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Il Pd critico "prende atto" della scelta Marino, ma con richieste

Non ci sarà alcuna diaspora: la parte del Pd di Brindisi che non condivide il metodo applicato dalla segreteria regionale nell'individuazione del candidato sindaco, decide di non provocare fratture e scontri e "prende atto" della designazione di Nando Marino effettuata dal segretario regionale Michele Emiliano

BRINDISI – Non ci sarà alcuna diaspora: la parte del Pd di Brindisi che non condivide il metodo applicato dalla segreteria regionale nell’individuazione del candidato sindaco, decide di non provocare fratture e scontri e “prende atto” della designazione di Nando Marino effettuata dal segretario regionale Michele Emiliano, ritenendo che non si possa più trascurare il confronto sui problemi per continuare il braccio di ferro sui nomi. Ma in un lungo documento pone alcune questioni su cui attende risposte sin dalla conferenza stampa odierna all’Hotel orientale in cui lo stesso Emiliano presenterà la candidatura del presidente di Enel Basket.

La prima questione è l’avvio immediato di un confronto programmatico con la città, nei quartieri, sui problemi e le richieste della società locale, aspetto sin qui trascurato e messo in secondo piano rispetto alle dispute sulle candidature. Vi è poi la richiesta di applicazione del “massimo di chiarezza e rigore”, come previsto dallo statuto, nei confronti degli ex amministratori e consiglieri del Pd fedeli alla maggioranza Consales che in queste ore stanno organizzando liste alternative assieme ai Conservatori e Riformisti di Fitto, e ai centristi che fanno capo a Massimo Ferrarese.

Altra richiesta, la netta discontinuità con il passato non solo nei programmi, ma anche negli uomini, nell’organizzazione e nei metodi. Le regole del gioco dovranno essere vincolanti sia per il candidato sindaco che per chi entrerà nelle liste. E, non da ultimo, il gruppo di iscritti e dirigenti che ha firmato il documento, approvato la notte scorsa al termine di una riunione presso la federazione provinciale, chiede la fine del commissariamento del Pd brindisino, e il ritorno alla vita democratica, alla produzione di idee, al rapporto pieno con i cittadini, da tempo condizioni perdute. Di seguito, la versione integrale del documento.

Il documento del gruppo di iscritti del Pd brindisino

"Il Partito Democratico di Brindisi, attraverso l’impegno di un numeroso gruppo di iscritti, ha avviato una serie di iniziative per riaprire un dialogo con la città dopo lo scioglimento del consiglio comunale a seguito dell’arresto del sindaco Consales. L’obiettivo è quello di dar vita ad una alleanza politica collocata nell’ambito del centrosinistra con chiare scelte che partano dalla totale discontinuità rispetto al passato sul terreno della  politica, della gestione amministrativa, della organizzazione e degli uomini.

Questa fase ha visto il gruppo degli iscritti operare con lealtà e collaborare con la commissaria cittadina e con il PD provinciale e regionale, soprattutto in una fase in cui si sono immediatamente registrate iniziative di più svariati soggetti che hanno proposto strane coalizioni, e intempestive autocandidature. Non è stato possibile qualsiasi confronto strategico-programmatico in funzione del quale individuare le candidature più idonee a produrre l’auspicata svolta e discontinuità.

In questa fase confusa si è distinta anche l’iniziativa dei più tenaci sostenitori della giunta Consales, al tempo consiglieri e amministratori del PD, che stanno cercando di realizzare una indistinta aggregazione di liste e di candidati con il palese obiettivo di perpetuare posizioni di potere ignorando, tra l'altro, la grave crisi del tessuto produttivo, del tessuto sociale, dello stato dei servizi, e, non ultimo, la propria responsabilità per il degrado morale della classe dirigente locale. Si richiede pertanto nei confronti di costoro il massimo di chiarezza e di rigore così come tra l'altro previsto dallo statuto del PD.

In questa situazione il gruppo di iscritti che intende contribuire al rinnovamento del PD rilanciandone ruolo, funzione e autonomia, ha sviluppato un confronto dialettico con le varie istanze del partito soprattutto riguardo alle intempestive ipotesi di candidati sindaci. Differenti analisi della situazione politico amministrativa di Brindisi hanno caratterizzato questo confronto assieme alla diversità di valutazione sul bisogno di cambiamento che ha la città dopo tante esperienze di amministrazione locali negative.

La città richiede una scelta di candidati non più frutto di intese tra “ceti politici” che si aggregano e disaggregano sulla base di interessi che spesso li supportano, ma figure svincolate, autorevoli e capaci di rappresentare un incisivo ed effettivo cambiamento. Per queste ragioni il PD di Brindisi ritiene urgente realizzare percorsi di coinvolgimento dei cittadini  che vivono i problemi dei quartieri, delle forze della cultura, delle forze sociali, degli anziani, dei sostenitori della tutela dell’ambiente e della qualità della vita. Bisogna riavvicinare alla politica quanti che negli ultimi tempi  hanno deciso di non votare.

In questa fase il confronto sul candidato sindaco ha concentrato su di sé quasi per intero l’attenzione dei vari soggetti politici e  della stampa. Si è assistito ad un confronto tutto interno alle forze politiche, ai movimenti; ciò ha contribuito a sacrificare l’obiettivo di coinvolgere la città, le sue aspirazioni, le sue sofferenze e le sue esigenze e, soprattutto, la inderogabile necessità di individuare e praticare reali scelte di discontinuità politica, programmatica su cui avanzare una proposta condivisa di candidatura.

Per evitare di prolungare ulteriormente questa fase di discussione che ha appassionato solo gli addetti ai lavori, il gruppo di iscritti al PD ha deciso di prendere atto della proposta di candidato sindaco formulata del segretario regionale nella persona di Nando Marino. Il PD ritiene, a questo punto del confronto, più urgente avviare una fase di ascolto della città, ponendo finalmente al centro i suoi problemi vecchi e nuovi.

Bisogna costruire, insieme ai cittadini e alla coalizione in via di definizione, le più efficaci forme di controllo democratico sull’operato dell'amministrazione e sulla coerenza delle azioni e delle scelte amministrative con il programma a cui il PD intende dare il suo contributo. Per evitare errori del passato bisogna definire anche vincoli chiari per il candidato sindaco e per tutti i candidati sin dalla fase della compilazione delle liste.

Infine il PD cittadino, unico partito e cardine politico della coalizione che va formandosi, ritiene che sia messo, a breve, nelle condizioni di autodeterminare la propria linea politica, ricostituendo organismi dirigenti e luoghi di confronto ed elaborazione in cui il nuovo progetto politico, per il partito e per la città, possa prendere forma e trarre forza e legittimazione da una reale condivisione con iscritti e militanti, superando così l'attuale gestione commissariale".

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