Barocco Festival: la bellezza in musica della spagna rinascimentale  

La XXII edizione della rassegna internazionale di musica antica prosegue martedì 27 agosto, alle ore 21, nella cornice del Chiostro dei Domenicani a San Vito dei Normanni, con il concerto «Soy contento y vos servida» che l’ensemble «Contrarco Consort», diretto alla viola da Gianfranco Russo con il tenore messicano Baltazar Zúñiga, dedica all’opera di Juan del Encina, pseudonimo di Juan de Fermoselle, autore vissuto tra il XV e il XVI secolo e considerato il padre del teatro spagnolo e uno dei cardini della musica rinascimentale. Seppe infatti coniugare la tradizione musicale - elaborata nell’ambito della chiesa e dell’università - con le influenze provenienti dalle diverse culture che avevano contribuito a creare la realtà storica spagnola e dalla musica popolare, dando luogo a un linguaggio musicale rinnovato. 

L’ensemble è specializzato nella musica di intrattenimento rinascimentale del XVI secolo e per questo programma, gli artisti - associati a prestigiosi interpreti della musica antica - presentano opere di Juan del Encina, di cui quest’anno ricorre il 550° anniversario della nascita. 

Juan del Encina nasce probabilmente a Salamanca nel 1468, figlio di un calzolaio; dopo aver studiato con Elio Antonio de Nebrija (umanista spagnolo) all’università di Salamanca, si laurea in legge, riceve gli ordini minori. Dal 1492 al 1498, lavora presso la corte di Toledo per il secondo duca d’Alba: sono gli anni in cui inizia a scrivere i primi versi e in cui ottiene grande successo come musicista, attore e scrittore presso la corte dei re cattolici. Aspira ad essere il cantore ufficiale della cattedrale di Salamanca, tuttavia il posto viene dato a Lucas Fernandez che, insieme al già citato Del Encina e a Gil Vicente, rappresenta la triade del teatro classico ispano-portoghese. Nel 1499, deluso per non aver trovato il posto di cantore, parte per Roma ed è accolto con onore presso la corte del papa spagnolo Alessandro VI. 

Fino al 1518 compie tutta una serie di andirivieni tra l’Italia e la Spagna, e si concludono con il compimento dei suoi cinquanta anni, quando viene nominato sacerdote e parte per un pellegrinaggio nella Terra Santa. Visita Gerusalemme, celebra la sua prima messa ufficiale e, da questa esperienza, nasce l’opera «Tribagia» o «ViaSagrada a Gerusalemme». Ordinato priore da papa Leone X, trascorre i suoi ultimi anni a León dove muore tra il 1529 e il 1530. 

La produzione drammatica di Juan del Encina è costituita da un totale di 14 piesas, quasi tutte classificate come Églogas dall’autore stesso. Solo due portano il titolo di Representacion e una di Auto. Furono composte tra il 1492, quando entra a servizio presso il Duca, e il 1513. Il 1513 è anche la data della messa in scena della «Églogade Pleicida y Victoriano». Il suo teatro ci è stato tramandato tramite due vie testuali differenti: da un lato, il «Cancioniero de Autor» (come il canzoniere di Petrarca, che comprende canzoni, liriche e poemi), dall’altro, una serie di opere sciolte (operas suertas), al centro del programma musicale della serata sanvitese. 

Juan del Encina nasce come figura chiave nella letteratura spagnola: in questo periodo non vi è ancora un teatro definito, ma solo un teatro liturgico. Con Juan del Encina il teatro si libera dalla propria dipendenza liturgica e acquisisce la propria personalità artistica. Siamo nel periodo in cui nascono i primi direttori di scena, l’attore acquisisce una certa professionalità e inizia anche a svilupparsi l’interesse da parte del pubblico. Con del Encina si passa da un pubblico di corte a uno di Corral, cioè un tipo di teatro commerciale. Entrano in scena nuovi luoghi di rappresentazione e nuovi personaggi, di cui sono messe in scena le vicende amorose. L’obiettivo non è più la corte ma la gente di tutti i giorni: i pastori sono sconfitti da Venere e da Amore, cioè dalla bellezza e dall’amore.

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