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Un quadro di Antonella Zito

Un quadro di Antonella Zito

Arte senza confini al Nervegna

BRINDISI - Amata da Joyce, Svevo e Saba, incastonata nel centro d’Europa, l’eclettica Trieste ieri ha incontrato l’altrettanto affascinante e antica “porta d’Oriente”, Brindisi.

BRINDISI - Amata da Joyce, Svevo e Saba, italiana ma dal fascino mitteleuropeo, incastonata nel centro d'Europa, l'eclettica Trieste ieri ha incontrato l'altrettanto affascinante e antica "porta d'Oriente", Brindisi. L'occasione di questo incontro è stata una mostra internazionale d'arte contemporanea, una mostra itinerante che rispecchia quella che è la peculiarità delle due città, l'essere cioè entrambe crocevia di culture e popoli diversi. La mostra nata a Trieste ospita infatti artisti giunti da ogni parte del mondo.

Organizzata dall'associazione Art Gallery 2- Arti visive e cultura di Trieste in collaborazione con il Lions Clubs International, la collettiva internazionale ha avuto il patrocinio della Regione autonoma del Friuli Venezia Giulia, del Commissariato del governo di Trieste, della Provincia di Trieste, del Comune di Duino Aurisina e del Comune di Brindisi.

Intitolata "La pace con l'arte in un mondo senza confini", la mostra è stata inaugurata a Palazzo Nervegna e presentata dal critico d'arte Carmen De Stasio. La presidente dell'associazione Art Gallery 2, Adriana Scarizza, pittrice ufficiale della Marina italiana, ci spiega quando nasce la sua associazione "È nata nel 1995 ed è un'emanazione della Galleria d'arte aperta nel 1972 a Trieste. È sorta perché abbiamo pensato di fare una mostra itinerante nel mondo. Ogni mostra ospita dagli ottanta ai centodieci artisti, ogni volta diversi e sempre soggetti alla Giuria. Ogni anno facciamo due,tre tappe. La collaborazione con Brindisi è nata grazie all'amicizia con l'artista brindisina Antonella Cucinelli che mi ha suggerito Palazzo Nervegna e grazie al sindaco di Brindisi, Mimmo Consales, che ci ha concesso le sale. È la prima volta che la mostra si tiene al Sud".

Le opere esposte da ieri appartengono ad artisti selezionati da un'apposita giuria. Un vero e proprio trionfo di cromie e di contaminazioni materiche ad esprimere i personali linguaggi figurativi e i diversi paesi di provenienza. "È una mostra che tocca Brindisi ma tocca anche il resto d'Europa con varie rispondenze alle intonazioni cromatiche e formali del Novecento, dal post-futurismo in poi" spiega Carmen De Stasio.

"Si riconoscono dei tratti che alludono al carattere mutevole dell'arte, sono delle visualizzazioni particolari che partono da un ambiente che l'artista costruisce in base ad una costruzione personale. L'arte non ha una connotazione universale. Ci sono tanti linguaggi uniti dall'arte. L'arte è silenzio. L'artista opera nel silenzio, però ci sono le percezioni che si concatenano con i contesti, con i fatti, con le persone che sono protagoniste o comparse nella vita dell'artista e che l'artista trasla nel suo stile".

Tra le tante bellissime opere basate sulla sperimentazione di tecniche e materiali differenti, quelle degli artisti pugliesi Antonella Cucinelli, con la sua opera "Girotondo", "un quadro tattile. Anche chi non ha la vista può rendersi conto del gioco di sfere. È come se fossero tanti artisti che si incontrano in questo luogo del mondo" spiega la De Stasio, Antonella Zito con le sue luminose video installazioni chiamate "Psico-entità" che si ispirano ai quattro elementi terra, aria, acqua e fuoco e Mauro Sances con la sua bella opera intitolata "City". "Artisti pugliesi che solcano i confini ultranazionali" afferma il critico.

Particolare anche l'opera di Paolo Hrovatin, espressione del carso triestino, formata da pezzi di pietre carsiche, tra le quali un raro pezzo nero "Ciò che è straordinario è che non ci sono sovrapposizioni, c'è obliquità, verticalismo. Cerchio, quadrato e triangolo che danno una connotazione all'arte stessa" afferma il critico. Tra le opere esposte anche quella di Adriana Scarizza. "Barcolana-frammenti" è il titolo del suo lavoro. Sulle sue opere la De Stasio afferma "Le sue opere hanno una matericità forte, che esplode all'esterno. Abbiamo una profondità che cerca di implodere lo spazio antistante".

"C'è un ordine che unisce tutte queste opere" conclude il critico "c'è un desiderio di disporsi ad una sperimentazione costante. Attraverso la loro varietà linguistica parlerei di ammirevole senso della realtà che si concretizza nell'andare, in punta di piedi, verso nuovi linguaggi e sperimentazioni".

La mostra, giunta alla sua diciassettesima edizione (ma in realtà alla sua quarantunesima a partire dal 1995 per via delle due, tre tappe che ogni edizione comporta), ha ospitato inoltre per l'Italia Anna Rita Alatan, Sergio Altieri, Giò Amadei, Rita Armenia, Donatella Bartoli,Franca Batich, Adriana Belle, Sara Boschetti, Silvano Clavora, Diego Collarini, Fabio Colussi, Piero Conestabo, Sara Conestabo, Maria Creglia ( la sua opera "Mimose" è il simbolo della mostra), Rossana Cubertini, Sonia D'Alessandro, Patrizia Angelini (la sua opera "New Baroque 2" è rappresentata in copertina sul catalogo edito per la mostra brindisina), Mario Facchin, Renata Favrini Fanin, Franco Folla, Aldo Fragiacomo, Freeman, Giuseppe Gorni, Mirella Granduc, Rosa Hrovat, Paolo Hrovatin, Francesco Imbimbo, Adriana Itri, Pietro Lancini, Lili Lupieri, Pietro Marcucci, Annalisa Morpurgo, Dusedda Oriolo, Franca Paoli, Nives Pertot, Eddy Pugliese, Claudia Raza, Andreina Risi, Graziano Romio, Duilio Svara, Elena Tomicich, Sonia Trobec, Nives Vocchi, Pisana Wild, Maria Zappietro.

Per Singapore Chew Phuang Seow, per gli Usa Shirin Hosseinvand, per la Croazia Fulvio Juricic, Nenad Petronio, Branko Pizzul, per la Francia Pedram Kambiz, per la Slovenia Eda Patru, Crt Valencak, per il Brasile Dayse Rodrigues, per Panama Amelia Saldana, per l'Argentina Miriam Sarricchio, per l'Austria Pierre Schrammel e, infine, per l'Ungheria Nanay Szilamer. La collettiva internazionale rimarrà aperta sino al 16 luglio e sarà visitabile presso Palazzo Nervegna tutti i giorni, tranne il lunedì, dalle ore 9 alle ore 20.30.

 

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