"Su quei soggetti c'era il veto": i CoR se ne vanno

Bella cosa le primarie, ma se qualcuno bara, e qualcun altro si sente tradito, allora dall’esaltazione si può passare anche ai coltelli, per recidere drasticamente legami fedifraghi. Così faranno i Conservatori e Riformisti, che annunciano la propria delusione e una pausa di riflessione. Che probabilmente li porterà nello schieramento di centrodestra

Un gazebo delle primarie

BRINDISI – Bella cosa le primarie, ma se qualcuno bara, e qualcun altro si sente tradito, allora dall’esaltazione si può passare anche ai coltelli, per recidere drasticamente legami fedifraghi. Così faranno i Conservatori e Riformisti, che annunciano la propria delusione e una pausa di riflessione. Che probabilmente li porterà nello schieramento di centrodestra.

“A conclusione di questa bellissima esperienza spiace, purtroppo, constatare come le linee guida imprescindibili dettate dai CoR nel tavolo politico tra le diverse formazioni siano state disattese. Nel corso dell'organizzazione più volte i Conservatori e Riformisti hanno dovuto fortemente opporsi all'ingresso in scena di soggetti che nulla hanno più a che fare con la buona politica”, dice il comunicato dei fittiani sull’esito delle primarie, che è un messaggio di congedo a tutti gli effetti dalle effimera coalizione moderata.

“Nelle varie fasi, nostro malgrado, abbiamo assistito alla discesa in campo di movimenti e partiti come i Repubblicani ed i Socialisti, ed il loro successivo ritiro. Stessa cosa dicasi per alcuni candidati autorevoli come il professore Massimo Guastella, il dottore Antonio D'Autilia, l'avvocato Nicola Massari, il dottore Antonio Montanile che, indubbiamente, avrebbero portato lustro alla competizione”. Invece dietro c’era ben altro.

“Alla luce di quanto accaduto, il ritiro della loro disponibilità oggi è di facile lettura. Ogni cosa fa presupporre che da parte degli attori della passata amministrazione presenti nella coalizione tutto sia stato costruito in funzione dello spirito gattopardesco secondo il quale bisogna cambiare tutto per non cambiare niente”, accusano i Conservatori e Riformisti di Brindisi, riferendosi esplicitamente al gruppo degli ex Consales.

C’erano segali premonitori, dicono i Cor: “Lo stesso cambio di casacca, avvenuto pochi istanti prima della conferenza stampa tenutasi dai tre candidati della coalizione presso Palazzo Nervegna, del maresciallo Boccuni, prima candidato ufficiale di Brindisi Democratica (ex PD), poi sbolognato alla formazione di Impegno Sociale, va in tal senso”.

Bisognava fare in modo che non vincesse Pietro Guadalupi, in altre parole: “Tutto ciò però, valutata la forza del candidato schierato dai Conservatori e Riformisti, non garantiva la vittoria finale al candidato prescelto da chi nella passata amministrazione sosteneva il governo Consales; quindi, loro malgrado, hanno dovuto schierare apertamente quei soggetti che, più volte, nel tavolo della concertazione, si era stabilito restassero fuori e lontano dalla coalizione”.

“Proprio nella giornata di ieri, questi soggetti facevano sfoggio di sé nella sala Mario Marino Guadalupi. Tutto quanto sopra denunciato, obbliga i Conservatori e Riformisti ad un momento di riflessione ed attenta valutazione”. Siamo all’anticamera dell’alleanza con Forza Italia, che Luigi Vitali si augura vivamente.

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