Architetti: "Non ricoprite gli scavi"

BRINDISI – L’amministrazione comunale di Brindisi, di concerto con la Soprintendenza per i Beni Archeologici di Taranto, qualche giorno fa ha annunciato la decisione di ricoprire gli scavi del lungomare Regina Margherita, che hanno condotto a rinvenimenti accertati nel corso dei lavori di recupero e rifunzionalizzazione dell’area. Ma a questa decisione l’Ordine degli Architetti di Brindisi dice “no”.

Fulgenzio Clavica

BRINDISI L’amministrazione comunale di Brindisi, di concerto con la Soprintendenza per i Beni Archeologici di Taranto, qualche giorno fa ha annunciato la decisione di ricoprire gli scavi del lungomare Regina Margherita, che hanno condotto a rinvenimenti accertati nel corso dei lavori di recupero e rifunzionalizzazione dell’area. Ma a questa decisione l’Ordine degli Architetti di Brindisi dice “no”.

“ In questa sede – fanno sapere dall’Ordine degli Architetti di Brindisi attraverso una missiva inviata al commissario straordinario della città di Brindisi, Bruno Pezzuto e al Soprintendente per i Beni Archeologici della Puglia - preme richiamare la esigenza di una riflessione, che ci sembra non più rinviabile, sulle modifiche e sulle trasformazioni della scena urbana. Ancora in questi ultimi anni la città ha profondamente cambiato il suo volto, senza che su questo si aprisse un confronto di idee”.

“Le espansioni dei quartieri periferici, l’uso delle coste, le trasformazioni di tessuti storici, con estese demolizioni di stabilimenti vinicoli e ville liberty, la incompleta conservazione del centro-storico, per non parlare delle “scelte” industriali – si legge nella lettera dell’Ordine degli architetti -  non hanno mai tenuto conto delle vocazioni del territorio, del patrimonio di risorse inespresse, del sentire comune. E’, però, paradossale che una città come Brindisi, municipium e porto dell’Impero Romano e storico crocevia fra Occidente ed Oriente, nel Mediterraneo, non possa ancora offrire, fruibile, un patrimonio archeologico degno della sua storia e del suo passato”.

Secondo gli architetti brindisini, non è giusto che tutto ciò che il sottosuolo ha regalato al territorio grazie agli scavi, sia sotterrato nuovamente. Dall’Ordine chiedono che si verifichino in tempi brevi tutte le possibilità per lasciare in vista parte di quanto rinvenuto sul lungomare Regina Margherita, nella possibilità che questa possa tramutarsi in valore aggiunto rispetto alla preesistente qualità dei luoghi, alla necessaria distinzione fra traffico veicolare e movimento pedonale, alla valorizzazione degli esercizi commerciali e ricettivi.

Si sottolinea, inoltre, come una diversa soluzione progettuale non determinerebbe, in alcun caso, ritardi ulteriori o disagi per il commercio, vitale, del cosiddetto water-front. “Addurre oggi, - continua il presidente dell’ordine Fulgenzio Clavica - a sostegno della tesi di ricoprire tutto e per intero, la tesi della necessità di dovere operare con assoluta impellenza, alla luce delle procedure concorsuali e dell’andamento dei lavori, non risulterebbe convincente. Questa città ha vissuto sempre di scelte assunte con caratteri di urgenza, con i risultati che sono davanti agli occhi di tutti”.

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“Anche per questo continuiamo a pensare e a richiedere che soluzioni progettuali che si riferiscano a beni quali l’ex Capannone Montecatini, la cui salvaguardia si deve innanzi tutto a questo Ordine, o il Collegio Tommaseo, o urbanistiche, quale il Lungomare, si debbano prioritariamente, come per legge, affidare a confronti aperti e a concorsi di idee”, conclude Clavica.

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