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Venerdì, 28 Gennaio 2022
Emergenza Covid-19

Lotta al Covid: “Anche le parafarmacie siano abilitate ad effettuare tamponi”

Lettera del referente regionale di Parafarmacie Puglia agli Ordini provinciali dei Farmacisti e alla Regione: “Si garantisca il corretto esercizio del diritto alla salute di tutti i cittadini”

BRINDISI - Anche i farmacisti titolari delle parafarmacie chiedono di essere inseriti nell’elenco del soggetti abilitati ad effettuare tamponi antigenici anti Covid. In caso contrario, provvederanno “ad adire tutte le sedi competenti” per tutelare i loro diritti e “per garantire il corretto esercizio del diritto alla salute di tutti i cittadini”. Il dottor Felice Di Scioscio, referente regionale di Parafarmacie Puglia (Sigle Unite di Sindacato di Parafarmacia), pone la Regione Puglia davanti a un aut aut. Lo fa tramite una nota che nella serata di ieri (martedì 21 dicembre) è stata inviata agli Ordini dei farmacisti provinciali della regione e per conoscenza al governatore Michele Emiliano, al direttore del Dipartimento promozione salute, Vito Montanaro, all’assessore regionale allo Sviluppo Economico, Alessandro Delli Noci, al consigliere regionale Alessandro Leoci e alla Federazione Ordini farmacisti italiani. Anche le parafarmacie, che in Puglia sono circa 400, possono giocare un ruolo attivo nell’attività di contrasto della pandemia in questa nuova fase di recrudescenza del virus, confermata dall’aumento dei contagi che da giorni si registra anche a livello regionale. 

E’ con questo spirito che Di Scioscio invita la Regione a tenere fede al Dgr n. 557/201, che riconosceva al farmacista sia di farmacia che, in un primo momento, di parafarmacia la possibilità di eseguire il test antigenico. “Tuttavia, nonostante l’emergenza in atto – rimarca il referente regionale delle parafarmacie - non è stata resa nota la motivazione che ha portato successivamente la Regione Puglia, la Consulta degli Ordini dei farmacisti di Puglia, Federfarma Puglia e Assofarm, dapprima nella determinazione dirigenziale n. 151/2021 e successivamente nell’accordo regionale del 5 febbraio 2021, ad omettere di inserire il farmacista di parafarmacia nell’elenco dei soggetti abilitati ad eseguire i tamponi”

“E che si tratti di semplice e pura omissione, e non invece di esclusione della categoria che rappresentiamo – prosegue Di Scioscio - è confermato dal fatto che la Regione Puglia, nella determinazione dirigenziale di cui sopra, non rende alcuna motivazione al riguardo, di contro necessaria nel caso di modifica del Dgr n. 557/2021 (che invece includeva al punto h) anche le parafarmacie). Né francamente si può pensare che il riscontro reso, alla nostra ennesima richiesta di chiarimenti sul punto, dal dirigente della Sezione Promozione e della Salute e del Benessere, Onofrio Mongelli, possa costituire una valida motivazione al riguardo in quanto basata su presupposti giuridici del tutto infondati”.

Parafarmacie Puglia denunciano quindi come “ad oggi non vi è stata una esclusione ma di fatto vi è stata una vera e propria omissione dell’inserimento delle parafarmacie nell’elenco dei soggetti abilitati ad effettuare i tamponi antigenici”, a seguito di un “errore, rectius l’omissione, compiuta dagli enti preposti, i quali potranno facilmente porvi rimedio in maniera efficace e, vista la situazione, in tempi rapidi”. 

Alla luce inoltre degli inviti lanciati dalla istituzioni europee e nazionali, fra cui lo Stato Italiano, a rinforzare l’attività di tracciamento, Di Scioscio ritiene “del tutto paradossale non provvedere in maniera repentina ad inserire le parafarmacie nell’elenco dei soggetti abilitati all’esecuzione dei tamponi antigenici, se è vero, come lo è, che predetti esercizi risultano dotati, al pari delle farmacie, di strutture assolutamente idonee per offrire il servizio in parola”.  Questo anche per alleggerire “e non poco, il carico di lavoro a cui oggi sono costrette le farmacie (peraltro già impegnate nella somministrazione dei vaccini): basti pensare, infatti, alle file chilometriche di gente che ogni giorno si creano per i test antigenici davanti ai suddetti esercizi che, oltre a rappresentare uno spettacolo sconfortante, risultano essere paradossalmente motivo di assembramento, e dunque, di diffusione del virus”. 

Due, in conclusione, le richieste avanzate da Parafarmacie Puglia. All’Ordine dei farmacisti della provincia di Brindisi si chiede di “comunicare alla Regione Puglia e, per conoscenza agli scriventi, il proprio parere in merito in maniera tempestiva, e comunque, vista l’emergenza sanitaria, entro e non oltre 7 giorni dalla ricezione della presente, al fine di permettere agli enti preposti, che leggono per conoscenza, di inserire i farmacisti titolari delle parafarmacie  nell’elenco dei soggetti abilitati ad effettuare i tamponi antigenici, affinché si possano fronteggiare nel migliore dei modi le criticità causate dalla emergenza Covid-19”. Alla Regione Puglia, trascorso infruttuosamente tale termine di 7 giorni si chiede “di procedere all’autorizzazione nei confronti delle Parafarmacie per consentire di effettuare i tamponi antigenici Sars-Cov-2, tanto per porre rimedio ad un evidente vulnus legislativo, per quanto in premessa motivato, ma anche e soprattutto alla luce degli indubbi vantaggi che tutto ciò apporterebbe per fronteggiare l’emergenza sanitaria”. 

“Inutile sottolineare - conclude Di Scioscio - che in caso di risposta negativa e, comunque, in mancanza di repentino riscontro nel termine indicato, provvederemo ad adire tutte le sedi competenti per tutelare i nostri diritti, nonché per garantire il corretto esercizio del diritto alla salute di tutti i cittadini”.

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