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Terminano le dosi di vaccino: anziani rimandati a casa dopo ore di attesa

Disagi stamani (22 aprile) presso l'hub vaccinale al PalaVinci. Centinaia di soggetti fragili in attesa da settimane della convocazione

BRINDISI – Procede a singhiozzo e fra mille difficoltà la campagna vaccinale anti Covid. Stamattina (giovedì 22 aprile) sono stati rimandati a casa numerosi anziani, alcuni dei quali con patologie pregresse, convocati presso l’hub al PalaVinci, a Brindisi, poiché erano terminate le dosi di Pfizer e AstrAzeneca. I disagi sono stati notevoli. “Mio padre – segnala la figlia di uno dei pensionati – dopo due ore e mezzo di fila in piedi è stato rimandato al mittente senza vaccino”. Di situazioni analoghe, purtroppo, se ne sono registrate a iosa.

In tarda mattinata le dosi hanno cominciato a scarseggiare, fino a prosciugarsi del tutto. Alcune persone nel pomeriggio sono state ricontattate dall’Asl Brindisi, che ha comunicato la riprogrammazione per domani con Johnson & Johnson, le cui prime dosi sono state inoculate oggi presso la palestra dell'istituto Flacco. Ma alla stregua di AstraZeneca,  J&J è un siero a vettore virale, sconsigliato ai soggetti fragili. Questi dovranno attendere, non si sa ancora quanto, che arrivino nuove scorte di Pfizer. Nel frattempo, ritardi si accumulano su ritardi.  Centinaia di persone con disabilità o con patologie pregresse da settimane attendono la prenotazione. Alcuni di loro hanno già dovuto affrontare il disagio di recarsi presso il centro vaccinale, come da prenotazione, per poi essere rimandati a data da destinarsi. 

La situazione sta diventando esasperante. “Mi chiedo cosa stiano aspettando – si chiede un cittadino – a chiamare chi nei giorni scorsi è stato mandato via perché mancavano dosi di AstraZeneca. Si tratta di persone che non possono più aspettare. Persone che se il virus dovesse arrivare pria del vaccino, morirebbero”. Proprio nei giorni scorsi, a tal proposito, BrindisiReport ha raccolto lo sfogo del padre di un 21enne affetto da una grave disabilità, che nell’estenuante attesa della sua dose di Pfizer è risultato positivo al Covid. “Abbiamo diritto – commenta una cittadina – alla trasparenza. Credo sia arrivato il momento di chiederla tramite altre vie e non solo tramite Facebook”. 

Quello della carenza di vaccini, del resto, è un problema nazionale che non risparmia alcuna regione. Nella giornata di ieri i medici di famiglia pugliesi, attraverso una nota a firma delle sigle sindacali Cgil, Smi, Snami, Simet e Ugs, hanno chiesto al governatore Emiliano e all’assessore alla Sanità, Pierluigi Lopalco, se non vi fosse almeno la disponibilità per effettuare i richiami a favore dei cittadini ultraottantenni a domicilio, pazienti in Adi Adp. “ln mancanza di quantità di vaccino sufficienti allo scopo – hanno scritto i sindacati - si chiedono precise informazioni e direttive da inviare ai medici vaccinatori e ai cittadini circa le modalità del prosieguo della campagna vaccinale”. Basti pensare che finora i medici di famiglia hanno potuto vaccinare solo i pazienti fragili a domicilio. 

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