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Aggressione all'assessore, condannati a un anno e mezzo

CAROVIGNO – Riconosciuti colpevoli di tentata violenza privata e lesioni personali aggravate nei confronti di un amministratore comunale, sono stati condannati a un anno e sei mesi ciascuno di reclusione. Si tratta dei carovignesi Armando Caccetta, 27 anni, e Cosimo Crudo, 33 anni, difesi dall’avvocato Mario Laveneziana. Erano accusati di tentata estorsione, sequestro di persona e lesioni aggravate.

CAROVIGNO - Riconosciuti colpevoli di tentata violenza privata e lesioni personali aggravate nei confronti di un amministratore comunale, sono stati condannati a un anno e sei mesi ciascuno di reclusione. Si tratta dei carovignesi Armando Caccetta, 27 anni, e Cosimo Crudo, 33 anni, difesi dall'avvocato Mario Laveneziana. Erano accusati di tentata estorsione, sequestro di persona e lesioni aggravate.

La sezione collegiale del tribunale, presieduta da Giuseppe Licci, ha derubricato la tentata estorsione in tentata violenza privata e li ha assolti dal sequestro di persona. Crudo ha ottenuto la sospensione della pena. Diversa la posizione di Caccetta, che ha già una condanna passata in giudicato: se i diciotto mesi ricevuti oggi non verranno modificati in appello, diverranno definitivi e dovrà scontarli.

I due erano stati arrestati il 24 aprile scorso per avere minacciato e malmenato Antonio Barella, assessore ai Lavori pubblici del Comune di Carovigno, dal quale pretendevano un posto di lavoro. L'aggressione era avvenuta in Comune il 3 febbraio. Qualche giorno dopo l'arresto Caccetta e Crudo, su sollecitazione del loro difensore, avevano ottenuto i domiciliari dal tribunale del riesame. Lo stesso giudice che in seguito ha disposto la scarcerazione, per cui Caccetta e Crudo hanno seguito le ultime battute del loro processo a piede libero.

Pretendevano un posto di lavoro e si recarono in Comune per cercare di parlare con il sindaco Vittorio Zizza. Non lo trovarono. C'era, però l'assessore ai Lavori pubblici, Antonio Barella. E si rivolsero a lui. Non fu, però, una semplice domanda. Caccetta e Crudo appena entrati chiusero la porta a chiavi e lo picchiarono. Uno lo tenne bloccato per le braccia e l'altro lo colpì ripetutamente con schiaffi e pugni. Prima di andare via e lasciare dolorante e ammaccato Barella (ebbe una prognosi di alcune settimane), gli dissero: "Questo è per te, poi ce ne sarà anche per il sindaco".

Ma non ce ne fu per nessun altro perché i carabinieri li arrestarono ventuno giorno dopo l'aggressione. Il tempo necessario al pubblico ministero di chiedere la loro cattura e al giudice per le indagini preliminari di emettere i provvedimenti. I due si sono difesi sostenendo che erano esasperati perché la stessa richiesta l'avevano già fatta e non era stata esaudita.

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