L'unguento delle streghe, presentato il nuovo noir di Giuseppe Marchionna

E'il primo di una trilogia che l’autore ha già terminato di scrivere e che ha per protagonista sempre il giornalista d’inchiesta Pigì Sovieri. Il secondo libro della trilogia s’intitola “Gli abiti del male” ed è ambientato tra Brindisi e l’Algeria

BRINDISI - Ieri sera, venerdì 28 agosto, nell’ambito della rassegna culturale “Il mio libro va in biblioteca. Dialogo dell’autore con l’altro da sé”, organizzata dal polo biblio-museale di Brindisi, è stato presentato l’ultimo libro di Giuseppe Marchionna, già sindaco della città di Brindisi, il romanzo dal titolo “L’unguento delle streghe” (Vertigo edizioni). La rassegna, ideata dalla direttrice del polo biblio-museale, Emilia Mannozzi, prevede la presentazione di libri di autori principalmente locali che conversano sui contenuti delle proprie opere con un ospite, “l’altro da sé”. Ogni autore, al termine di ogni incontro, dona una copia del proprio libro al museo “Ribezzo” e al presidio di lettura istituito nell’ex convento Santa Chiara di Brindisi.

La copertina del libro-14-4

Per l’appuntamento di ieri sera a dialogare con Giuseppe Marchionna è stata la segretaria Filcams Cgil Brindisi, Claudia Nigro. La serata culturale, che si è svolta nel chiostro dell’ex convento Santa Chiara, è stata intervallata dall’interpretazione di alcuni brani del libro di Marchionna curata da Anastasia Coppola, attrice e doppiatrice dell’associazione Alma Tanz Asd di San Pancrazio Salentino e da Gianmarco Rubino del teatro Kopo’ di Brindisi. Ad introdurre e moderare la serata, il giornalista Renato Rubino. Ne “L’unguento delle streghe” la storia è ambientata nell’alto Salento e narra una ordinaria vicenda di cronaca nera che coinvolge un maturo giornalista di provincia, Pigì Sovieri, alle prese con la misteriosa morte della sua ex moglie. Il romanzo, come evidenzia il giornalista Renato Rubino presentando il libro, è un romanzo poderoso, intriso di colpi di scena continui.

La trama

Un noir. “Attorno alla vicenda di cronaca nera si sviluppano alcuni scenari che riguardano proprio il nostro territorio, la nostra città, l’intera provincia: Brindisi, Ostuni, Ceglie Messapica, con squarci sul nostro porto”, afferma il giornalista. “Ma anche aspetti particolarmente negativi come l’implementazione di impianti energetici particolari che hanno devastato il nostro territorio negli anni ’70-’80, ma anche di recente con gli impianti fotovoltaici. In questo scenario s’inquadra “L’unguento delle streghe”. Marchionna spiega quindi come nasce il suo romanzo: “La cosa fondamentale era voler scrivere un romanzo con un protagonista di una città di provincia”. “Ho scelto la mia città non solo perché è la mia città, ma anche perché questa ha insito nel suo Dna questo destino mediterraneo. Dall’epoca dei Romani in poi noi siamo la Porta d’Oriente e quindi tutto quello che accade nel Mediterraneo in qualche maniera ci coinvolge”.

Renato Rubino-2

Come ha ricordato l’autore, “L’unguento delle streghe” nella sua prima stesura è stato scritto subito dopo il “Diario dall’inferno di Brindisi”, pubblicazione edita dal Comune quasi dieci anni fa, in occasione del ventennale dello sbarco degli albanesi. Nella sua pubblicazione Marchionna raccontò quell’esperienza dal suo punto di vista, ossia riportando in dialoghi, come se fossero romanzati, le vicende di quei giorni. Per la sindacalista Claudia Nigro il libro di Marchionna è stato un viaggio sensoriale perché ha descritto perfettamente e molto dettagliatamente la città di Brindisi in termini visivi, in termini di odori. “Ma è riuscito anche a solleticare la fantasia del gusto nel momento in cui ha descritto dei piatti”, evidenzia la segretaria Filcams Cgil Brindisi.

Il protagonista del noir

Nel corso della presentazione Marchionna descrive la figura del protagonista del romanzo, Pigì Sovieri, un giornalista in gravissima crisi esistenziale con se stesso e con tutta la sua vita. Partendo da un’indagine giornalistica sugli impianti fotovoltaici e le modalità con cui vengono divelti filari di vite e di ulivi per far loro spazio, al giornalista d’inchiesta arriva addosso, come un meteorite, la morte dell’ex moglie, che lo getta in una fase di profonda disperazione. “Lui non fa le indagini, ragiona”, sottolinea Marchionna. “Infatti uno degli elementi fondamentali del romanzo gira attorno a questo concetto del “pensiero ruminante”. “Questo protagonista nella realtà mette insieme tanti piccoli tasselli, accumula una serie di informazioni e piano piano le mette in ordine cercando di trovare le combinazioni giuste come se fosse un gigantesco puzzle”.

Altri personaggi

Il secondo personaggio protagonista del romanzo è un personaggio dai mille volti, la ex moglie del giornalista Pigì Sovieri, Jolanda, funzionaria dell’Onu a Brindisi che ad un certo punto s’incuriosirà del mondo arabo. Di Jolanda, Marchionna dice: “A questo personaggio viene assegnato un compito fondamentale nella narrazione. È Jolanda il punto di scontro tra la cultura araba e la cultura occidentale. Le stesse sue contraddittorietà di atteggiamenti, di iniziative, sono effetto di questo scontro di grandi culture”.

Il significato del titolo del romanzo

L’autore de “L’unguento delle streghe” spiega, infine, il significato del titolo del suo romanzo: “L’unguento delle streghe non è un titolo, ma è un vecchio aneddoto, una leggenda, perché non si hanno riscontri concreti, secondo cui nel Medioevo, all’epoca dei sabba, delle streghe, dall’Atropa Belladonna veniva ricavato un unguento che nelle notti del sabba le streghe spalmavano sul loro corpo e che consentiva loro di volare. Nella realtà era l’effetto allucinogeno della sostanza. Poi, leggendo il libro, capirete perché l’unguento delle streghe diventa materialmente lo strumento di morte”. Il romanzo di Giuseppe Marchionna è il primo di una trilogia che l’autore ha già terminato di scrivere e che ha per protagonista sempre il giornalista d’inchiesta Pigì Sovieri. Il secondo libro della trilogia s’intitola “Gli abiti del male” ed è ambientato tra Brindisi e l’Algeria con sullo sfondo le grandi questioni internazionali degli approvvigionamenti energetici e tutto il mondo che vi gira intorno in termini di peccati. Il terzo libro s’intitola “La fiaba nera della Kucedra”, ambientato tra Brindisi e l’Albania. “Ma non l’Albania di oggi”, conclude Marchionna, “ma l’Albania di venti anni fa, che passa attraverso l’esodo, poi ritorna durante la guerra  dell’ex Jugoslavia e soprattutto della crisi del Kosovo”.

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