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La lettera di Eloise al papà morto di Covid e il richiamo: “Siate responsabili”

La figlia di Elia Mocka, il re del panino a Lecce, scomparso a soli 43 anni, racconta il dolore per la perdita del padre. E rivolge un monito a tutti

LECCE - Probabilmente sarà salito in Cielo a bordo del pullman inglese a due piani che sognava di realizzare per il suo super fast food, consapevole di quanto ha seminato sulla Terra e dell’amore che accompagnerà per sempre sua figlia Eloise: Ilia Mocka (conosciuto da tutti come Elia) ha lasciato un vuoto incolmabile nella vita di tutti coloro che lo hanno conosciuto. Ai tanti che hanno voluto dedicargli un pensiero, posato sul chioschetto dei panini davanti all’ex conservatorio Schipa, inciso su lenzuoli che vengono baciati dal sole di un aprile iniziato con l’amaro in bocca.

Non è dato sapere a chi non l’ha vissuto sulla propria pelle cosa si prova per la perdita di un padre, ma Eloise Mocka, 16 anni, in una lettera inviata alla redazione di LeccePrima questa mattina, racconta le profonde ferite nell’anima che ha scavato per sempre suo padre Elia. E lo fa con una raccomandazione rivolta a tutti al tempo del Covid-19: “La situazione è grave, siate responsabili”.

Di seguito, la lettera di Eloise Mocka che si spera possa arrivare agli occhi di quel padre che non c'è più e ai gesti che compiamo nella quotidianità, all'epoca della pandemia.

Padre, madre e figlio morti per le complicanze legate al Covid

“Mi si spezza il cuore al solo pensiero che non ti potremo più abbracciare. Pensare al fatto che non avrò mai più il privilegio di avere una persona così rara nella mia vita. Grazie per avermi dato la possibilità di essere il mio papà, è una cosa che mi rende davvero tanto forte in questo momento. Hai sofferto tantissimo pur di ritornare da noi e non ti sei mai arreso, finché il tuo corpo non ha più resistito. E questo ti rende un esempio per tutti.

Se non ce l’ha fatta lui, che era in ottima salute, e che ha lottato per 21 giorni fino all’ultimo secondo, finché il suo corpo non lo reggeva più vuol dire che è arrivato il momento di non sottovalutare più questo virus perché ha distrutto molte famiglie. È vero che finché non succede a te è una cosa che una persona non riesce a capire molto bene la gravità perché si pensa che sia facile da curare. Però dopo quello che è successo nella mia famiglia, dico solamente che ogni giorno continuo a sperare di svegliarmi da questo brutto incubo.

Penso ancora a quando i tuoi amici ti chiedevano se io fossi tua figlia, dici sempre ‘Si è la Piccipessa di papà’ ed io che quasi sia ti guardavo male perché mi mettevi in imbarazzo, ma che infondo amavo tantissimo essere chiamata così da te. Oppure quando mi dicevi sempre ‘se qualcuno ti fa qualcosa dimmelo eh che ci penso io’ e anche in questo caso riuscivi a strapparmelo un sorriso. Mi hai sempre protetto da tutto, anche dalle piccole cose. Per sedici anni mi hai sempre ripetuto costantemente che non mi avresti mai lasciata e che mi avresti sempre seguita passo dopo passo. Fino ad oggi...

Sono arrabbiata con te perché te ne sei andato così, all'improvviso senza nemmeno darmi la possibilità di poterti riabbracciare per l'ultima volta, però ti perdono perché so che hai veramente lottato fino alla fine per ritornare da noi. Non riesco ancora a crederci e spero ancora di svegliarmi da questo brutto incubo, però purtroppo devo affrontare la realtà. Se mi dovessero dire ‘Ah ma sei tu la figlia di elia?’ risponderò sempre di sì e con la testa alta perché sono veramente orgogliosa della persona che sei sempre stato e sono onorata di aver ereditato in parte il tuo carattere.

Eri troppo per questo mondo, erano veramente troppe le persone che ti volevano bene, perché sapevi come essere simpatico e sempre gentile e buono con tutti. Sapevi farti amare. Eri davvero troppo per questo mondo orribile che però purtroppo ti ha portato via da me troppo presto. Avevi davvero tantissimi sogni che hai lasciato a metà, e ti prometto che mi impegnerò a realizzarli tutti io al posto tuo, dato che hai sempre voluto che fossi io al capo di tutto; indossando la tua collana sentirò in me tutta la forza che c’è sempre stato in te, quella forza che non mi mancherà mai perché sarai sempre lì, al mio fianco a darmela.

Ti amo tanto vita mia sarai per sempre il mio punto di riferimento. Të dua shumë babushi. Adesso riposa in pace e ogni tanto fatti vedere nei miei sogni, per favore".

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