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Non ci sarà nessun candidato sindaco degli studenti. "Solo una provocazione"

Avevano abboccato all'amo i giornalisti, migliaia di brindisini e persino alcuni candidati sindaco che si erano già fatti avanti per ottenere un endorsement. Ma non ci sarà nessun candidato sindaco degli studenti in occasione delle elezioni

BRINDISI – Avevano abboccato all’amo i giornalisti, migliaia di brindisini e persino alcuni candidati sindaco che si erano già fatti avanti per ottenere un endorsement. Ma non ci sarà nessun candidato sindaco degli studenti in occasione delle elezioni in programma il prossimo 5 giugno a Brindisi. Nella conferenza convocata per svelare il nome del loro candidato, in realtà, i ragazzi dell’Unione degli studenti (Uds) hanno spiegato che non intendono scendere direttamente in campo.

La loro è stata solo “una provocazione per entrare a gamba tesa nel dibattito elettorale”. Loro avrebbero voluto tenere in vita questa provocazione ancora quel qualche giorno. Ma sono dovuti uscire allo scoperto in anticipo rispetto al previsto quando hanno avuto contezza dell’enorme interesse suscitato dalla loro iniziativa. Da lunedì scorso, quando è stato diramato un comunicato in cui Uds annunciava la decisione di prendere parte all’agone elettorale, in città non si parlava d’altro. Più di qualcuno nei chiacchiericci da bar si era detto entusiasta all’idea di votare il candidato di liceali e universitari. E poi ci sono stati dei candidati (di cui non è stato fatto il nome) che hanno contattato fra ieri e oggi alcuni rappresentanti dell’Unione, cercando di portarli dalla loro parte.

LA VIDEOINTERVISTA A UN RAPPRESENTANTE DELL'UDS

La cosa, insomma, rischiava di sfuggire di mano agli studenti, che nel corso di un incontro con la stampa svoltosi oggi pomeriggio presso palazzo Guerrieri hanno chiarito quali sono le loro reali intenzioni e in cosa consiste il loro programma. “Chiediamo ai candidati sindaco – hanno detto i componenti del coordinamento provinciale dell’Uds, presieduto da Gianmarco Palumbo – di portare i temi del nostro programma all’interno del dibattito, senza dover mercanteggiare voti”.

L’Uds ha ribadito che non verrà appoggiata alcuna forza politica. Vogliono che si parli dei giovani e delle loro problematiche, senza logicheGianmarco Palumbo, coordinatore provinciale di Uds Brindisi-2 strumentali. Per questo inviteranno tutti i candidati a un confronto pubblico programmato per il prossimo 5 maggio, sempre a palazzo Guerrieri. “Vogliamo un dibattito – spiegano i rappresentanti dell’Unione – che vada oltre la retorica. Un dibatto in cui far esprimere un candidato sul merito delle questioni, portando al centro dell’attenzione una serie di temi ai quali non è mai stata data una risposta”. (A destra, Gianmarco Palumbo)

Gianmarco Palumbo si chiede se sia “normale che la politica si interesse di mantenere un’interlocuzione con i soggetti sindacali solo per motivazioni opportunistiche e per interessi meramente elettorali”.  “Continueremo  - prosegue Palumbo - a riempire le piazze con entusiasmo. Brindisi non ha bisogno di accordi fra pochi e di promesse non mantenute”.

“Brindisi – dichiara ancora Palumbo - Ha dimostrato di aver bisogno degli studenti che sono stanchi di una politica superficiale basata sull’apparenza e che hanno deciso di prendere posizione con questo programma e con un candidato immaginario per portare avanti tutti quei punti che possono migliorare la nostra città, riempiendo un dibattito politico sempre più vuoto che non ha bisogno di rinnovarsi nei nomi ma soprattutto nei contenuti, sempre e solamente per il bene collettivo”. 

IL PROGRAMMA DELL'UDS

I punti programmatici proposti dall’Uds sono sette. Ecco la sintesi. 

Cultura. Si pone l’accento sul taglio delle risorse economiche destinate agli enti provinciali, con “la biblioteca provinciale di Brindisi e il museo che hanno dovuto reggere, solo sulle proprie spalle, un peso non indifferente, per permettere continuità al servizio che recavano prima della promulgazione della legge Delrio, emanata il 7 aprile 2014”. Il nuovo sindaco viene quindi invitato a “fare pressione alla Regione perché i beni culturali non passino mai in secondo piano”. Contestualmente viene manifestato l’auspicio che “Brindisi sia un contenitore culturale per la Puglia”. 

Ambiente. Dopo aver posto l’accento sul ruolo dominante assunto dall’industria rispetto all’agricoltura e al turismo, gli studenti chiedono ai candidati “un’inevitabile presa di coscienza della preoccupante situazione dell’inquinamento ambientale della città” e auspicano “il massimo di pro positività nella volontà di cambiarlo, affinché le parole diventino fatti”. 

Trasporti. Questo è un tema particolarmente sentito dagli studenti, costretti da anni a combattere con i disservizi e le inefficienze del trasporto pubblico. “Più volte – si legge nel programma – abbiamo tentato tutte le vie di confronto possibili con le società di trasporti locali cercando di instaurare un dibattito costruttivo e propositivo, aprendo tavoli di dialogo a livello tecnico, inviando provocazioni, sporgendo denunce nelle situazioni di più grave mancanza di rispetto delle norme che regolano il rispetto di questo diritto, ma non abbiamo ottenuto risultati effettivi”. 

Spazi sociali. “Non possiamo pensare – affermano gli studenti – che a Brindisi non esistano spazi sociali dedicati agli studenti: la mancanza di essi oggi crea un forte disagio tra ni studenti e solo attraverso luoghi che diventino veri e propri punti di riferimento per i giovani si eviterebbe completamente il rischio di vivere passivamente e contribuire all’aumento del degrado di questa città”. 

Comodato d’uso sui libri di testo. “Da anni ci impegniamo ad organizzare i mercatini del libro usato – si legge nel programma – nonostante la spesa in questo modo venga dimezzata, siamo consapevoli che non possa essere questa la soluzione definitiva e che le istituzioni debbano intervenire. La soluzione che abbiamo sempre proposto e sulla quale lavoriamo ancora oggi è quella del comodato d’uso gratuito: è il comune ad acquistare i libri di testo, utilizzando fondi già in bilancio che attualmente utilizza per i ‘buoni libri’, di cui non viene controllata la reale spesa, e a ‘presentarli’ alle scuole e, quindi, alo studente, che dovrà poi riconsegnarli alla fine dell’anno scolastico. 

Trasparenza a partire dagli scrutini.  “Chiediamo che per scegliere gli scrutinatori –sostengono gli studenti – sia perlomeno data la precedenza si giovani studenti e ai disoccupati che potranno accedere ad una somma di denaro, seppur piccola, in cambio del lavoro svolto in maniera pulita per la cittadinanza tutta”. 

Free wi-fi. “Riteniamo – scrivono gli studenti – che si possa partire da quei pochi luoghi culturali presenti nella nostra città: avere la possibilità di accedere alla rete e di avere alla portata di un solo click milioni di contenuti fruibili gratuitamente per tutti, rappresenta oggi un impegno che la nostra città deve assumere per migliorare la condizione dei suoi studenti e di tutti i cittadini”.

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