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Francesco Cannalire

Francesco Cannalire

“Intimidazioni elettorali nella più importante partecipata del Comune”

Francesco Cannalire (Pd): "Dipendenti costretti a pagare con il voto la speranza di conservare il posto di lavoro. E' un dovere denunciare pubblicamente situazioni simili che spero non siano vere"

BRINDISI – “Mi auguro di sbagliare, ma a Brindisi a quanto pare ci sarebbero intimidazioni elettorali nella più importante società partecipata del Comune: qui, stando a quanto mi dicono, c’è qualcuno che usa il voto come ricatto nei confronti dei dipendenti ai quali viene fatto credere che se scelgono quel  candidato sindaco conserveranno senza problema il posto di lavoro”.

Le dichiarazioni che hanno valore di denuncia arrivano da Francesco Cannalire, consigliere comunale uscente,già assessore del Comune di Brindisi, ricandidato alle elezioni del 5 giugno scorso per il Partito democratico, per il quale ha rastrellato 369 preferenze, non sufficienti per tornare in Assise. A meno che, al secondo turno, non vinca il centrosinistra con Nando Marino sindaco, in testa domenica scorsa rispetto all’aspirante sindaca Angela Carluccio, espressione della coalizione dei moderati.

Cannalire lei si è rivolto alla stampa scrivendo una mail e ne ha chiesto la pubblicazione: per quale motivo non ha sporto denuncia andando in Procura o alla Digos?

“Ho scritto quella mail perché sono venuto a conoscenza di determinate situazioni che, a mio avviso, se dovessero effettivamente risultare vere nel senso di corrispondenti alla realtà, sono gravi, gravissime, un attacco alla democrazia e alla libertà di voto, principi nei quali credo. Così come credo che l’espressione del voto sia un dovere e un diritto”.

Ma non ha risposto alla domanda: perché denunciare alla stampa e non farlo nelle sedi opportune? Facile usare i giornalisti, forse.

“Nessuno usa la stampa. Credo sia giusto che l’opinione pubblica sappia visto che è ai cittadini che spetta la scelta del prossimo sindaco di Brindisi. E purtroppo questa non è stata una campagna elettorale serena. Tutt’altro.

Scusi se insisto, avrebbe potuto procedere con una denuncia e poi informare gli elettori - tramite la stampa -  dell’esposto e del contenuto.

“La stampa informa, quindi chi di competenza sarà informato di conseguenza. Non cambia niente. Il punto non è questo: è che il voto è un momento importante , attraverso il quale i cittadini decidono e scelgono a chi affidare l’amministrazione della città. Questo in linea di principio. Brindisi, purtroppo, si conferma terreno delle eccezioni e dei soprusi nel quale ci si sente liberi di usare l’arma del ricatto”.

Questo è quello che lei ha scritto nella mail. Si spieghi.

“Era già accaduto al primo turno, pare si stia verificando anche in vista del ballottaggio del 19 giugno: lo scenario è identico, mi riferisco a una società partecipata del Comune”.

Quale partecipata?

“La più importante società partecipata del Comune di Brindisi”.

La Multiservizi? E’ la più importante, quanto a numero di dipendenti: dovrebbero essere 170.

“Ripeto: mi riferisco alla più importante società in house del Comune. Non credo ci sia da fare ulteriori precisazione. Quel che non va taciuto è che sarebbe in atto un atteggiamento di intimidazione indirizzato ai dipendenti della stessa, costretti a pagare con il voto la speranza di conservare il posto di lavoro”.

Affermazione grave. Ne è certo?

“Mi auguro e spero di sbagliare. A me è stato detto questo e non posso fare finta di niente. Purtroppo nulla di nuovo sotto il sole. Cambiano le situazioni di voto, non il metodo ricattatorio di chi si arroga il diritto di inquinare una conquista riconosciuta dalla Costituzione. Ripeto io mi auguro con tutto il cuore  che le notizie che mi sono giunte non siano vere, se così non fosse rischiamo di cedere il passo a una classe politica vocata alla mala gestione clientelare che tanti danni ha causato in questi anni.

La interrompo: lei parla di intimidazioni per votare un candidato sindaco. E ovviamente, visto che lei è espressione del Pd e quindi della coalizione di centrosinistra, si riferisce all’altra formazione in campo.

“Guardi io resto fiducioso sull’esito del ballottaggio. Non credo che la città voglia rimettere in piedi un sistema malato che, fortunatamente, fa parte del passato: non si tratta di comportamenti spiacevoli e criticabili, ma di segnali preoccupanti di una sotto cultura che vogliamo sconfiggere e rispedire a casa una volta per tutte”.

Nomi non ne fa, ma appare chiaro il concetto. 

“Se davvero vogliamo dare voce al cambiamento dobbiamo liberarci dei metodi incancreniti della solita politica e fare strada al candidato sindaco del centrosinistra. A partire dalla necessità di riportare il voto alla sua dimensione libera e democratica. Come deve essere in una città civile”.

Torno a chiederle per quale motivo non abbia sporto denuncia in Procura o in Questura dalla Digos.

“Non è necessario se la stampa riferisce le mie dichiarazioni”   

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