Martedì, 3 Agosto 2021
Cultura

"ArcheoLive. La storia tra due mari", il festival che si terrà in Puglia e in altri Paesi

Da luglio a ottobre anche in Albania, Montenegro, Grecia e Croazia. Il calendario prevede una serie di eventi: convegni, proiezioni, presentazioni e performance teatrali e musicali

La direttrice del museo Ribezzo, Emilia Mannozzi

BRINDISI - Nell’ambito delle Giornate Europee dell’Archeologia ieri mattina, venerdì 18 giugno, nella sala conferenze del museo archeologico “Ribezzo” di Brindisi è stato presentato “ArcheoLive. La storia tra due mari”, il festival dell’archeologia che si terrà da luglio a ottobre in Puglia, Albania, Montenegro, Grecia e Croazia. Il festival prevede un ricco calendario di eventi tra convegni, proiezioni, presentazioni, parallelamente a performance teatrali e musicali, raccontando le principali esperienze archeologiche della macroregione ionico-adriatica. A promuovere il festival è il Polo biblio-museale di Puglia d’intesa con il Dipartimento di Beni Culturali delle Università di Bari, Foggia e del Salento, con la Soprintendenza archeologica Belle Arti e Paesaggio per le province di Brindisi, Lecce e Taranto.

Tra gli appuntamenti previsti per Archeolive la mostra Storia dal mare di Gallipoli, dal 2 luglio, lo spettacolo “Per primo amore. Lettere di eroine sull’amore”, in agenda il 23 luglio al Museo diffuso di Cavallino, a cura di Koreja e Università del Salento, che farà tappa anche a Tirana e Durazzo e, sempre a luglio, Dauni Story, spettacolo teatrale a Ordona (Foggia). Nel programma anche progetti legati alla divulgazione multimediale di storie obliate e scavi archeologici, come l’App “La nave fantasma di Torre Guaceto” che sarà presentata a settembre a Torre Guaceto. Ed ancora visite guidate nei musei archeologici, alla scoperta di collezioni sorprendenti, come quelle del museo Ribezzo di Brindisi, del museo Castromediano di Lecce, del Museo archeologico di Ordona e del museo Valle del Celone a Castelluccio Valmaggiore (Foggia), con percorsi tematici e laboratoriali per tutte le fasce d’età. 

Alla conferenza di presentazione del festival, aperta dalla direttrice del museo “Ribezzo”, Emilia Mannozzi, sono intervenuti Luigi De Luca, per la Regione Puglia, Paolo Grenzi, la professoressa Paola De Santis dell’Università di Bari, Luciana Stella dell’associazione di promozione culturale Mira, di Foggia, e i professori Danilo Leone, dell’Università di Foggia, e Rita Auriemma, dell’Università del Salento. 

 “Come direttrice del Polo Biblio museale di Brindisi sono davvero contenta che oggi il festival dell’Archeologia sia presentato qui al museo Ribezzo, tra l’altro in concomitanza con le Giornate Europee dell’Archeologia, proprio perché ritengo che l’etimologia “Festival” contenga il concetto di festa popolare, è popolare quella di tutti i cittadini”- afferma l’architetto Emilia Mannozzi. “Per cui, per me che mi occupo di fruizione da tanti anni, associare l’archeologia al concetto di festa e di tutti i cittadini è un grande traguardo. Il progetto interessa Brindisi, la Puglia, ma anche regioni geografiche europee quali il Montenegro, la Grecia, l’Albania, la Croazia, tutte con un comune denominatore che è il mare. E, oserei dire, con un linguaggio comune, quasi una koinè, che è l’archeologia. E l’archeologia si esprime in questa fattispecie con linguaggi artistici quali musica, danza, teatro e arti figurative, tutti per parlarci di archeologia. Chiaramente, in questo senso, l’archeologia assume non solo un valore estetico, storico, scientifico, di ricerca, culturale, ma anche un valore etico”. 

Luigi De Luca-3

“In realtà questa è un’impresa collettiva - afferma Luigi De Luca (foto sopra) - ci sono dei progetti, ci sono delle iniziative, ci sono delle attività di ricerca, degli studi, ci sono delle imprese che intorno a queste ricerche, a questi studi lavorano. Ci sono dei professionisti, ci sono delle università, dei centri di ricerca e in qualche modo, quasi naturalmente, hanno chiesto di essere maggiormente visibili rispetto alla comunità in cui tutto questo si muove, la Puglia appunto. E non soltanto la Puglia perché è una comunità anche più allargata: Adriatico e paesi transfrontalieri”. De Luca evidenzia come la maggior parte delle iniziative che verranno all’interno di ArcheoLive abbiano a che fare con la cooperazione territoriale europea e come la Regione Puglia abbia voluto tenere insieme la cooperazione territoriale europea con i poli biblio-museali.  

La conferenza è proseguita con l’intervento del dottor Paolo Grenzi che ha presentato attraverso delle immagini l’identità visiva del festival. Cominciando da come si è arrivati al nome ArcheoLive, Grenzi ha quindi illustrato tutto l’importante lavoro svolto per realizzare il logo del festival. Una componente fondamentale del festival sono le università. Per l’Università di Bari è intervenuta la professoressa Paola De Santis, in rappresentanza del Rettore, Stefano Bronzini. “Un progetto che mi sembra abbia proprio il sapore della ripartenza e questo è un valore aggiunto” - afferma la docente, che evidenzia l’importanza della cooperazione: “Forse l’unica strada che possiamo intraprendere per concretizzare veramente un tessuto che si radichi nei territori”. 

Luciana Stella-2

La prima idea su cui si è poi costruito il progetto ArcheoLive è dell’associazione di promozione culturale Mira, di Foggia. “Il nostro lavoro - spiega la dottoressa Luciana Stella (foto sopra) - è quello di decodificare le ricerche, gli studi, che tutti gli studiosi, gli archeologi, i vari esperti di storia, i naturalisti, compiono ogni giorno in tutti i siti meravigliosi che la Puglia ha per trasmetterli e per cercare nuovi linguaggi per parlare proprio ai più piccoli. Questo festival si rivolge proprio a tutti. Mira nel territorio della provincia di Foggia cercherà di animare, in modo ovviamente costruttivo e creativo, la storia e l’archeologia, per restituirle, per consegnarle nelle mani dei bambini, delle famiglie, ma anche dei giovani. E lo facciamo forse anche in un modo nuovo che stiamo sperimentando che è quello dell’utilizzo, anche l’intreccio, di diversi linguaggi, tra cui quello teatrale”.  
 

“Le tre università grazie a questa nuova stagione inaugurata dalla Regione Puglia da alcuni anni lavorano su una progettazione, una programmazione europea, e su due progetti in particolare: il progetto UnderwaterMuse e il progetto Fish and C.H.I.P.S che di fatto collegano i due mari - afferma il professore Danilo Leone - Il progetto Fish.and C.H.I.P.S. è un progetto che si occupa dello studio delle comunità costiere, aiuta queste comunità a riscoprire la loro identità e coinvolge Taranto e Corfù. Dall’altra parte il progetto UnderwaterMuse, che invece si localizza lungo l’Adriatico. Quello che stiamo tentando in questi anni è di esibire alle comunità i risultati del nostro lavoro nei siti in cui lavoriamo, con tutti i mezzi di comunicazione possibili, tra cui anche quelli teatrali, musicali”.

All’interno dell’ArcheoLive il dottor De Luca ha voluto inserire due rassegne: una legata a Fish.and C.H.I.P.S che si concluderà fra il mese di luglio e agosto e che si svolge soprattutto a Taranto, presso il Museo Archeologico Nazionale, e si chiama “Storia delle acque di Taranto. Il mare intorno”, e dall’altra parte, legata al progetto UnderwaterMuse, “Strade di sabbia”. 

“In questa festa si riversano dei progetti di cooperazione internazionale importanti che sono Fish.and C.H.I.P.S e UnderwaterMuse, un progetto che mira alla valorizzazione del patrimonio sommerso attraverso la creazione di parchi archeologici subacquei e l’uso narrativo, comunicativo della realtà virtuale, il racconto virtuale del patrimonio sommerso per coloro che non possono o non vogliono scendere sott’acqua”- sottolinea la professoressa Rita Auriemma. “Ma UnderwaterMuse vede insieme tre università: Foggia, Bari e Salento in questa impresa comune cooptati dalla Regione proprio per affrontare al meglio nella maniera più esaustiva anche questa ricerca pensata per la valorizzazione”. “UnderwaterMuse vedrà tutta una serie di attività, di convegni, di conferenze, il meeting tematico, il meeting con gli stakeholder, tutti gli attori coinvolti, le associazioni culturali, le associazioni ambientaliste, le aree marine protette, i musei del mare e non, tutta la rete dei poli biblio-museali e tutta le rete dei musei regionali che adesso sta attivamente connettendosi nel sistema museale regionale. Tutta questa comunità sarà partecipe anche di queste attività che svolgeremo sempre in seno alla festa dell’archeologia”.

Dopo aver ricordato l’altro progetto voluto fortemente dalla Regione, Puglia Seascapes, Rita Auriemma ha evidenziato come da questi progetti sia nato il Centro Euromediterraneo per l’archeologia dei paesaggi costieri e subacquei che vede insieme Regione Puglia e le tre università. “Anche le attività legate al centro verranno presentate, diffuse, comunicate, attraverso la festa dell’archeologia, attraverso ArcheoLive”- conclude la docente. “Trovo che tutta questa connettività, tutta questa capacità di unione, di rete, sia veramente quello che farà vivo, fecondo, ricco e veramente partecipato questo festival”. 

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