I Templari fra Brindisi e la Terrasanta: tracce indelebili del loro passaggio

Intervenuto il professor Gaetano Curzi al convegno organizzato dalla Società di storia patria presso la Hystory digital library

Il professor Gaetano Curzi

BRINDISI - Con la conferenza “Storie della nostra storia XXVI movimento. Passato e futuro sul ponte del presente. I Templari tra Terrasanta e Salento” svoltasi lo scorso giovedì 3 settembre nella History Digital Library, presso la Casa del Turista, si è aperta l’edizione 2020 del Medieval Fest di Brindisi. La conferenza, sostenuta ed organizzata dalla History Digital Library, dalla sezione di Brindisi della Società di Storia Patria per la Puglia, dal Medieval Fest Federico II, con l’adesione di In-Chiostri e dell’associazione Vola Alto, Brindisi, ha visto la partecipazione del professor Gaetano Curzi, Ordinario di Storia dell’arte medievale presso l’Università “Gabriele D’Annunzio” di Pescara-Chieti che ha relazionato su “I Templari dalla Terrasanta a Brindisi”. A dialogare con il professore Curzi sono stati gli storici della sezione di Brindisi della Società di Storia Patria per la Puglia, Teodoro De Giorgio e Giuseppe Marella.

Il pubblico della conferenza-9

La conferenza è stata introdotta e coordinata dal segretario della sezione di Brindisi della Società di Storia Patria per la Puglia, professor Antonio Mario Caputo, che in apertura di serata ha ricordato gli ultimi appuntamenti organizzati dalla stessa sezione prima del lockdown e quelli saltati per l’emergenza sanitaria. Il professore ha evidenziato quindi come la storia di Brindisi si sia spesso intersecata con quella dei Cavalieri Templari. “In periodo medievale la presenza dei Crociati a Brindisi era costante perché da qui muovevano molte spedizioni di crocesignati”, afferma Caputo. “A Brindisi confluivano le vie di terra percorse dai pellegrini in viaggio, che avrebbero poi avuto prosecuzione nel mare. La Via Appia costituiva tappa imprescindibile per la Terrasanta. Sono ancora fortissime le tracce che i Templari hanno lasciato tra i più caratteristici monumenti di Brindisi”. 

Da sinistra, Giacomo Carito e Antonio Caputo-4

Tra questi il professore cita la chiesa di San Benedetto, il Tempio di San Giovanni al Sepolcro e la Chiesa di Santa Maria del Casale. “La chiesa di Santa Maria del Casale, risalente al XIV secolo, oltre che artisticamente pregevole per i suoi affreschi, è nota per il famoso processo dove, nell’opinione dei più, furono processati i Templari, anche se storicamente esiste una discordanza di date. Tuttavia”, aggiunge il professore, “il 15 maggio del 1310 a Brindisi un processo contro i Templari ci fu e si svolse in una sala del castello svevo, ovvero del castello federiciano di terra”. 

Caputo conclude evidenziando che il processo, che annotò due sole presenze fisiche, si concluse qui a Brindisi con la soppressione dell’Ordine e la condanna in contumacia di molti maestri e dignitari. “Sotto il titolo di San Giorgio era la domus templare di Brindisi, attiva forse già dal 1169. Questa era prossima al bastione denominato san Giorgio, probabilmente ubicata sul sito dove oggi insiste l’attuale stazione ferroviaria”. “Nel porto di Brindisi vi erano cantieri navali dove svernavano e venivano riparate intere flotte e imbarcazioni dell’Ordine templare”. Dell’edificio in cui si è svolta la conferenza, ovvero la Casa del Turista, il professor Caputo dice, infine, che potrebbe essere stato eretto dai Cavalieri del Tempio come arsenale o come darsena porticata. 

Ida De Giorgio-2

Dopo l’importante intervento del professor Caputo, Ida de Giorgio, collaboratrice dell’History Digital Library, ha illustrato tutte le funzioni della biblioteca di comunità, dal Book Experience, al piano terra della biblioteca, un laboratorio che parte dalle pitture rupestri fino ai primi computer, percorrendo tutta la storia della scrittura e del libro, al primo piano, dove vi è una delle parti digital dell’History Digital Library, con schermi touch screen, visori digitali di realtà virtuale e schermi dove è possibile vedere tutto quanto viene prodotto all’interno della biblioteca di comunità. 

“L’obiettivo non è solo quello di lavorare come biblioteca, quindi come luogo in cui si possono consultare libri o in digitale o cartacei”, spiega Ida De Giorgio, “ma anche di offrire uno spazio per poter lavorare, perché quello che non si vede sono tutti i programmi che noi abbiamo a disposizione sui nostri terminali, le postazioni della digitalizzazione, le stampanti 3D, i macchinari per l’impaginazione e quelli che sono i nostri tecnici, programmatori, che possono dare una mano nella realizzazione di tutti i progetti che si vogliono portare a termine. Abbiamo già fatto oltre a Book Experience vari giochi sia materiali che digitali, abbiamo organizzato un Medieval Fest, abbiamo organizzato un percorso di alternanza scuola lavoro. Tutto questo ante-Covid. Abbiamo continuato a lavorare in questo periodo, vedremo di continuare in questo progetto”. 

Gaetano Curzi-3

La parola è passata quindi al professor Gaetano Curzi, che nella sua importante relazione dal tema “I Templari dalla Terrasanta a Brindisi” ha toccato vari aspetti dell’affascinante storia dei cavalieri templari: dal perché si chiamano Templari alle loro diverse tipologie di insediamenti: “A seconda della situazione avevano una tipologia di insediamento che era quella del grande castello, dominio signorile, tipologia che importano dall’Europa e che poi riesportano, in qualche modo, in Europa”, afferma Curzi. Il professore mostra quindi alcuni esempi di castelli templari, come il castello di Safita in Siria o il castello di Athlit in Israele, evidenziando la raffinatezza dell’architettura militare templare. Lo storico ha concluso la sua relazione parlando della presenza templare a Brindisi e del rapporto tra i Templari e le reliquie della Croce, analizzando in particolare il meraviglioso reliquiario di Cleveland. 

Da sinistra, Teodoro De Giorgio, Giuseppe Marella e Gaetano Curzi-2

Dopo l’interessante dibattito successivo all’intervento del professor Gaetano Curzi, con le domande degli storici Teodoro De Giorgio e Giuseppe Marella, la conferenza è terminata con le conclusioni del presidente della sezione brindisina della Società di Storia Patria per la Puglia, professor Giacomo Carito. “In genere dei Templari si è sempre vista la fine, il processo, tutto quello che ne è seguito, fino a sfociare in una sorta di mitologia dei Templari. Stasera sono stati ricondotti a quella che era la loro realtà storica”, afferma Carito. “Era uno degli ordini monastico-cavallereschi impegnati in Terrasanta e non dobbiamo dimenticare che i presidi cristiani in Terrasanta erano delle isole che occorreva rifornire di tutto. I rifornimenti annonari partivano prevalentemente dai porti pugliesi”. 

Al termine del suo intervento il professore ha annunciato l’importante convegno che si terrà nel mese di novembre sulla Valigia delle Indie in occasione del centocinquantesimo anniversario del primo approdo della Valigia delle Indie in Brindisi e i primi 100 anni di attività della sezione brindisina della Società di Storia Patria per la Puglia che ricorreranno nel 2021. 

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