Venerdì, 23 Luglio 2021
Emergenza Covid-19

Dopo aver bloccato Senologia di San Pietro il virus chiude il Pronto soccorso di Ostuni

Da ieri, giovedì 1 aprile, è diventato struttura Covid. Al Melli trovata una soluzione per non interrompere completamente il servizio

Ieri (mercoledì 1 aprile) in Puglia si è registrato record dei contagi di persone positive al Covid-19, le Aziende sanitarie locali stanno correndo ai ripari per far fronte a un’emergenza sanitaria che nella sua terza ondata, in Puglia, si sta mostrando più violenta che mai. Dopo la sospensione di ricoveri e visite non urgenti, da ieri, giovedì 1 aprile, il Pronto soccorso dell’ospedale di Ostuni è stato trasformato in struttura Covid. Chi necessita di assistenza legata a qualche emergenza di salute deve recarsi al Perrino di Brindisi dove il Pronto soccorso è sotto pressione da anni. 

Al Melli di San Pietro il reparto di Lungodegenza è stato trasformato in “Post covid” e per qualche giorno sono stati sospesi, per ragioni logistiche, i servizi legati a Senologia e Radiologia. 

Una situazione che sta degenerando, la zona Rossa è stata istituita da tre settimane ormai ma il numero dei contagi e la pressione sugli ospedali non accenna a diminuire. 

Ostuni

La chiusura temporanea dell’ospedale di Ostuni desta preoccupazione nel sindaco Guglielmo Cavallo. “La chiusura del Pronto Soccorso dell’ospedale di Ostuni conferma, semmai ce ne fosse bisogno, che la situazione epidemiologica in Puglia e in provincia di Brindisi resta preoccupante. Gli spazi per le patologie “ordinarie” si stringono sempre più fino ad eliminare il pronto soccorso dell’Ospedale di Ostuni che rappresentava il punto di riferimento primario per una fetta importante della popolazione della provincia di Brindisi”.

“Il nostro territorio paga ancora una volta un prezzo alto e questo è l’unico dato certo. Per il resto riceviamo promesse più volte ascoltate ma rimaste sempre sulla carta.  Non smetteremo di chiedere con forza quanto i cittadini hanno il diritto di ricevere da tempo”. 

San Pietro Vernotico 

Anche la chiusura temporanea di Senologia del Melli, situato lungo il percorso che conduce al reparto dove sono ricoverati i pazienti Covid, desta preoccupazione. Le associazioni aBRCAdaBRA, Andos Brindisi, Cuore di Donna e Fondazione di Giulio, in una nota inviata agli organi di informazione che tutelano le donne e in particolare il diritto alla prevenzione del tumore della mammella, chiedono una rapida soluzione al problema. 

ricoveri covid pronto soccorso san pietro-2

“Ricordiamo che il reparto di Senologia assicura la sorveglianza strumentale e la diagnosi precoce a un notevole numero di donne provenienti da più province pugliesi, poiché rinomata per la perizia, l’umanità e la qualità del personale medico, tecnico e infermieristico.  Durante questo periodo di emergenza epidemiologica l’ambulatorio ha con grande impegno consentito il regolare svolgimento dei programmi di screening e di prevenzione del tumore della mammella. La chiusura, dovuta quindi esclusivamente a motivi logistici, causerà notevoli disagi e rallentamenti degli esami diagnostici, un prevedibile allungamento delle liste d’attesa ed è, purtroppo, imputabile alla scarsa lungimiranza di chi dovrebbe tutelare la nostra salute.  Vogliamo ricordarlo con grande forza che, purtroppo, non esiste solo il Covid. Altri centri hanno previsto per tempo soluzioni alternative per non ostacolare lo svolgimento di altre attività sanitarie programmate".

"Tale disagio va ad aggiungersi alla situazione della chirurgia senologica e soprattutto plastica e ricostruttiva dell’ospedale Perrino di Brindisi, sostanzialmente paralizzate in alcune delle attività di loro competenza. Pur consapevoli della gravità delle problematiche organizzative che in questo periodo investono le Direzioni generali e Sanitarie di tutta la Regione Puglia, le Associazioni chiedono attenzione alle esigenze delle pazienti oncologiche e più in generale maggiore sensibilità al tema della prevenzione del tumore al seno, perché i rallentamenti e le chiusure di ambulatori efficienti come quello di San Pietro Vernotico possono causare gravi ritardi diagnostici e prognosi infauste”.

Per quanto riguarda Senologia del Melli, tuttavia, risale a ieri una nuova organizzazione del Servizio tesa a evitarne il blocco totale. Sono stati definiti nuovi orari di ricoveri dei pazienti post covid e altri percorsi per l’accesso all’ambulatorio, riuscendo a garantire buona parte del servizio di Senologia.

La situazione, purtroppo però, resta grave. Se i contagi non calano e di conseguenza non diminuiscono i casi da ospedalizzare, a pagarne le conseguenze saranno tutti i cittadini. Non esiste solo il Covid ma purtroppo l’emergenza sanitaria adesso è legata a questo virus e ai suoi effetti. E le altre patologie passeranno in secondo piano.

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