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Barocco Festival, nel porto vecchio di Brindisi l’eco del Rinascimento

Lo specchio d’acqua disseminato di luci riflesse del porto interno di Brindisi sarà lo splendido scenario di «Alfabeto», concerto in programma mercoledì 6 settembre

BRINDISI - Lo specchio d’acqua disseminato di luci riflesse del porto interno di Brindisi sarà lo splendido scenario di «Alfabeto», concerto in programma mercoledì 6 settembre alle ore 21 in zona Sciabiche, porta Thaon De Revel. È l’ottavo appuntamento del «Barocco Festival Leonardo Leo», giunto quest’anno alla sua XX edizione per continuare a esplorare l’orizzonte musicale della Scuola Napoletana del Settecento.

Lo scivolo di alaggio delle tipiche barche da pesca farà da speciale palcoscenico alle esecuzioni dell’«Ensemble Kapsberger», diretto dal celebre liutista e tiorbista originario di Oslo Rolf Lislevand, dedicate al tema delle “diminuzioni”, cioè piccole variazioni (spesso non scritte) che gli autori rinascimentali apportavano per abbellire la melodia. Condurrà la serata il giornalista Antonio Celeste.

Il titolo è ripreso da uno dei brani in programma ma l’anima del concerto è racchiusa nelle «diminuzioni, divisioni o glosse», ossia una delle invenzioni del Rinascimento. Tecnicamente significa abbellire, trasformare una melodia in una molto più elaborata nell’idea che la stessa rimanga impressa nella mente di chi la ascolta. Nel periodo dal tardo Rinascimento fino al barocco, l’uso degli ornamenti e degli abbellimenti contribuiva spesso a formare un tessuto strumentale e vocale diverso da quello scritto e diverso anche da un’esecuzione all’altra. Così, gli ornamenti erano considerati “affetti”, destinati cioè a commuovere gli animi.

Ogni esecuzione presupponeva sempre la presenza di un elemento di creazione spontanea, cioè l'aggiunta di abbellimenti improvvisati da parte degli esecutori, senza la quale la resa dell’esecuzione non poteva nemmeno considerarsi compiuta. Questi abbellimenti erano considerati il banco di prova di ogni strumentista (e cantante) e davano ai virtuosi dell’epoca la possibilità di lasciare un’impronta personale alle loro esecuzioni di brani conosciuti. È tra l’altro un approccio che vive tuttora nel mondo della musica leggera, ma soprattutto nel jazz.

La pratica degli abbellimenti è diventata nel tempo una nuova forma d’arte fino a rendere strumentale la composizione originale: l’arte della diminuzione ha cambiato in modo sensibile la vita degli strumenti a pizzico, sotto la spinta dei musicisti di liuti che desideravano suonare una reale melodia sul loro strumento.

A Brindisi torna così l’”apocalittico” musicista norvegese, considerato il più grande interprete di tiorba al mondo. Da quest’angolo privilegiato del Mediterraneo mancava dal 3 settembre 2015, un approdo che ha ispirato il genio di poeti e scrittori, e che riporta alle atmosfere evocate da Eugenio Montale nel poemetto «Mediterraneo», alla capacità unica del mare di rimanere sempre lo stesso, pur mutando continuamente d’aspetto. Una prerogativa comune alla musica e alla sua infinita bellezza, alla capacità di parlare all’anima attraverso sfumature e colori che cambiano e si scambiano tra generi e interpretazioni.  

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