Martedì, 18 Maggio 2021
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"Brindisi e la Grande Guerra": una città in prima linea

La sezione di Brindisi della Società di Storia Patria per la Puglia, in uno con Rotary Club Brindisi e Società Storica di Terra d'Otranto, ha organizzato un ciclo d'incontri sul tema: "Brindisi e la Grande Guerra

La Benedetto Brin semisommersa nel porto di Brindisi

BRINDISI - La sezione di Brindisi della  Società di Storia Patria per  la Puglia,  in uno con Rotary Club Brindisi e Società Storica di Terra d’Otranto, con l’adesione e la collaborazione di Assoarma Brindisi, ha organizzato un ciclo d’incontri sul tema: "Brindisi e  la Grande Guerra ". L’itinerario di studi è suddiviso in tre panels: politico, militare e di relazioni internazionali. 

Dopo l’incontro introduttivo dello scorso 15 ottobre 2014 è seguito l’altro del 13 maggio 2015 in cui si è proposto di ripensare, in maniera critica,  il periodo della neutralità italiana, ricollocandolo a pieno titolo nella storia della Prima guerra mondiale e esaminando i vari aspetti che caratterizzarono l'Italia dalla dichiarazione di neutralità all'intervento in guerra. Il 22 settembre dello scorso anno sono state ricostruite le cause che portarono all’affondamento, nel porto di Brindisi, della corazzata “Benedetto Brin” il 27 settembre 1915. 

Molteplici i riferimenti: al sistema politico italiano, con particolare riferimento a vertici istituzionali, forze parlamentari e politiche, correnti d'opinione, stampa e associazionismo;alla situazione delle forze armate italiane alla vigilia del conflitto, preparazione militare, mobilitazione industriale, esercito e opinione pubblica; alla neutralità italiana e al peso del suo intervento militare nel sistema delle alleanze e nella considerazione delle principali potenze belligeranti. 

Particolarissimo interesse ha, per quel che concerne Brindisi, la complessiva strategia navale italiana; il ruolo del porto si configura quale Banner grande guerra-2essenziale nel momento in cui l’Italia, scendendo in guerra a fianco dell’Intesa, deve affrontare il pericolo costituito dalla flotta austroungarica, alla fonda nei sicuri porti adriatici della sponda balcanica.

In tale quadro di riferimento va inserito il salvataggio dell’esercito serbo. Fin dai primi giorni dell'ottobre del 1915, in seguito alla seconda avanzata austro-ungarica, l'esercito serbo si trovò in gran difficoltà e il governo italiano decise di rifornire i serbi di viveri e munizioni attraverso l'Albania. 

Queste operazioni di supporto, di cui la Marina si fece carico, imposero la costante scorta con le siluranti dei convogli per proteggerli da attacchi di sommergibili nemici. Il naviglio leggero, sottoposto a un elevato logoramento, potrà poi vantarsi di aver efficacemente protetto, prima il rifornimento dei serbi, poi l'esodo dell'Esercito, dei profughi, dei prigionieri in ritirata verso l'Adriatico. Si trattò di un elevatissimo numero di uomini, circa 200.000, di un gran numero di cavalli (oltre 10.000) e di un non meno grande numero di mezzi. 

Le unità austro ungariche cercarono di ostacolare in numerose occasioni la complessa operazione, con attività continua di mezzi aerei, con il minamento delle rotte di accesso ai porti, con azioni di contrasto di squadriglie di cacciatorpediniere con l'appoggio di esploratori e incrociatori ed infine con 19 attacchi condotti a termine da sommergibili. 

Tutti questi tentativi, resi ancor più pericolosi dal fatto che il teatro delle operazioni era ristretto e che le rotte verso i porti d'approdo erano obbligate, furono mandati a vuoto dalle unità di scorta. 

Non si registrò che l'affondamento di 3 piccoli piroscafi, due dei quali per urto contro mine, ed il terzo per siluramento avvenuto quando le operazioni di scarico erano già terminate. A Brindisi quest'operazione è ricordata con una targa commemorativa, quasi silenziosa, come silenziosa e generosa fu l'opera compiuta in ogni ora e in ogni circostanza dalle unità navali:

"Dal dicembre 1915 al febbraio 1916 - le navi d'Italia - con cinquecento ottantaquattro crociere protessero l'esodo dell'Esercito serbo e, con duecento due viaggi trassero in salvo centoquindicimila dei centosettantacinque mila profughi che dall'opposta sponda tendevano la mano".
 
Indirizzi di saluto
AVV. PAOLO PERRONE
Presidente Rotary Club Brindisi
S.E.  DR. ANNUNZIATO VARZÈ
Prefetto di Brindisi
PROF. STEFANO VINCI
Osservatorio sull’Europa e il Mediterraneo fra le due Guerre Mondiali – Università di Bari
GEN. GIUSEPPE GENGHI
Presidente AssoArma 
 
Interventi
PROF. FEDERICO IMPERATO
Università degli studi “Aldo Moro” - Bari
La diplomazia italiana e la ritirata dell'esercito serbo sulla costa adriatica
 
C. V.  GIOSUÈ  ALLEGRINI
Capo Ufficio Storico Marina Militare Italiana - Roma
La Regia Marina e il salvataggio dell’esercito serbo
 PROF. IVAN  D’ADDARIO
Università degli studi “Aldo Moro” – Sede di Taranto
Le truppe italiane nella piazzaforte di Taranto
 PROF. DOMENICO URGESI
Presidente della Società Storica di Terra D’Otranto
La base navale di Brindisi e l'esodo dell'esercito serbo.
 
Conclusioni
PROF. GIACOMO CARITO
Vicepresidente della Società di Storia Patria per la Puglia
 
 
Coordina e introduce i lavori
PROF. GIUSEPPE TEODORO ANDRIANI
Società di Storia Patria per la Puglia
 
A questa intrapresa culturale la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha concesso, in data 13.3.2015, l'uso del logo ufficiale del Centenario della Prima Guerra Mondiale;   le manifestazioni sono comprese nel calendario ufficiale pubblicato in https://eventi.centenario1914-1918.it/it/evento/brindisi-e-la-grande-guerra-dalla-neutralita-allintervento e   rientrano  nel calendario concordato con la Prefettura di Brindisi. 
 
Organizzazione:  Rotary Club Brindisi (ospitante);Società di Storia Patria per la Puglia (Sezione di Brindisi); Società Storica di Terra d'Otranto;  AssoArma Brindisi.
Partner:    Prefettura di Brindisi; Marina Militare Italiana (Brigata Marina San Marco); Archivio di Stato, Brindisi.
Sponsor: Hotel Internazionale, Brindisi
Patrocinio:  Ambasciata d’Italia della repubblica  d’Albania

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