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Un momento della conferenza stampa di Fabio Mollica, giornalista, attivista grillino a Brindisi

Un momento della conferenza stampa di Fabio Mollica, giornalista, attivista grillino a Brindisi

“Nei grillini c’è chi intende il movimento come giocattolo personale”

Mollica: "Il consigliere regionale ha scelto il candidato sindaco solo con i suoi e ha messo il veto su due nomi di aspiranti consiglieri". E lancia l'hashtag #bozzettidovesei: "Non ha mai preso parte a un incontro". Un portavoce dei meet-up della provincia: "Solo denigrazione per delegittimare un gruppo storico"

BRINDISI – “C’è qualcuno che pensa di gestire il Movimento 5 Stelle come un circolo privato e persino di usarlo come fosse un giocattolo personale: decidono solo in pochissimi chi candidare alla Regione, chi piazzare al Comune, e nei prossimi mesi faranno lo stesso per il Parlamento. Non sono questi i valori di trasparenza e democrazia sostenuti dai fondatori, quelli in cui crediamo ma che a Brindisi, purtroppo, sembrano essere stati dimenticati, motivo per il quale abbiamo anche denunciato tutto allo staff di Beppe Grillo”.

fabio mollica-3Va sempre peggio tra gli attivisti grillini di Brindisi città, dove il giornalista Fabio Mollica (nella foto), candidato sindaco sostenuto da due meet-up -  Brindisi5 Stelle e Brindisi Libera -  ha deciso di raccontare in conferenza stampa le ultime settimane di passione vissute dai gruppi che dicono di essere ancora in attesa di un incontro con gli esponenti dell’altro meet-up e di Gianluca Bozzetti, il consigliere regionale che rivendica la terzietà nella querelle che sembra avere tutti i presupposti per l’implosione dei pentastellati, con la conseguenza di non essere presenti all’appuntamento elettorale del prossimo 5 giugno, a dispetto di circa 600 attivisti. Perché al momento ci sono due candidati sindaco con altrettante liste e nessuna è stata certificata, come prevede il regolamento interno, dunque non c’è nessuno titolato a usare nome e simbolo del movimento in vista di quella data.

Mollica ha ribadito la disponibilità a ritirare la propria candidatura a primo cittadino, purché si trovi l’unità, sempre che si faccia in tempo a comporre una sola lista. L’appello è agli attivisti del meet-up Uniti per Brindisi i quali hanno indicato Stefano Alparone, ex No al Carbone, pensando al Tricolore. Ma niente. Nulla da fare: l’incontro è saltato. Doveva tenersi ieri sera. Il motivo? Bella domanda. Le versioni, ovviamente, sono due e sarebbe difficile anche per un giudice stabilire cosa sia accaduto davvero. Tutto parte un mese addietro, giorno più, giorno meno.

“Il MeetUp Brindisi5Stelle mi propose la candidatura, accettai a patto che la candidatura fosse unitaria, cioè condivisa dai tre Meetup cittadini del Movimento. Negli stessi giorni però venivamo a sapere dalla stampa  che il MeetUp Uniti per Brindisi, quello supportato dal consigliere regionale Bozzetti, aveva già deciso (senza minimamente preoccuparsi di coinvolgere gli altri attivisti locali) chi candidare a sindaco e con quale programma, salvo poi non riuscire ad inviare allo staff una lista completa Nelle altre città, dove il Movimento funziona normalmente, tutti gli attivisti vengono coinvolti in scelte democratiche. 

fabio leoci-3La richiesta di incontro a sentire Mollica e gli attivisti Fabio Leoci (in foto), Mino Sciarra, Riccardo Farina e Alessandro Palano, risalirebbe a quel periodo: “Chiesi personalmente a Bozzetti di partecipare, ma lui disse che non poteva perché quel giorno sarebbe stato a Bari. Nonostante tutto ci presentammo all’incontro e con enorme sorpresa trovammo Bozzetti nella sede di via Bastioni, intento a confrontarsi con il Meetup ospitante, forse per impartire gli ordini su come comportarsi”. Il consigliere regionale c’era sì, ma poi sarebbe andato via. “per non meglio precisati impegni serali. Probabilmente più importanti del tentativo di unificare il Movimento nella sua città”.

Cos’è successo dopo? “L’incontro naturalmente non sortì alcun effetto perché l’altro gruppo ha chiuso ad ogni possibilità di dialogo, sperando nella certificazione della propria lista e del proprio candidato Stefano Alparone, di cui ad oggi ancora ignoriamo caratteristiche personali, idea di città e programma elettorale. Una desolazione argomentativa che sicuramente era giustificata dal fatto che, grazie alla posizione istituzionale di Bozzetti, quel gruppo si sentiva forte e unico portatore del verbo”, sostiene Mollica. Alparone, secondo questa versione dei fatti, sarebbe stato votato per alzata di mano alla presenza di 27 persone con tre voti arrivati al telefono.

Risultato oggettivo: due liste per due candidati ancora in attesa di risposte che ritardano anche per via del referendum del 17 aprile e della scomparsa improvvisa di Gianroberto Casaleggio. Empasse. Qualche giorno fa, la nuova puntata di quella che sembra una telenovelas: “Ho provato un altro tentativo di accordo, chiamando Bozzetti e Uniti per Brindisi ad un confronto”, sostiene il giornalista. “Dall’altro gruppo ci è stato posto il veto su due nomi della nostra lista, persone con le quali erano sorti contrasti negli anni scorsi”. Di che tipo? “Personali, per quanto ci è dato sapere, ma ad ogni modo, in segno di disponibilità abbiamo tolto quei due nomi. Abbiamo chiesto l’incontro per lunedì, vista l’urgenza, e ci è stato chiesto di spostarlo a giovedì, come se le elezioni non fossero ormai imminenti”.

Gianluca Bozzetti-5“Ci è stato detto e scritto che sarebbero venuti e ci è stato chiesto di unificare le liste”, precisano gli altri attivisti. “Bozzetti mi ha scritto che sarebbe venuto a fare da garante”, riprende Mollica. “Ieri mattina qualcuno del gruppo di quattro-cinque persone che detta legge, ha ordinato il dietrofront: Bozzetti si è eclissato di nuovo scrivendomi che non sarebbe stato disponibile fino a domenica, senza mai specificare quali siano gli urgenti impegni istituzionali. Ci hanno detto che non andava bene la sede scelta, ossia l’Hotel Nettuno che potevano usare gratis, come stiamo facendo oggi per la conferenza stampa, perché di un mio parente (il cognato di Mollica, ndr) ma ricordo che si tratta dello stesso parente che informa Bozzetti di questioni riguardanti il porto. Fossi stato io, sarei venuto a Brindisi anche a mezzanotte”.

“Probabilmente è troppo impegnato a lanciare proposte vecchie e deludenti come la Medaglia d’oro a Brindisi per l’accoglienza agli albanesi, cosa già proposta da 700 partiti e associazioni, oppure a proporre la Summer School alla Cittadella della Ricerca, come se si trattasse di un villaggio vacanze. Ma si è superato quando ha proposto ad Emiliano e al Governo una mozione Salva Brindisi, salvo poi non preoccuparsi di dare a Brindisi la speranza di un cambiamento, anzi comportandosi in maniera tale da consentire a chi ha distrutto la città di continuare a distruggerla”, va avanti il giornalista.

Adesso cosa succede? “Nella speranza di vedere in faccia e parlare un giorno con colui che dovrebbe essere anche il nostro portavoce, abbiamo lanciato l’hashtag #Bozzettidovesei?. Vogliamo segnalare anche la dichiarazione fatta da qualche attivista dell’altro gruppo, che ad amici comuni hanno allegramente dichiarato “meglio che non ci sia una lista del Movimento piuttosto che Mollica candidato sindaco”. È una frase che spiega molto bene qual è la statura politica di questi signori e di queste signore, e quale sia il bene che hanno nei confronti del Movimento e della città”.

“Un’ultima cosa: chiediamo scusa alla città se il Movimento probabilmente non sarà presente alle prossime Amministrative con una propria lista, oppure ci sarà ma con grande ritardo e in maniera disunita. Avremmo voluto dare ai brindisini una speranza di cambiamento, ma ci siamo resi conto che l’immaturità di alcuni ci impone di cambiare prima il Movimento”.

Se non dovessero esserci i grillini, gli altri, dal centrosinistra allargato, ai moderati, arrivando al centrodestra, per passare alla sinistra alternativa al Pd, ne trarrebbero giovamento. Questo è fuori discussione. Tanto che si era persino sparsa la tesi del complotto: “Abbiamo sentito dire che farebbe gioco a Emiliano, ma non è vero, così come che ci sarebbe stato un accordo con Riccardo Rossi, ma non crediamo neanche a questo. E’ solo che talvolta la miopia di alcuni rischia di alimentare una pericolosa macelleria sociale”.

luigi epifani-2Sul finire della conferenza stampa, è arrivato un attivista di San Pietro Vernotico, Luigi Epifani (nella foto), sconosciuto a Mollica & co, delegato - con mandato su Facebook - a parlare in nome e per conto dei meet-up dei comuni di Mesagne, San Pancrazio, Cellino San Marco, Torre Santa Susanna, San Pietro Vernotico, Fasano, Cisternino, San Vito dei Normanni, Erchie, Torchiarolo, Ceglie Messapica, Villa Castelli, Ostuni, Latiano e anche Brindisi da intendere come l'altro gruppo: “Nel nostro capoluogo è stato messo in atto un tentativo di delegittimazione ai danni di un gruppo meetup storico, da sempre attivo sul territorio, che evidentemente fa non poca paura ai partiti ed alle liste civiche dietro cui qualcuno si è nascosto”, ha detto.

“Mollica lo vediamo oggi per la prima volta?, ma avremmo avuto il piacere di conoscerlo in tempi non sospetti, ossia non elettorali. Auspichiamo che il suo impegno appena iniziato nel Movimento 5 Stelle, non finisca con la campagna elettorale e invitiamo gli attivisti anche se novelli, ad evitare manifestazioni tipicamente partitiche che tendono a denigrare i principi del Movimento 5 Stelle che invece tutti dovremmo condividere”.

Proprio loro, i grillini, che i brindisini aspettavano come la vera novità delle elezioni versioni 2016, per riprendere fiato di fronte all’aria stantia del Palazzo, sono diventati protagonisti di una parapiglia senza precedenti neppure nei partiti tradizionali, combattuta a colpi di mail, post su Facebook e messaggi su whatsupp che equivalgono a coltellate. Se continuano così rischiano l’implosione, altro che esplosione elettorale. Boom, tutto interno, probabilmente conseguenza della degenerazione dello spirito dei grillini e della gemmazione dei meet-up.

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