Emergenza Covid-19

Green Pass obbligatorio dal 15 ottobre 2021: chi è esentato

La certificazione sarà obbligatoria sia per i lavoratori pubblici che privati, ma esistono delle categorie che possono ottenere l'esenzione: ecco quali sono

Con l'ultimo decreto il Governo ha esteso dal prossimo 15 ottobre l'obbligo di green pass a tutti i lavoratori, sia pubblici che privati, con il rischio di multe salate e di perdere il lavoro per chi non dovesse rispettare la norma. Per ottenere la certificazione, come ormai noto, è necessaria almeno una delle tre condizioni: aver fatto il vaccino anti Covid (in Italia viene emessa sia alla prima dose sia al completamento del ciclo vaccinale); essere guariti dal Covid negli ultimi 6 mesi; essere negativi al test molecolare o antigenico rapido nelle ultime 48 ore. Vediamo adesso chi può chiedere l'esenzione dal green pass.

Chi è esentato dal green pass

Il nuovo decreto allarga le attività in cui è obbligatorio avere la certificazione verde, ma esisono anche delle categorie che sono esentate, ecco quali sono: 

  • Bambini sotto i 12 anni (in caso di viaggio all'estero il tampone molecolare o antigenico rapido è richiesto anche per i bambini con più di 6 anni);
  • Soggetti esenti per motivi di salute dalla vaccinazione sulla base di idonea certificazione medica;
  • Coloro che hanno avuto una reazione allergica grave dopo una dose di vaccino o a qualsiasi componente del vaccino (si potrebbe comunque considerare la possibiltà di utilizzare un vaccino diverso, ma in questo caso sarebbe preferibile prima effettuare una consulenza allergologica);
  • Donne in gravidanza; il vaccino non è controindicato ma la diretta interessata può farsi rilasciare dal medico un certificato di esenzione temporanea dalla vaccinazione. Non rappresenta una controindicazione alla vaccinazione nemmeno l'allattamento e alla donna che allatta non viene rilasciato alcun certificato di esenzione;
  • Corolo che hanno avuto una manifestazione della sindrome di Guillain-Barrè nelle 6 settimane successive dalla somministrazione del vaccino anti-Covid. In questo caso si può sempre considerare l'utilizzo di un diverso vaccino;
  • Coloro che hanno fatto registrare casi di miocardite o pericardite dopo la vaccinazione con Pfizer o con Moderna (anche qui di concerto con un esperto si può considerare di completare il ciclo sottoponendosi per la seconda dose ad un diverso tipo di vaccino).

Infine, il ministero della Salute ha voluto anche precisare che i test sierologici che attestano la presenza di anticorpi non valgono in alcun modo come alternativa al completamento del ciclo vaccinale.

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