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Asl Brindisi: operatori non vaccinati "inidonei" a gestire casi Covid

I dipendenti che hanno rifiutato il vaccino non potranno prestare servizio in ambienti deputati alla gestione di casi sospetti o confermati

FRANCAVILLA FONTANA – Gli operatori sanitari che hanno rifiutato il vaccino anti Covid non potranno prestare servizio in unità operative “deputate alla gestione dei casi sospetti e/o confermati di Covid-19”. Lo prevede una circolare firmata ieri (lunedì 15 febbraio) dai medici competenti del servizio di Sorveglianza sanitaria dell’Asl Brindisi. Con questo atto viene condivisa e recepita integralmente una raccomandazione del Dipartimento Promozione della Salute della Regione Puglia, che nell’ambito di un aggiornamento del protocollo di sorveglianza sanitaria specifica per Sars-Cov2 invita a tutelare la salute dei dipendenti dell’azienda sanitaria non sottoposti a vaccinazione, nelle more dell’immunizzazione.

Medici e infermieri non vaccinati, dunque, sono da considerarsi “temporaneamente inidonei” a prestare le loro attività lavorative in ambienti in cui potrebbero entrare in contatto con persone potenzialmente infette. Si prevede quindi la possibilità di assegnazione degli stessi “in strutture sanitarie con rischio medio basso”. Si tratta, in sostanza, di strutture in cui “il caso sospetto/probabile di Covid è improbabile che accada”.

Va ricordato a tal proposito che il presidente dell’Ordine dei medici e odontoiatri della provincia di Brindisi, Arturo Oliva, all’inizio di febbraio prese le distanze dagli operatori sanitari non vaccinati, chiedendo all’Asl chiarimenti su eventuali determinazioni che intendeva adottare nei loro confronti. Lo stesso Oliva, intervistato da BrindisiReport, definì “moralmente inaccettabile” il rifiuto del vaccino anti Covid da parte di medici e infermieri. Nei giorni successivi, tramite una lettera anonima, il “personale sanitario non vaccinato di Brindisi” espresse “sgomento” per la posizione assunta dal presidente dell’Ordine, diffidando l’Asl dall’applicare “sanzioni disciplinati o di qualsiasi altra natura” nei loro confronti. Il consigliere regionale Fabiano Amati, presidente della commissione regionale Bilancio, fra l'altro ha chiesto la convocazione di un consiglio regionale per discutere una proposta di legge che istituisca l'obbligo vaccinale per il personale sanitario. 

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