Con “Buena Onda” salpa la nave teatrale al Verdi

  • Dove
    Nuovo Teatro Verdi
    Via Santi, 1
  • Quando
    Dal 01/12/2016 al 01/12/2016
    20,30
  • Prezzo
    da 18 a 25 euro (ridotti da 16 a 22 euro); studenti al di sotto dei 25 anni 10 euro; ragazzi fino a 12 anni e gruppi scolastici di minimo 15 studenti 6 euro
  • Altre Informazioni

BRINDISI - Giovedì 1 dicembre (ore 20.30) “sbarca” al Teatro Verdi di Brindisi il secondo spettacolo della stagione. Protagonisti Rocco Papaleo e Giovanni Esposito, volti notissimi al pubblico brindisino. Papaleo: «Coinvolgo il pubblico: come in barca, tutti devono aiutare. Il teatro è inaffondabile e galleggia sulle storie che racconta».

Riposto il primo sipario, la stagione del Teatro Verdi di Brindisi entra subito nel vivo. E lo fa con un doppio ritorno, quello di Rocco Papaleo e di Giovanni Esposito che l’1 dicembre danno l’abbrivio giusto con «Buena Onda», mix di musica e risate con Papaleo che rispolvera i suoi esordi da cantautore per trasportare il pubblico in un’esilarante crociera. 

Già, perché l’1 dicembre si  parte per un’avventura ai confini del mondo. La nave del teatro canzone «Buena Onda» salpa al Verdi cullandosi sulla scia delle onde emotive e fantasiose di uno spettacolo capace di divertire ed emozionare. E in effetti, il viaggio e la scoperta sono parte integrante della poetica di Papaleo, ma questa volta sarà un viaggio più esotico.

«Onda buona l’abbiamo chiamata - racconta Rocco Papaleo - ma in spagnolo perché fa esotico: oggi piace così. Una nave da crociera a misura di palcoscenico nella quale vesto i panni di un cantante jazz dalla vena malinconica che allieta, si fa per dire, i passeggeri spettatori con la “Band degli Incompresi”. Le mie interpretazioni, lungi dall’essere sostenute da una certa leggerezza, creano continui siparietti con Giovanni Esposito nel ruolo del comandante. Lui, in ansia per la presenza dell’armatore sulla nave, diventa ancora più inquieto per il mio modo di intrattenere con canzoni cantautoriali non proprio allegre che pensa possano intaccare il clima di spensieratezza a bordo».

Insomma, uno spettacolo nel quale l’umorismo si vena di malinconia. Nel teatro della nave si consuma il conflitto tra il comandante e il singolare cantante dell’orchestra: il primo privilegia l’intrattenimento da barzelletta mentre il secondo non perde occasione per intonare canzoni alla ricerca di una libertà di espressione che possa riscattare il fallimento della sua carriera artistica. Da questo duello, indubbia dolcezza e tante risate.

Papaleo chiama sul palco gli spettatori, affida ruoli a sorpresa, dialoga con Giovanni Esposito e la musica dal vivo fa da contrappunto: «Un work in progress, sorpresa assoluta anche per noi - anticipa -. Ci sentiamo di promettervi una crociera a tutti gli effetti, magari non sfarzosa, con quello che occorre per un divertimento efficace. Abbiamo marinai pronti a tutto per assistervi, l’orchestrina per ballare e tra i passeggeri cercheremo hostess e steward che accetteranno l’ironia del mettersi in gioco. Insomma, c’è da darsi da fare un po’ tutti. Funziona così sulle navi, nel teatro e nella vita no?».

L’interprete di Lauria conferma la volontà di creare un teatro “a portata di mano” con il solo desiderio, a ben vedere, di stringerne altre. Accanto al protagonista, abbiamo detto, Giovanni Esposito e i musicisti Francesco Accardo (chitarra), Jerry Accardo (percussioni), Guerino Rondolone (contrabbasso) e Arturo Valiante (pianoforte). Il testo è di Valter Lupo, Valerio Vestoso, Rocco Papaleo e Giovanni Esposito.

La strana coppia Papaleo-Esposito riesce ad allestire uno spettacolo che si muove sicuro e sornione all’interno della cornice del teatro canzone. Le gag comiche si alternano a momenti di profonda riflessione su quella che è l’essenza dell’uomo, i momenti squisitamente jazz sono intervallati da vero e proprio intrattenimento col pubblico. Insomma, un Papaleo totale e totalizzante che veste i panni del navigante esperto, pronto a portare i passeggeri della sua nave verso porti sicuri ed appaganti.

«L’allegria ti fa sentire meglio, ma è la malinconia che ti migliora». Questa frase potrebbe essere il sottotitolo dello spettacolo e, al tempo stesso, l’aforisma che sintetizzerebbe l’intera arte del talento lucano. Al Teatro Verdi c’è la possibilità di apprezzare questa commistione di emozioni giovedì 1 dicembre. 

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