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Un'idea urbanistica per Forte a Mare da un concorso del Soroptimist

Se nel 1481 il "Castel Rosso" doveva far fronte al pericolo turco, nel 2014 il castello aragonese di Brindisi, ha ben altri "nemici" da combattere: il degrado e l'indifferenza di chi dovrebbe tutelare e valorizzare le fortezze dell'isola di Sant'Andrea

BRINDISI - Se nel 1481 il “Castel Rosso” doveva far fronte al pericolo turco, nel 2014 il castello aragonese di Brindisi, ha ben altri “nemici” da combattere: il degrado e l’indifferenza di chi dovrebbe tutelare e valorizzare le preziose fortezze dell’isola di Sant’Andrea. Il castello, voluto da Ferrante d’Aragona per proteggere il porto di Brindisi, è infatti da tempo abbandonato a se stesso, dopo le rare aperture straordinarie degli scorsi anni.

Del suo recupero e della sua valorizzazione si è discusso sabato presso la Casa del Turista, durante un incontro organizzato dal Soroptimist International d’Italia- Club di Brindisi con il  patrocinio del Comune. Nel corso dell’iniziativa intitolata “La Ciudad y su Castillo”, è stato premiato il lavoro di tesi specialistica dell’architetto brindisino Giorgio Campana, lavoro mirato a riqualificare quell’area che collega la terra ferma al castello di mare.

Il progetto di Giorgio Campana, intitolato “Mezzo miglio. Progetto per un parco suburbano”,  prevede la creazione di un’area verde attrezzata e un terminal passeggeri, ed è  stato scelto dalla commissione delle socie del Soroptimist tra dieci lavori che avevano come tema il legame con il territorio.

Castello alfonsino-Forte a mareAd aprire l’incontro di ieri è stata Gabriella Chionna, presidente del Club Soroptimist-Brindisi che ha parlato dell’adesione del club al Gruppo “Amare Forte a Mare” (gruppo formato da venti associazioni del territorio che hanno a cuore il recupero del castello di mare) e del lavoro svolto, da oltre quindici anni, dal Soroptimist- Brindisi per la valorizzazione dei lavori di tesi dei giovani brindisini.

I saluti del Commissario prefettizio, Cesare Castelli, e dell’amministrazione provinciale di Brindisi sono stati portati dall’architetto Emilia Mannozzi che ha parlato del protocollo d’intesa sottoscritto dalla Provincia e finalizzato al potenziamento della fruizione del Museo provinciale e alla valorizzazione dei beni culturali. La Mannozzi ha proseguito sottolineando come qualsiasi tipo di restauro senza un riuso lasci il posto al degrado.

Il Castello ha poi “parlato” del suo stato di abbandono attraverso le immagini del reportage fotografico di Cantierimmagine proposto da Daniele Spedicati della società Eliconarte. Spedicati ha ricordato le precedenti iniziative culturali realizzate negli spazi del castello e del forte dal 2007 in poi, come l’ultima intitolata “La primavera del castello” del 23 marzo scorso. L’obiettivo di queste iniziative è, per Spedicati, quello di rendere permanenti le episodiche attività culturali.

Spedicati ha quindi spiegato il progetto di recupero e riqualificazione proposto dal Gruppo e che prevede  che il Castello venga utilizzato per le iniziative culturali come convegni, fiere, visite guidate, spettacoli musicali da tenere nel salone di rappresentanza e in altri spazi.

L'idrovolante sullo sfondo di Forte a Mare“Un grande contenitore culturale a disposizione di tutti, tutti i giorni dell’anno”, afferma Spedicati, che per la darsena del castello ipotizza invece la realizzazione di corsi di vela o di immersioni per bambini. Infine, per il Forte sarebbe pensabile un utilizzo a fini turistico-ricettivi. Spedicati ha ricordato quindi il collegamento con il porticciolo turistico che potrebbe offrire servizi di custodia delle barche anche per l’intero anno.

Il tutto non dovrebbe essere a carico solo degli enti locali ma dovrebbe prevedere anche il coinvolgimento dei privati. “Potrebbe essere acquisito dal Comune di Brindisi”, afferma Spedicati, “perché è l’unico ente di riferimento che potrebbe accogliere proposte di valorizzazione del bene”. Il bene dovrebbe quindi rimanere di proprietà del Comune, della direzione regionale della Soprintendenza e dei privati, mantenendo quei vincoli legislativi che lo preservino.

Doretto Marinazzo, consigliere nazionale Legambiente, ha parlato dello stato in cui si trovava il castello quando era in mano alla Marina Militare, che lo salvaguardava e vigilava,  e dello stato attuale di abbandono. Marinazzo ha quindi ricordato i problemi burocratici con cui si sono scontrate le associazioni, le lettere inviate al precedente ministro per i Beni culturali, Massimo Bray, e poi a Dario Franceschini, e le varie conferenze di servizi in corso. Anche per Marinazzo è importante la partecipazione dei privati alla gestione del castello che deve restare di proprietà pubblica.

Colonna-romana-Canale-Pigonati-e-Forte-a-MareL’incontro, intervallato dal reading teatrale dell’attore Marcantonio Gallo del Teatro delle Pietre, accompagnato dalla chitarra classica del maestro Luciano Gennari e intitolato “Castello di Rabbia”, è proseguito con l’esposizione tecnica del progetto dell’architetto Giorgio Campana, che ha spiegato le varie fasi che lo hanno portato a studiare l’isola di Sant’Andrea e in particolare il tratto che collega la diga al castello. Campana ha proseguito spiegando le varie zone più funzionali per il relazionarsi e il rilassarsi e quelle che riguarderebbero il terminal passeggeri.

Dopo l’intervento dell’ammiraglio Fadda, che ha parlato dell’associazione “Amici di Forte a mare” da lui fondata, la premiazione del lavoro di tesi dell’architetto Campana ( una borsa di studio intitolata alla socia fondatrice del Soroptimist, Adriana Pedio De Giorgi), ha concluso la serata organizzata dal club brindisino, le cui finalità sono state ricordate da Dina Nani, presidente Comitato consulte e Pari opportunità.

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