Mercoledì, 4 Agosto 2021
Emergenza Covid-19

"Campagna vaccinale disorganizzata, lavoratori come pacchi postali"

La denuncia della Fp Cgil su una serie di criticità che riguardano il personale dell'Asl Brindisi impegnato nella campagna anti Covid

BRINDISI – “Disorganizzazione nella campagna vaccinale”: lo denuncia il sindacato Fp Cgil Brindisi attraverso una lettera aperta alla direzione generale dell’Asl Brindisi e all’amministratore unico di SanitaService in cui si segnalano delle criticità nella gestione del personale impegnati negli hub vaccinali della provincia di Brindisi. Il segretario generale della Fp Cgil, Pancrazio Tedesco, e la responsabile della contrattazione, Clara Cleopazzo, espongono diverse problematiche. In particolare: “metodi obsoleti, estemporanei ed illegittimi nella pianificazione (?) dei turni; comunicazione ai Lavoratori dei turni di servizio (quasi sempre giornalieri) e del luogo di lavoro con un anticipo ridotto al minimo (poche ore prima); avviso verbale degli ordini di servizio, inerenti il cambio di sede lavorativa, comunicati ai lavoratori la sera tardi per la mattina seguente, ovvero lavoratori trasferiti da una sede all’altra delle hub vaccinali come ‘pacchi postali’”.

E poi: “flessibilità oraria, non concordata, adottata in spregio a qualsiasi previsione contrattuale/normativa e spesso i dipendenti sono trattenuti in servizio ad oltranza, ben oltre le ore di lavoro previste”; “funzioni di coordinamento e/o comunque gestione, di fatto, delle risorse umane di alcuni importanti segmenti operativi assegnate a dipendenti che non hanno i requisiti minimi per poter esprimere tale delicata e complessa responsabilità”.  Da quanto denunciato dai sindacalisti, avviene anche l’utilizzo di “personale improprio nelle attività da svolgere, come ad esempio personale assunto per manutenzione del verde, diviene controllore/’referente’ tutto fare e gestore di centri vaccinali”. Secondo la Fp Cgil “si è in presenza di una strana e ‘fantasiosa’ duplicazione di ruoli e gerarchie e tante ‘sotto gerarchie’ (non sapremmo come definirle), ma comunque tutti dediti a gestire più platee di lavoratori”. 

Questo comporta dunque delle “difformità creano disagio strutturato ai lavoratori – si legge nella nota sindacale - la mancata programmazione vita/lavoro è lesiva per il personale impiegato e non è più accettabile nessuna forma di impreparazione a quasi 18 mesi dall’ inizio ufficiale della pandemia”. La Fp Cgil Brindisi ritiene “sia finito il tempo di agire fuori dall’alveo delle norme contrattuali dei lavoratori, della carente trasparenza amministrativa nella gestione che regolano la gestione delle risorse umane, compreso ad esempio l’utilizzo (chi viene chiamato?) dei lavoratori che si registrano diligentemente sul portale ‘vaccinatori’ che tante criticità, in termini discriminatori sta determinando. Ma questo è un tema che affronteremo nei prossimi giorni con la Asl Br – affermano ancora Tedesco e Cleopazzo - a cominciare dalla mancata adozione di una delibera/determina con cui si spiega l’utilizzo del fondo Covid e cioè le somme come ed a chi sono state erogate”.

La Fp Cgil chiede dunque al direttore Generale della Asl Br “di voler immediatamente intervenire per far cessare quanto sinteticamente sopra rappresentato che poco ha a che fare con la corretta gestione del sistema sanitario pubblico. Intanto, lo snodo da cui partire è quello di far funzionare le articolazioni aziendali nel rispetto delle regole della Pa; della corretta gestione delle risorse umane; del rispetto delle posizioni gerarchiche individuate e/o individuabili nei rapporti di lavoro; nel sottrarre eventuali presenze di “eccesso di potere” esercitato da qualche dipendente. Nell’attesa di un fattivo riscontro, si preannuncia che nei prossimi giorni si affronteranno, con spirito costruttivo, le numerose criticità evidenziate nella gestione complessiva dello screening vaccinale”.

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