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Anche una delegazione del Marzolla al primo convegno sull’Esilio ciceroniano

Il 21 novembre 2016, nella sala di rappresentanza della Fondazione Umberto Mastroianni, ad Arpino, si è svolto il primo convegno sull'Esilio ciceroniano. Presente in sala anche una delegazione del liceo Classico Marzolla di Brindisi

BRINDISI - Marco Tullio Cicerone da Arpino e Lenio Flacco, da Brindisi, sono i protagonisti di un rapporto umano unico fatto di lealtà ed abnegazione, datato 57 a.C. Il 21 novembre 2016, nella sala di rappresentanza della Fondazione Umberto Mastroianni, ad Arpino (provincia di Frosinone), si è svolto il primo convegno sull’Esilio ciceroniano; presenti in sala, squisitamente accolte  dalle autorità e dagli organizzatori nel segno dei principi di "Ius hospitii et amicitia" di ciceroniana memoria, anche  le professoresse Vittoria Fedele e Iolanda Monteverdi, in delegazione del Liceo Classico  Benedetto Marzolla di Brindisi, tra gli enti patrocinatori dell’evento.  

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Il tema dell’esilio è stato trattato da diverse angolature La ricostruzione dei fatti, curata dal prof. Paolo De Paolis dell’università di Cassino, ha immediatamente spiegato il legame esistente tra Cicerone e Brindisi, città di passaggio sia nella fase drammatica del suo allontanamento nel 58 a. C. sia, felicemente, al suo rientro, un anno dopo, avendo l’oratore arpinate trovato ad attenderlo un comitato di accoglienza costituito - tra gli altri - dalla prediletta figlia Tullia e dal suo amico carissimo, il brindisino Lenio Flacco. Alla prof.ssa Alessandra Peri, ricercatrice di Filologia Classica dell’Uniclam, il compito di approfondire la drammaticità  di una vicenda così traumatica attraverso una comunanza di esperienze tra Cicerone e Ovidio, nei cui versi l’esilio prende sempre più i contorni della morte. La prof.ssa Sara Caramanica, docente del liceo scientifico di Arpino, si è invece soffermata sul rapporto di amicizia che legò  Cicerone e Lenio Flacco, un sentimento vero e profondo che indusse Lenio Flacco a mettere a rischio l’incolumità propria e dei familiari e Cicerone ad avere sempre un senso di sentita gratitudine per l’amico,  come testimoniano numerose lettere inviate dall’oratore ad Attico. Che l’esilio fosse stato fonte di dolor per Cicerone uomo, al di là del fatto politico, è stato oggetto di approfondimento da parte del dott. Stefano Pantano, il quale ha voluto ricostruire il processo intimo di un’esistenza segnata dalla perdita dell’identità.

Il Liceo Classico Marzolla di Brindisi

Infine l’intervento dell’alunna del Liceo Scientifico Leonardo da Vinci di Sora, Giulia Muraglia, sul ritorno dell’esule, la volontà di ricostruirsi un’immagine politica e i dispiaceri familiari, dal divorzio all’improvvisa vedovanza della figlia Tullia. Le relazioni sono state di volta in volta introdotte da passi scelti, recitati dagli alunni del Tulliano, significativi per riconoscere tanto il sentimento di appartenenza ad Arpino dell’oratore, quanto il valore attribuito da lui all’esperienza brindisina. I saluti finali si sono svolti all’insegna di un reciproco scambio dei doni: il presidente Quadrini, ricevuta dalle ospiti una stampa, opera di un alunno del Liceo Artistico Simone, esposta alla biennale di Venezia, ha consegnato, a sua volta, pubblicazioni di rilievo ed ha poi letto ai presenti la lettera della prof.ssa Carmen Taurino, Dirigente Scolastico del Marzolla, attestante la volontà di una collaborazione in rete nel nome di una matrice culturale comune.

Il Marzolla ha accolto formalmente l’invito ad organizzare nel 2017 un convegno su Cicerone, in occasione dell’anniversario della permanenza dell’Arpinate a Brindisi di ritorno dall’esilio nel 57 a.C. . A lanciare la staffetta, il Centro Studi Umanistici di Arpino, capitanato dal presidente dott. Pierpaolo Gradogna e dall’optimus vir, prof. Enrico Quadrini, presidente del Comitato di Arpino della Società Dante Alighieri, appassionato cultore dell’oratore arpinate, nonché figlio del prof.Ugo Quadrini, geniale fondatore nel 1980 del Certamen Ciceronianum Arpinas, appuntamento primaverile atteso da centinaia di ragazzi provenienti ogni anno da tutta l’Europa,attratti dalle  comuni radici della nostra civiltà. 

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