Anche l'ospedale civico di Ostuni nella rete Covid regionale

La sruttura, con un massimo di 73 posti letto, entrerà in gioco in caso di aggravamento dell'emergenza sanitaria

Anche l’ospedale di Ostuni e il Pta di San Pietro Vernotico entrano nella rete Covid delle strutture sanitarie pubbliche pugliesi, aggiungendosi, per quel che riguarda la provincia di Brindisi, all’ospedale Perrino di Brindisi (centro Covid di riferimento del territorio) e ai Pta di Mesagne e Ceglie Messapica, utilizzati come strutture post acuzie. Il direttore del Dipartimento promozione della Salute, Vito Montanaro, ha annunciato il nuovo piano ospedaliero regionale, con la previsione di 3062 posti letto dedicati ai pazienti Covid.

Il Perrino di Brindisi è al centro della rete territoriale e a breve sarà operativo anche l’ospedale di Ostuni che potrà far fronte al crescente numero di ricoveri. Per i pazienti Covid sono disponibili al Perrino 107 posti letto: 33 di Medicina interna, 28 nel reparto di Pneumologia (di cui 8 di terapia intensiva respiratoria), 20 in quello di Malattie infettive e 26 nel nuovo modulo di Rianimazione all'esterno del Perrino. 
In caso di necessità a Ostuni sono pronti 73 posti letto: 26 in Medicina interna, 19 in Pneumologia, 18 in Chirurgia generale, 10 in Ortopedia. A questi, entro il 30 novembre, potrebbero essere aggiunti altri 10 posti letto in Ortopedia, sempre nell’ospedale di Ostuni, e 40 posti di lungodegenza nel Pta di San Pietro Vernotico. Per il post Covid sono disponibili 16 posti nel Pta di Mesagne e 12 in quello di Ceglie Messapica. 

Al momento sono ricoverati al Perrino 17 pazienti in Malattie infettive, 18 in Pneumologia, 16 in Medicina interna, 9 in Rianimazione, 8 nel post Covid di Mesagne.  Saranno attive in settimana altre cinque Usca per la gestione domiciliare dei pazienti Covid, che si aggiungeranno a quella già operativa. Per quanto riguarda i test l'obiettivo è di processare oltre 1000 tamponi al giorno, grazie a nuovi macchinari in arrivo. Per l'esecuzione dei tamponi, sono operativi due drive in a Brindisi (Perrino e PalaPentassuglia), uno a Fasano, Francavilla Fontana, Mesagne e Ostuni.

La rete regionale

A livello regionale, nella rete sono attualmente coinvolte 28 strutture ospedaliere pubbliche e 6 strutture private accreditate. “L’adeguamento della rete è stato definito alla luce di uno scenario che prevede un fabbisogno di 2600 ricoveri, così come delineato dall’Area epidemiologica dell’Aress”. Lo dichiara il direttore del Dipartimento Promozione della Salute Vito Montanaro. L’Area epidemiologia e care intelligence dell’Aress, sulla base della rapida evoluzione della pandemia qualora il trend di crescita rimanga costante, ha individuato lo scenario di fabbisogno di posti letto necessari fino al 30 novembre 2020, che è pari a 2600 ricoverati. Il Dipartimento Promozione della Salute, in relazione allo scenario sopra descritto, ha definito con le Direzioni strategiche delle Asl una rete ospedaliera prevalentemente pubblica, chiedendo anche il coinvolgimento delle strutture private accreditate che ne hanno dichiarato la disponibilità.

In totale la rete si compone, al 30/11/2020, di 3062 posti letto, di cui 2338 nelle strutture pubbliche (2014 per acuti e 324 di post acuzie) e 724 nelle strutture private accreditate (649 per acuti e 75 per post acuti), tutti interamente dedicati al trattamento dei pazienti Covid.
I posti letto per “acuti” riguardano i reparti di terapia intensiva, malattie infettive, pneumologia e area medica; i posti letto per “post acuti” invece riguardano la lungodegenza sino alla dimissione del paziente. In particolare, i posti letto di terapia intensiva Covid sono 263, di cui 219 della rete pubblica e 44 del privato accreditato. Una quota rilevante dei posti letto di area medica sono attrezzati per la terapia semi intensiva.

“Il piano dei posti letto - spiega il direttore Montanaro – viene monitorato costantemente e adeguato alle esigenze assistenziali determinate dall’andamento epidemiologico della pandemia. Sono comunque già in corso le attività per reperire ulteriori posti letto nel caso di aggravamento delle previsioni”.

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