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«Barocco Festival», nel porto vecchio di Brindisi i ritmi tra Italia e Spagna

Lo specchio d'acqua costellato di luci riflesse del porto interno di Brindisi sarà lo splendido scenario di «Entre Italia y España», concerto in programma lunedì 29 agosto alle ore 21 in zona Sciabiche, porta Thaon De Revel

BRINDISI - Lo specchio d’acqua costellato di luci riflesse del porto interno di Brindisi sarà lo splendido scenario di «Entre Italia y España», concerto in programma lunedì 29 agosto alle ore 21 in zona Sciabiche, porta Thaon De Revel. Nella splendida cornice del porto vecchio approda l’ensemble «I Bassifondi», con Simone Vallerotonda e Josep Maria Martí Duran. È il quarto appuntamento del «Barocco Festival Leonardo Leo», giunto quest’anno alla XIX edizione per esplorare l’orizzonte musicale della Scuola Napoletana del Settecento.

Il titolo sostituisce il concerto in cartellone, un cambio di programma dovuto a un imprevisto dell’ultim’ora. La serata attraversa suoni che rivelano anime diverse rispecchiando, come i riverberi notturni di un porto, una densa mescolanza di storie e di voci, di silenzi e di suggestioni. Filo conduttore del concerto è il viaggio che parte da Roma per raggiungere la Spagna. Siamo in pieno Seicento, in una penisola dominata da Francesi e da Spagnoli, dove alle tradizioni popolari si oppongono le nuove mode musicali. Colonna sonora di questo lungo itinerario sono passacaglie, melodie e ritmi travolgenti che si fondono in un  panorama di suoni e di emozioni che riporta ad una realtà storica tutta da riscoprire.

Sullo speciale palcoscenico, lo scivolo di alaggio delle barche da pesca, la chitarra e la tiorba di Simone Vallerotonda e la chitarra battente di Josep Maria Martí disegnano il percorso in un repertorio segnato da luci e ombre, di cui i musicisti introducono le varianti stilistiche e geografiche. Allievo di Rolf Lislevand alla «Staatliche Hochschule für Musik» di Trossingen, Simone Vallerotonda è un attento studioso dell’universo musicale barocco, in grado di restituire lo stupore e la meraviglia che animavano il musicista seicentesco, la sua «continua tensione verso l’infinito, l’informe, l’inesauribile», a cui giungere «con mezzi ‘umani’ che aprono squarci al ‘divino’. Al suo fianco il catalano Josep Martí Duran, la musica barocca nel suo bagaglio tra il Conservatorio di Barcellona e l’Università delle Arti di Zurigo. La memoria seicentesca si snoda tra le righe di un diario di bordo in cui si mescolano storia e mémoire de voyage.

Questa contaminazione generò profonde innovazioni nel linguaggio musicale del tempo, facendo incontrare gusto, sensibilità, sensualità dei nuovi ritmi e colore esotico dei temi melodici, mentre una vera e propria moda “alla spagnola” si diffondeva in tutta Europa. Nel programma dello spettacolo, le musiche spagnole culminano in suoni d’oltremare che evocano risonanze arabe. L’originale e intensa sonorità degli antichi strumenti a corda, la trama ritmica delle musiche compiono un percorso che rivela l’insospettabile modernità e il fascino sempre vivo di un barocco ancora da riscoprire.

Dunque, il porto vecchio della città ospita un viaggio nella “musica dalle sponde”, e non poteva esserci quinta migliore per un concerto che ricostruisce un pezzo di Mediterraneo. Il porto di Brindisi è sintesi perfetta di popoli e culture, civiltà e segni artistici, una porta sul mondo anche ai tempi, tra il XVII e XVIII secolo, in cui in Europa si combatteva per scongiurare il rischio di egemonie e in Italia terminava il dominio spagnolo.

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