Sabato, 15 Maggio 2021
Elezioni

"Offensivo della dignità delle colleghe il comportamento di Marino"

Di seguito, pubblichiamo una lettera inviataci da Vittorio Bruno Stamerra sul caso creato in conferenza stampa dal candidato sindaco Nando Marino di fronte alle domande poste da una collega

La conferenza stampa di mercoledì sera all'Hotel Orientale

Di seguito, pubblichiamo una lettera inviataci da Vittorio Bruno Stamerra sul caso creato in conferenza stampa dal candidato sindaco Nando Marino di fronte alle domande poste da una collega, Lucia Portolano di Brindisi Oggi, di cui abbiamo dato conto in uno dei nostri servizi.

Mi dicono, e riscontro dalla lettura di qualche resoconto, che ieri sera durante la conferenza stampa organizzata dal Pd per presentare il suo candidato sindaco, il dott. Nando Marino, che questi si sarebbe esibito in una vera e propria aggressione verbale nei confronti di una collega giornalista rea di avergli rivolto una domanda evidentemente non gradita, e di avere tenuto un atteggiamento di analoga fastidiosa insofferenza verso le domande di altre colleghe. Da “mostro sacro” del giornalismo brindisino, come con molta immeritata ironia da qualche giovane collega vengo rappresentato, nel mentre rivolgo alle colleghe la mia solidarietà, consentimi anche qualche breve riflessione.

Mi stupisce che il vertice del Pd, cosi autorevolmente rappresentato, in qualità di “padrone di casa” non si sia scusato immediatamente con le colleghe e i colleghi “ospiti” per l’atteggiamento del candidato sindaco che evidentemente non solo è nuovo alla politica, ma soprattutto abituato al civile confronto con la stampa e forse anche alla buona educazione. Mi stupisce anche che tutti gli altri colleghi giornalisti presenti (soprattutto i “maschietti”, a cui la natura spesso immeritatamente riserva gli attributi) non si siano immediatamente ribellati e abbiano abbandonato la sala.

Non voglio cedere al classico “ai miei tempi…”, ma vi assicuro che con alcuni di noi in sala, oggi come ieri, questo incidente non sarebbe stato relegato tra le “cose che possono accadere”. E’ il segno dei tempi? Mi rifiuto di crederlo. Potete anche essere sfruttati e sottopagati dai vostri editori, e capisco le vostre frustrazioni (se ci sono), ma non c’è ragione al mondo che possa giustificare un’offesa alla vostra dignità, alla vostra autonomia professionale o di pensiero. Tanto meno se certi comportamenti giungono da chi, per scelta o per condizione, è obbligato a rendere costantemente trasparente il suo operato. Grazie per l’ospitalità. (Vittorio Bruno Stamerra)

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