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Curto (Udc): "Polemiche sterili quelle su Enel e Marino"

Le polemiche sorte a seguito della presenza del responsabile dei rapporti istituzionali di Enel, Angelo Di Giovane, alla Conferenza stampa di presentazione di Nando Marino a candidato sindaco di Brindisi, costituiscono lo scontato refrain a cui si assiste ad ogni competizione elettorale

Riceviamo dal commissario provinciale dell'Udc, Euprepio Curto, e pubblichiamo il seguente intervento sulla polemica legata alla presenza di un dirigente Enel alla presentazione del candidato sindaco Nando Marino.

Le polemiche sorte a seguito della presenza del responsabile dei rapporti istituzionali di Enel, Angelo Di Giovane, alla Conferenza stampa di presentazione di Nando Marino a candidato sindaco di Brindisi, costituiscono lo scontato refrain a cui si assiste ad ogni competizione elettorale in cui la città di brindisi è chiamata ad eleggere il nuovo sindaco.

La storia, e le cronache, però, hanno dimostrato che proprio i sindaci più adusi alle frequentazioni con i vertici del colosso energetico, nell’esercizio della loro  funzione istituzionale,  sono stati i più rigorosi nel difendere gli interessi di Brindisi. Al contrario di coloro che, dopo essersi presentati al corpo elettorale come i più irriducibili avversari di Enel, hanno cercato, alcuni infruttuosamente, altri meno, di anteporre gli interessi personali e di gruppo rispetto a quelli della città.

Polemiche sterili, quindi, alle quali la coalizione che sostiene Nando Marino saprà senza ombra di dubbio replicare, innanzitutto con una analisi seria di ciò che oggi effettivamente è il sistema industriale brindisino (che comprende Enel, ma non solo Enel) con l’alto livello delle argomentazioni portate a sostegno di un più avanzato modello disviluppo, capace di rilanciare le imprese locali e di far lievitare i livelli occupazionali all’interno di una politica ambientale sicuramente rigorosa, ma altrettanto certamente non oscurantista, per giungere, alla fine del percorso, ad una straordinaria sintesi su ciò che si “deve” fare per questa benedetta città.

Allo stesso modo, con pacatezza e fermezza insieme, non si potrà rimanere silenti rispetto all’altro patetico refrain, e cioè quello secondo cui la candidatura Marino porterebbe seco un peccato originale: e cioè, l’essere stata scelta  e voluta a Bari e non a Brindisi.  Ebbene, diciamolo con chiarezza: anche se così fosse, invece di indulgere alle lamentazioni, sarebbe opportuno che la classe politica brindisina facesse una volta tanto autocritica, ponendosi la  semplicissima domanda se a determinare tale stato di cose non abbiano inciso pesanti e gravi responsabilità della medesima.

In secondo luogo, sarebbe doveroso dire a chiare lettere che buona parte di quelli  che oggi invocano la brindisinità delle scelte sono proprio coloro  che fino alla vigilia della conferenza stampa avrebbero fatto carte false per ricevere l’endorsement da parte del Presidente della Regione Puglia, addirittura, in qualche caso millantandone la disponibilità a sostenere la propria candidatura.

In estrema sintesi: quella attuale costituisce una straordinaria occasione per innalzare sensibilmente il livello del confronto politico brindisino. La si colga, cercando di fornire contributi progettuali e di sistema politico capaci di fare uscire Brindisi dal pantano istituzionale in cui è sprofondata negli ultimi mesi. Sprecare questa opportunità sarebbe per davvero esiziale per il futuro della città. E non solo per quello politico.

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