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Gli architetti incontrano i candidati sindaco: "Questa la Brindisi che vorremmo"

A meno di una settimana dalle elezioni amministrative, programmate per il prossimo 5 giugno, i sei candidati sindaco hanno partecipato ad un incontro pubblico richiesto dall'ordine degli architetti della provincia di Brindisi.

BRINDISI - A meno di una settimana dalle elezioni amministrative, programmate per il prossimo 5 giugno, i sei candidati sindaco hanno partecipato ad un incontro pubblico richiesto dall’ordine degli architetti della provincia di Brindisi.

Tutti i candidati hanno risposto all’invito, presentandosi presso la sede dell’ordine in via Cesare Braico: Stefano Alparone, candidato per il Movimento 5 Stelle; Simona Pino D’Astore sostenuta da tre liste civiche; Nicola Massari, candidato della coalizione di centrodestra; Nando Marino per il centrosinistra, Angela Carluccio, candidata centrista e Riccardo Rossi per Brindisi Smart.

I sei hanno così avuto modo di dare il via ad un dialogo con questa categoria di professionisti, un rapporto con una categoria di professionisti che, come hanno sostenuto tutti i candidati, sarà importantissimo per rimettere nella giusta carreggiata la Brindisi del domani.

“Coinvolgere tutti gli ordini di professionisti brindisini è fondamentale per progettare una Brindisi per i prossimi 20 anni” - ha dichiarato Rossi durante l’incontro.

A fare gli onori di casa il presidente dell’ordine, l’architetto Maurizio Marinazzo, e una delegazione di consiglieri che, dopo aver posto ai candidati una serie di domande, hanno consegnato loro un documento programmatico per la prossima amministrazione, indicazioni su un possibile percorso di sviluppo, urbanistico, ma non solo, da intraprendere e una serie di obiettivi da raggiungere.

Un documento che racchiude considerazioni su Pug (Piano urbanistico generale), porto e polo energetico, area industriale, mobilità urbana. Un analisi tecnica su argomenti che hanno rappresentato, e rappresentano, un importante snodo per lo sviluppo della città, come appunto il Pug: “Il piano urbanistico è uno strumento fondamentale per lo sviluppo di Brindisi - ha spiegato il candidato Marino - voglio ricordare come questo piano sia stato bloccato da un assessore dell’amministrazione Consales che si sta ricandidando, promettendo di continuare lì dove ha lasciato. Io non voglio un’amministrazione che boccia o meno un progetto per creare situazioni personali”.

Dichiarazioni opposte della candidata sindaco della coalizione centrista, Angela Carluccio che ha sottolineato come “il Pug elaborato dal professore Giorgio Goggi e bocciato dall’amministrazione Consales prevedeva un’espansione a macchia di leopardo che non avrebbe fatto altro che favorire interessi esterni”.

Il presidente Marinazzo ha dato appuntamento al futuro sindaco e ai futuri candidati al consiglio nelle prossime settimane, un impegno preso da tutti i presenti per far si che questo dialogo possa protrarsi nel futuro portando a risultati positivi per Brindisi.

Di seguito il documento consegnato ai candidati sindaco dall’ordine degli architetti della provincia di Brindisi:

E’ indubbio che la nostra Città continui ad affrontare una situazione di crisi, che è senz’altro economica, ma, ancor prima, a nostro avviso, sociale e culturale, oltre che di rappresentanza politica. Questo è il primo dato: senza una ripresa ed una forte connotazione culturale ed identitaria non vi è sviluppo economico, se non asfittico e privo di ricadute e indotti virtuosi. Ma dalle condizioni di crisi possono nascere, se solo lo si vuole, grandi spazi per nuove opportunità, in cui finalmente poter valorizzare le potenzialità del nostro territorio, sin qui gravemente inespresse, come la sua storia, l’ambiente naturale ed agricolo, il porto, l’aeroporto, le infrastrutture, la logistica, la posizione geografica, sia rispetto al territorio salentino che nel contesto internazionale, la ricerca e l’innovazione tecnologica. Un percorso necessario ma anche impegnativo, che potrà realizzarsi solo attraverso una reale partecipazione della comunità e sulla base delle buone prassi di confronto e di condivisione dei processi decisionali, dalle quali non si può prescindere e da cui non può continuare a restare esclusa la rete delle professioni. Processi che, in questi ultimi anni, sono stati seriamente ostacolati anche da una discontinua e difficoltosa azione amministrativa, caratterizzata, sino all’immobilismo, dal prevalere di logiche particolari, neanche più partitiche, con il fallimento della buona gestione della cosa pubblica. Abbiamo quindi il dovere di superare le logiche del passato e definire una nuova visione di città, all’interno di una chiara strategia di lungo periodo, che guardi alle future generazioni e porti ad una “ri-qualificazione, ri-naturalizzazione e rigenerazione, urbana e sociale”. Gli architetti brindisini sono pronti a dare il loro contributo perché si vada in questa direzione, consapevoli che siamo giunti ad una fase che potrebbe rivelarsi di non ritorno. Con questo spirito e con questi obiettivi, come già accaduto in altri momenti difficili e complessi, intendiamo farci promotori di un manifesto che raccolga alcuni punti che riteniamo fondamentali:

1. Conoscenza e condivisione dei processi decisionali

In via preliminare vanno individuati metodi e percorsi innovativi che consentano il libero accesso alle informazioni ed alla conoscenza, nonché la partecipazione da parte dei cittadini ai processi decisionali. Il principale strumento è costituito dalla pubblicazione sulla rete sia degli atti di indirizzo politico che di quelli amministrativi, opportunamente ordinati e facilmente individuabili e scaricabili. Tra questi gli strumenti di pianificazione e programmazione strategica, completi di tutti gli elaborati, i regolamenti, i piani attuativi e di settore, ma anche tutti gli interventi, sia pubblici che privati, che possono incidere sulla trasformazione del territorio. Sarebbe parimenti ipotizzabile l’archiviazione, per la libera consultazione, dei video e dei verbali delle sedute delle assemblee e delle commissioni consiliari, oltre che delle sedute consiliari. Per questioni di pubblico interesse, vanno promosse ed incentivate le forme dirette di confronto e di consultazione, in cui informare i cittadini, motivare le scelte, prevenire i conflitti e mediare eventuali interessi contrapposti. Questa operazione di trasparenza e di accesso alla conoscenza risulta fondamentale, sia per la crescita della consapevolezza e della partecipazione dei cittadini, sia per un adeguato controllo democratico e la valutazione degli interessi in campo. Riteniamo inoltre fondamentale il confronto e la collaborazione tra l’Amministrazione comunale ed i soggetti, pubblici e privati, portatori di specifiche competenze e di legittimi interessi, sia di tipo particolare (come nel caso delle associazioni di categoria o delle singole aziende) che più generale e diffuso (come per le associazioni di cittadini).

In particolare gli Architetti di Brindisi, nell’ambito del ruolo istituzionale del proprio Ordine e delle loro specifiche competenze, propongono : 1) Adozione di un protocollo d’intesa con il Comune, che definisca le modalità di una proficua collaborazione per le scelte relative al governo del territorio brindisino. A tale scopo l’Ordine costituirà dei gruppi di studio e di lavoro, che potranno interloquire con le strutture tecniche ed i rappresentanti dell’Amministrazione Comunale. Quest’ultima dovrà garantire la piena informazione sulle decisioni e le scelte programmatiche assunte, in modo da consentirne il costante monitoraggio e la massima divulgazione, oltre che una loro tempestiva ed approfondita valutazione. 2) la formazione di consulte tecniche, costituite da rappresentanti degli Ordini professionali, delle associazioni e del Comune, in cui confrontarsi e dare un contributo qualificato nei vari settori ed ambiti disciplinari, che si possono individuare in:

a) urbanistica, per quanto attiene alla pianificazione complessiva del territorio, a cominciare dal Piano Urbanistico Generale, fino ai piani attuativi e di settore, alle infrastrutture, alla mobilità, ai servizi, alla regolamentazione edilizia ed agli interventi di recupero, riqualificazione e rigenerazione urbana; b) lavori pubblici, relativamente alle scelte strategiche ed alla redazione del programma triennale delle opere pubbliche, all’applicazione delle norme sugli affidamenti professionali e sugli appalti, alla promozione dei concorsi di idee e di progettazione (strumenti fondamentali per una trasformazione qualitativa e partecipata della città), alla qualificazione dei professionisti e delle imprese; c) beni culturali, paesaggio e ambiente, per la tutela e la valorizzazione di un grande patrimonio, che deve essere alla base del nuovo modello sociale ed economico della città, all’interno di un progetto unitario che, coerentemente, ponga 3 quale obiettivo prioritario il recupero di poli quali i Castelli, l’ex Capannone Montecatini o l’ex Collegio Tommaseo. La guida politica di questi ambiti deve essere affidata a personalità in grado di ben trasferire nella azione amministrativa i contenuti qualitativi di una tale collaborazione.

2. Una visione nuova e condivisa della città

Per la città di Brindisi ed il suo territorio è necessario realizzare un piano strategico di lungo periodo, che travalichi le barriere istituzionali e fisiche, per proporre una visione condivisa della città che alimenti il senso di appartenenza, la consapevolezza e la coscienza civica della sua comunità, che dia un orientamento credibile, continuativo e attuabile ad operatori ed investitori. Riteniamo, quindi, di grande importanza che la città di Brindisi possa dotarsi di un Piano Urbanistico Generale (PUG), in quanto strumento principale della pianificazione del territorio comunale, con una funzione strategica di regolamentazione e controllo dell’assetto, della trasformazione e dell’uso del territorio, oltre che di indirizzo delle varie attività che sullo stesso vengono svolte. Siamo infatti convinti che tale strumento potrà costituire un riferimento fondamentale per l’affermarsi di un nuovo modello di sviluppo della nostra città basato sulla partecipazione dei cittadini, sulla valorizzazione delle risorse locali e su attività compatibili con la tutela dell’ambiente ed il benessere delle popolazioni. E’ quindi necessario riavviare il percorso di formazione del PUG, a partire dall’aggiornamento degli studi preliminari e degli obiettivi strategici, anche attraverso l’implementazione di un quadro certo delle conoscenze, che potrà prendere forma in una mappatura dei dati, come quelli relativi al patrimonio comunale o all’individuazione puntuale del patrimonio edilizio urbano e rurale, sia pubblico che privato, individuando gli elementi di valore storico e culturale, che andranno tutelati e valorizzati. Andrà quindi ripreso lo strumento del rilevamento urbanistico, già utilizzato in preparazione del PUG, ma non sviluppato nell’elaborazione delle informazioni raccolte grazie al contribuito di qualificati professionisti brindisini e che costituiscono una ricca e preziosa banca dati. Riteniamo inoltre indispensabile, per non doversi trovare ad affrontare situazioni di “emergenza”, come nel caso dei lavori sul lungomare, affidare l’elaborazione di una carta archeologica della città, che diventi parte integrante dello stesso PUG. Con i moderni sistemi di indagine non invasiva sarebbe possibile anticipare qualsiasi attività di scavo, con la possibilità di selezionare gli episodi più significativi da cui far partire indagini puntuali per la valorizzazione, anche turistica, di un ricco patrimonio archeologico e per la sua adeguata integrazione con le successive trasformazioni urbane.

3. Obiettivi strategici

In generale, vorremmo che fossero affrontati in modo più complessivo e lungimirante il futuro assetto ed il governo dell’intero territorio brindisino, comprese le zone portuali, industriali e militari, ma anche le aree esterne al contesto urbano, come quelle costiere, agricole e naturali. Parti di territorio che non possono considerarsi estranee all’idea di città che il PUG deve delineare e la loro pianificazione va integrata in modo coerente ed organico nel quadro definito dallo stesso piano urbanistico generale.

In modo molto sintetico diamo un elenco non esaustivo di obiettivi che consideriamo strategici per il futuro assetto del territorio brindisino, nella fondamentale adesione alla 4 proposta di legge nazionale sul Contenimento del consumo del suolo e riuso del suolo edificato.

a) Area urbana: - valorizzazione dell’intero perimetro del porto interno come “lungomare”, percorribile sopratutto a piedi o in bicicletta, oltre a piccoli mezzi pubblici (minibus elettrici) e collegamenti via mare; - potenziamento del trasporto pubblico e dei parcheggi di scambio ai margini del centro storico; - ampliamento delle zone pedonali ed a traffico limitato/rallentato, ampia rete di percorsi ciclabili; - incremento e manutenzione dell’arredo urbano, del verde e dei servizi pubblici; - recupero e riqualificazione, anche energetica, degli edifici pubblici e di valore storico; - riqualificazione e rigenerazione dei quartieri esterni con il potenziamento dei servizi e dei collegamenti; - esclusione delle zone costiere dalla nuova edificazione, che potrà interessare solo aree di connessione con i quartieri periferici ed essere limitata ad interventi di compensazione e trasferimento di volumetria, in caso di acquisizione pubblica o demolizione di edifici esistenti, per la rigenerazione urbana o la valorizzazione del patrimonio storico;

b) Porto: - ridefinizione del Piano Regolatore Portuale, da adeguare alle previsioni del PUG, in accordo con l’Autorità Portuale competente; - trasferimento in altra sede delle attività militari presenti nel porto interno e di tutte quelle non compatibili con il suo ruolo legato alla città ed alle attività turistiche; - destinazione del seno di Levante al traffico crocieristico, con l’elettrificazione delle banchine ed il recupero della ex Stazione marittima come centro servizi; - eliminazione del progetto di nuovi approdi nella spiaggia di sant’Apollinare, con la riqualificazione dell’intera zona da destinare a parco pubblico attrezzato, sede di eventi culturali, ricreativi e sportivi, con la valorizzazione dell’area archeologica di Punte delle Terrare e dell’ex capannone Montecatini; - adeguamento e completamento del terminal traghetti di Costa Morena ovest, della piastra logistica di Costa Morena est e del riempimento di capo Bianco, da predisporre per le future attività portuali; c) Zona industriale: - ridefinizione del Piano Regolatore dell’ASI, da adeguare al quadro generale del PUG e coordinare con il nuovo PRP, finalizzata a dare un nuovo assetto all’intera area industriale ed alla sua trasformazione in Area Produttiva Paesaggisticamente ed Ecologicamente Attrezzata (APPEA), secondo le indicazioni del recente Piano Paesaggistico Regionale; - avvio delle bonifiche e recupero delle grandi aree che potrebbero essere utilizzate anche per attività commerciali e logistiche, come quella dell’ex Edipower; - prevedere il trasferimento, oltre il corso di Fiume Piccolo, delle attività di maggiore impatto ambientale poste a ridosso dell’area urbana, anche in previsione di una futura ridefinizione del petrolchimico e del recupero delle aree dismesse; 5 - prevedere il recupero ad attività agricole e turistiche delle aree attraversate dal nastro trasportatore e quella occupata della Centrale termoelettrica di Cerano, in previsione della loro futura dismissione;

d) Costa nord: - demolizione delle opere abusive presenti sulla costa e recupero di torri costiere, batterie e case-matte, siti archeologici; - ridefinizione della linea demaniale ed attivazione di un processo di trasferimento delle costruzioni attraverso la compensazione urbanistica, con il trasferimento dei diritti edificatori in apposite zone non costiere; - bonifica, messa in sicurezza e rinaturalizzazione di tutta la fascia costiera, per la ricostruzione degli ecosistemi naturali e della macchia mediterranea; - una pianificazione che consideri la fascia costiera a nord di Brindisi come un grande parco attrezzato, con stabilimenti balneari, attrezzature e servizi per attività di carattere turistico, ricreativo e sportivo.

4. Riqualificazione del territorio e rigenerazione urbana

I processi sin qui avviati di rigenerazione urbana non hanno avuto una dimensione più ampia, limitandosi a risultati puntuali, senza programmazione o visione strategica generale, nel campo della mobilità (vedasi l’esempio dello Shuttle, con la disattenzione verso i sistemi di trasporto pubblico ferroviario o su mare) come delle infrastrutture o dell’edilizia pubblica o sociale. Il conseguimento di livelli di qualità urbana, oltre che di opportunità in termini di ripresa economica, passa attraverso il recupero del patrimonio costruito, delle tante aree militari o industriali dismesse, del centro e delle periferie, attraverso le bonifiche ambientali in termini di effettiva sostenibilità, contro le logiche del passato, che hanno visto privilegiare processi di banale sostituzione edilizia, con la cancellazione di interi ambiti costruiti storici. La rigenerazione urbana è un’opportunità di crescita economica, sociale e civile, ma anche occasione per ridefinire la qualità urbana di parti di città, la cui strategia deve essere condivisa da tutti soprattutto attraverso forme di stimolazione civica e non solo delegata alla concertazione tra istituzioni ed associazioni di categoria.

5. Rinnovo della Pubblica Amministrazione, semplificazione e legalità

Adeguare le azioni della Pubblica Amministrazione, rimuovendo eventuali vincoli o barriere istituzionali e burocratiche, al fine di rendere coerenti le risposte alle dinamiche in atto, guardando a tutti i referenti, siano cittadini, professionisti, operatori economici ed investitori. Fondamentali in tal senso sono i processi innovativi e di digitalizzazione e le procedure di effettiva e legale semplificazione, caratterizzate da norme, procedure e regole chiare e certe, per supportare quel complesso di piccoli e capillari interventi che possono incentivare la ripresa, anche in termini di riqualificazione, del settore edilizio.

L’esperienza quotidiana ci fa rilevare una inadeguatezza delle risorse ed un sostanziale non-coordinamento fra settori della Pubblica Amministrazione, oltre che fra i diversi operatori istituzionali, la qual cosa ha determinato, ad esempio, un drammatico declino del sistema portuale, che di un nuovo modello di sviluppo avrebbe dovuto costituire elemento trainante.

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