Lunedì, 27 Settembre 2021
Emergenza Covid-19 San Pietro Vernotico

Inaugurazione bar in zona rossa, Rizzo: "Abbiamo sbagliato, ci scusiamo"

Il sindaco e il vicesindaco di San Pietro Vernotico chiariscono i motivi per cui hanno partecipato all'evento, violando il Dpcm

Il sindaco di San Pietro Vernotico, Pasquale Rizzo, e il vicesindaco Giuliana Giannone ammettono l’errore e si scusano pubblicamente per aver partecipato alla cerimonia di inaugurazione di un bar, nonostante i divieti previsti dal Dpcm, rimediando una sanzione amministrativa. In una lettera aperta inviata al prefetto di Brindisi, al questore e al comandante della locale stazione dei carabinieri, i due chiariscono le ragioni per cui hanno partecipato all’evento in questione, che ha portato a un provvedimento di chiusura per cinque giorni dell’attività. 

Pubblichiamo di seguito la lettera


Ci rammarichiamo per l’episodio che ci ha visto coinvolti in data 21 Marzo 2021 e desideriamo innanzitutto scusarci con tutti i concittadini e con chiunque abbia visto nel nostro gesto una personale interpretazione della legge. Teniamo a precisare infatti che come previsto dal Dpcm, le persone presenti all’avvio della nuova attività (gli appartenenti al nucleo familiare dell’imprenditore, noi, il parroco ed il precedente gestore), siamo stati tutti giustamente multati per l’infrazione, e lo stesso locale rimarrà chiuso per i prossimi 5 giorni. Vorremmo però anche soffermarci sulla storia che ci ha spinto a partecipare all’inaugurazione del locale in veste di rappresentanti della Amministrazione, e sul più profondo significato dietro a questo gesto.

Sindaco partecipa all'inaugurazione del bar: chiusura e multe

Nella difficile situazione che tutti stiamo vivendo da più di un anno ormai a causa della pandemia, con ancora maggior forza abbiamo sentito infatti il dovere morale di sostenere la nostra comunità e la nascita di nuove realtà, perché dietro l’apertura di quel locale c’è il coraggio di una giovane donna e madre. C'è la storia di una nostra concittadina che, nonostante le vicissitudini che la vita le ha riservato, non si è persa d'animo ed ha deciso di impegnarsi in un progetto, cercando dignità nel lavoro e non nell’assistenzialismo dello Stato. Una ex dipendente che rilevato il locale del suo vecchio datore di lavoro, si è messa in gioco con sacrifici e dedizione, in un momento in cui la rabbia e la frustrazione per questa terribile situazione è tanta.

Questa donna ha deciso di non subire passivamente il corso degli eventi e con questa inaugurazione ha voluto dare un nuovo inizio alla sua vita. E la nostra presenza era parte di questo inizio, di un cambiamento che potrà arrivare solo aiutandoci gli uni con gli altri, anche con i piccoli gesti. Quando un commerciante si mette in gioco in piena pandemia è da elogiare, è da sostenere, anche moralmente; occorre far sentire la presenza delle Istituzioni, visto che dimostra di credere in un Paese difficile, in un momento difficile, generale, ma anche personale.

Il Parroco, Sindaco e vice Sindaco, oltre i genitori e la sorella, unici punti di riferimento della sua vita, presenti ad accompagnarla in quel nuovo inizio, che potrà rappresentare l’anticamera di un baratro (qualora non si riesca a riavviare l’attività dopo che il precedente esercente aveva gettato la spugna), od il riscatto personale, sociale, economico, come donna e madre, che da anni deve rimboccarsi le maniche per assicurare al proprio figlio ed a se stessa quanto necessario. Dopo la benedizione del Parroco e l’augurio del Sindaco, è stato chiesto di condividere un brindisi di augurio, ed il pensiero per il tragitto di vita della giovane donna, la consapevolezza del rischio dettato dal momento, il ricordo del dramma vissuto dalla famiglia in passato (un investimento naufragato per colpa di un corto circuito), ha sopraffatto ogni altro pensiero e il ruolo istituzionale rappresentato. Non ci rimproveriamo di aver fatto sentire la presenza delle Istituzioni ad un imprenditore. Chiediamo scusa per aver voluto alzare un calice ed augurarle buona fortuna, in un contesto emotivo che ha preso il sopravvento. Purtroppo, però, le regole dettate dal periodo emergenziale hanno fatto sì che un momento di sostegno morale e di vicinanza Istituzionale si sia trasformato in un fermento mediatico in cui è diventato prevalente l’obiettivo di attaccare il sindaco, che appena il giorno prima aveva, in un comunicato, evidenziato la gravità della situazione pandemica nel nostro territorio e richiesto a tutti, compreso se stesso, il rispetto delle regole. 

Nonostante sia transitato un messaggio differente rispetto alle finalità della condivisione dell’avvio della attività, è giusto evidenziare l’errore, continuare ad assumersi le proprie responsabilità, e subire le conseguenze dello stesso. Al Paese ed ai destinatari della presente chiediamo scusa, perché è doveroso farlo.  Rinnoviamo la nostra vicinanza a commercianti ed imprenditori del nostro territorio,  colpiti duramente da questo grave momento, e a tutta la nostra comunità, ricordando a tutti, noi incluso, l’importanza di rispettare le regole e la severità nella loro applicazione.

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