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La commissaria Pd: nessuna riedizione del Laboratorio

Sandra Antonica risponde anche all'appello dei 25 tesserati del partito: "Lavoriamo su una coalizione innovativa, per opportunità non è possibile il ritorno di chi sino all'ultimo ha sostenuto il sindaco"

BRINDISI – “Il Pd sta lavorando per convocare tutte le forze di centrosinistra, in modo da imbastire un rapporto di coalizione innovativo, il che vuol dire innanzitutto che non è possibile pensare una riproposizione del laboratorio che ha governato Brindisi sino all’arresto del sindaco e che non è neppure possibile, per una questione di opportunità, parlare di una ricandidatura di chi sino all’ultimo sosteneva che il partito stesse facendo solo un gesto di rottura”.

Il messaggio di work in progress con annessi riferimenti tutt’altro che casuali, è del commissario cittadino del Pd, Sandra Antonica, e arriva all’indomani dell’appello lanciato da 25 tesserati del Partito democratico di Brindisi, esponenti di quella corrente interna che più volte si era espressa in termini critici rispetto all’amministrazione guidata da Mimmo Consales, nonché della proposta di cui si è fatto portavoce Raffaele Mauro, in nome e per conto di quella parte del Pd che, al contrario, è sempre rimasta fedele al primo cittadino sino a quando non è arrivato il terremoto partito dalla Procura con l’inchiesta sull’affidamento in gestione dell’impianto di Cdr alla ditta Nubile. Inchiesta che a distanza di più di un mese tiene ancora agli arresti domiciliari con l’accusa di corruzione Consales.

Nando MarinoAntonica risponde ai primi e risponde anche agli altri. Ma nomi di candidati sindaco non ne fa. Del resto neppure potrebbe, ma è sempre più insistente la voce che rimbalza tra Brindisi e Bari, secondo cui il nome di Nando Marino, presidente uscente della Lega A di basket, nonché numero uno della squadra del capoluogo, sarebbe arrivato da Michele Emiliano che continua a seguire la situazione “elezioni”.

Cosa dice, il commissario ai firmatari dell’appello a stoppare le candidature – più auto candidature in verità – e le fughe in avanti di alcune forze politiche, azzerando tutto ciò che è avvenuto sinora, per aprire un confronto con le forze del centrosinistra? “Rispondo dicendo che in realtà questo confronto è già in essere: sono settimane che proseguono incontri bilaterali finalizzati appunto ad analizzare quel che accade intorno a noi, per arrivare a imbastire un rapporto nuovo, innovativo rispetto a quello che c’è stato e che ha governato la città di Brindisi”, afferma Antonica.

“Ovviamente la politica ha i suoi tempi, come ogni altra cosa, del resto, e vanno rispettati. Anche perché si discute di rinnovamento”. E come si può parlare di rinnovamento se il Pd continua a guardare ad Area popolare, altrimenti detto Nuovo Centrodestra con cui ha amministrato? “Ci stiamo interrogando sul futuro che vogliamo e sicuramente non è possibile pensare a clonazioni del laboratorio, tanto è vero che abbiamo incontrato chi era all’opposizione al Comune e mi riferisco a Riccardo Rossi di Brindisi Bene Comune e Roberto Fusco con Sì democrazia che ora sta vivendo una sorta di travaglio interno e Giovanni Brigante di Sviluppo e lavoro. C’è chi ha già risposto dicendo no, chi invece sta valutando, ma certamente il Pd non ha mai fatto nomi di nessuno, né dentro né tanto meno fuori”.

Cosa ha fatto, allora, il Pd nel concreto? “Intanto un’analisi di quanto è avvenuto perché non si può fare finta di niente, per cui si pensa di cambiare solo gli addendi. Non è possibile. Vero è che in un momento di crisi come quello che stiamo vivendo, è importante il contributo della società civile perché fornisce stimoli alla politica e alla sua funzione di intermediazione, per cui non è una diminutio”.

Il notaio Michele ErricoA proposito di addendi, c’è anche una risposta a chi, come gli ex di Consales, pensa di restare sulla scena politico-amministrativa, alcuni dei quali hanno di fatto autorizzato Mauro, dopo l’incontro all’Hotel Orientale, a consegnare ad Antonica la proposta di sostegno al Pd, a patto che il candidato sindaco risponda al nome di Michele Errico. “A questo proposito, è necessaria una precisazione perché va detto che gli ex consiglieri comunali del Pd sono assolutamente onesti, non sono stati neppure sfiorati da inchieste giudiziarie, per cui il discorso si sposta sul piano dell’opportunità e in questo caso non credo lo sia per quanti hanno sostenuto l’Amministrazione pensando sino all’ultimo che il Pd stesse facendo un gesto di rottura. Il senso non era quello”, dice Antonica ricordando che era stata chiesta la sostituzione dei due assessori del Partito democratico, Pasquale Luperti e Antonio Monetti e poi l’azzeramento della Giunta.

Michele EmilianoIntanto da Michele Emiliano arriva un tweet sul manifesto con annesso codice etico lanciato ieri da “Brindisi 2021”, promosso da un gruppo di cittadini:  “Interessante”, ha scritto affidandolo alla rete. Quanto ad Errico, la candidatura a sindaco gli è stata proposta da Riccardo Rossi a nome dello schieramento che vede assieme Brindisi Bene Comune, Sel, Rifondazione, Act e il movimento di Pippo Civati, nel quale non possono trovare residenza gli ex di Consales. Punto interrogativo sull’adesione di Roberto Fusco, legato tanto ad Errico quanto ad Emiliano.

Ma il notaio non è un dejàvu che stride con il rinnovamento a cui lo stesso gruppo aspira? “No, perché lo stesso Errico è stato elemento di discontinuità importante con il passato, con quella coalizione che ha governato la città sino ad ora e mi riferisco al laboratorio”, risponde Rossi. “Forse qualcuno dimentica che Errico non venne ricandidato a presidente della Provincia e che il Pd preferì dare spazio a Massimo Ferrarese. Il laboratorio è partito da lì e non si può pensare che a pagare sia solo Consales perché se è successo quello che sappiamo, la responsabilità ce l’ha anche il laboratorio, a prescindere dal nome che si dà all’alleanza che ne viene fuori: per me è un’armata brancaleone per giochi di potere”, prosegue Rossi.

Riccardo Rossi“Per questo motivo diciamo no grazie al Pd più Ncd, questa città ha già dato. Esce Consales e arriva Marino o chi per lui”, ha scritto Rossi anche su Facebook. “Pd ed Ncd tornano insieme senza alcuna vergogna, magari tutti potranno indossare la maglietta Enel con il nuovo logo, così giusto per non sbagliarsi. Noi vogliamo mettere insieme tutte le forze sane di questa città per dire basta e costruire una proposta di autentico rinnovamento senza alcuna compromissione con chi ha portato Brindisi al disastro”.

No ai ritorni del passato arrivano anche da Antonio Carito, attento osservatore delle vicende politico-amministrative di Brindisi: “Ritornano da protagonisti personaggi di cui faremmo volentieri a meno che ambiscono senza pudore a riconquistare posti di potere”, scrive. Come spesso accade nelle faccende brindisine si passa con noncuranza dalla tragedia alla farsa . Riaffiorano "classi dirigenti" politiche che rivendicano il diritto delle scelte , dimenticandosi che loro non sono stati eletti da nessuno ma bensì sono dei "nominati" , qualcuno di loro non è neanche di Brindisi , altri sono stati commissariati”. 

Antonio CaritoQuesti "dirigenti politici" vivono in un mondo che è scomparso , credono ancora nelle "sacrestie" , ciò che è peggio è che loro si arrogano il diritto di rappresentare e parlare a nome di un "elettorato" che però non gli ha mai conferito quel ruolo . Lo capiranno i Partiti ? Capiranno che, deleghe in bianco i cittadini non ne vogliono più dare ?”, chiede. A rispondere dovranno essere i partiti, appunto.

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