta o in Consiglio? Per votare solo le variazioni di bilancio. Vedremo”.

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