Giovedì, 5 Agosto 2021
Emergenza Covid-19

Scuole, il report della Regione: "Aumento frequenza accresce rischio contagi"

Pubblicata la relazione del Dipartimento Salute della Regione Puglia, alla base dell'ordinanza del governatore Emiliano

All’aumento della didattica in presenza è corrisposto anche un aumento del tasso di nuovi positivi settimanali tra gli studenti, con un tasso di nuovi positivi settimanali che nella stessa fascia studentesca resta superiore rispetto al resto della popolazione. Con la pubblicazione della nuova ordinanza regionale che reintroduce la Did (Didattica integrale digitale) fino al 14 marzo, tenendo la porta aperta alla didattica in presenza senza limite del 50 percento nelle scuole d'infanzia, elementari e medie, è stata divulgata anche la relazione sull’andamento dei contagi in ambiente scolastico aggiornata allo scorso 18 febbraio. Il documento redatto dal Dipartimento Promozione della saluta della Regione Puglia fornisce un quadro dell’incidenza del Covid fra studenti, docenti e personale Ata. 

E’ sulla base di questo documento che il governatore Michele Emiliano è intervenuto lo scorso fine settimana con nuove misure di contenimento della pandemia in ambito scolastico, disponendo la Dad al 100 percento in tutte le scuole pugliesi di ogni ordine e grado, per poi correggere il tiro nella tarda serata di ieri (martedì 23 febbraio), con un nuova ordinanza che recepisce i rilievi mossi dal Tar di Lecce rispetto all’ordinanza del 20 febbraio, nei confronti della quale era stato emesso un provvedimento di sospensione. Tutto questo in attesa di completare la campagna vaccinale anti Covid fra le file del personale scolastico. 

Il monitoraggio regionale 

Nell’ultima settimana di monitoraggio (8-13 febbraio) la frequenza si è attestata su percentuali pari al 64 percento per le scuole dell’infanzia, al 70 percento nelle scuole primarie, al 55 percento nelle scuole secondarie di primo grado e al 18 percento nelle scuole secondarie di secondo grado. I contagi rilevati ammontano a 464 tra gli studenti, 154 tra i docenti e 54 tra il personale Ata. “L’andamento - si legge nella relazione - appare in crescita nelle scuole dell’infanzia, stabile negli altri gradi di istruzione e in riduzione nelle secondarie superiori, dove però il tasso di frequenza in presenza è rimasto inferiore al 20 percento”. Il tasso di contagio nella popolazione studentesca considerata globalmente è pari a 189 per 100.000, superiore a quello registrato nella popolazione generale nello stesso periodo in regione, pari a 148 per 100.000. Sono stati adottati complessivamente 6444 provvedimenti di quarantena, di cui l’83 percento nei confronti degli studenti, in incremento rispetto alla settimana precedente di 3.113 unità. 

I dati in provincia di Brindisi

Per quanto riguarda la provincia di Brindisi, nella settimana 8-13 febbraio si sono registrati 36 nuovi contagi fra gli studenti di tutte le scuole (erano stati 55 la settimana precedente), 10 nuovi casi di Covid fra i docenti (erano stati 12 la settimana precedente), 3 nuovi casi nel personale Ata (erano stati 2 la settimana precedente). Sempre nel Brindisino, nella settimana 8-13 febbraio, su 239 plessi rilevati a fronte di 295 plessi totali, si sono registrate percentuali in presenza pari al 62,79 percento nelle scuole d’infanzia, al 72,84 percento nelle scuole elementari, al 61,92 percento nelle scuole media, al 22,17 percento nelle scuole superiori. Sempre nel Brindisino, i 36 contagi rilevati fra gli studenti nella settimana 8-13 febbraio sono così ripartiti: 3 nelle scuole d’infanzia, 16 nelle scuole elementari, 4 nelle scuole media, 13 nelle scuole superiori. Per quanto riguarda i docenti, invece, i 10 casi totali registrati sono così distribuiti: 4 nelle scuole d’infanzia, 2 nelle scuole elementari, 1 nelle scuole medie, 3 nelle scuole superiori.

"Necessaria l'adozione di iniziative preventive"

Complessivamente “in Puglia la curva epidemica - si legge nelle conclusioni della relazione - è caratterizzata da una generale riduzione dell’andamento dei contagi nelle ultime settimane, dopo una ripresa dell’incidenza successiva alle festività natalizie; dalla metà del mese di gennaio si osserva un incremento dei nuovi casi nelle fasce di età 3-5 anni, 6-10 e 11-13 anni, ma non 14-18 anni, che comunque appare essersi stabilizzato nell’ultima settimana”.  Il Dipartimento salute rileva che “all’aumento della didattica in presenza, registrato nelle scuole di tutti i gradi (anche se in misura sostanzialmente minore nelle secondarie di secondo grado), è corrisposto fino alla settimana precedente un aumento in valori assoluti dei contagi tra gli studenti”. Inoltre “nonostante il rallentamento dei contagi in ambito scolastico, il tasso di nuovi positivi settimanali tra gli studenti rimane superiore al tasso riscontrato nella popolazione generale”. In “costante e importante aumento il numero dei soggetti (sia tra gli studenti che nel personale) per cui è stato disposto un provvedimento di isolamento/quarantena”. 

Alla luce di tali rilievi, “si può pertanto concludere che le misure via via adottate per il controllo dei focolai scolastici abbiano manifestato in maniera crescente la loro efficacia”. “L’aumento della frequenza scolastica, comportando un aumento del numero dei contatti interpersonali – si legge nella relazione - aumenta il rischio dei contagi che in effetti sono apparsi in incremento fino alla precedente settimana di monitoraggio. Il dato deve essere tuttavia letto anche prendendo in considerazione gli effetti della circolazione di varianti virali nella popolazione scolastica, in particolare nelle scuole dell’infanzia, nelle scuole primarie e nelle secondarie di I grado, che è stato possibile osservare in alcune regioni dove sono stati isolati i ceppi inglese e brasiliano”. 

Sono state condotte due quick survey, su indicazione dell’Istituto superiore di sanità, con l’obiettivo di valutare la prevalenza della variante inglese in Regione Puglia, che hanno restituito una percentuale pari al 15 percento nella prima indagine, relativa al 4-5 febbraio, e al 38 percento nella seconda, condotta il 12 febbraio, con un incremento del 60 percento in 7 giorni. “Tale circostanza – conclude il Dipartimento salute -  impone l’assunzione di stringenti iniziative di carattere preventivo, adottando nuove misure finalizzate alla massima limitazione dei contatti interpersonali, per contenere il rischio di una nuova ripresa dei contagi, nelle more di completare la campagna vaccinale almeno con riferimento ai soggetti fragili e a maggior rischio di contagio”.

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