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Martedì, 18 Gennaio 2022
Cultura Ostuni

"Daccapo" con Dario Franceschini

OSTUNI - Il capogruppo del Partito Democratico alla Camera dei Deputati, Dario Franceschini, presenterà questa sera alle 21 a Ostuni il suo libro "Daccapo" (Bompiani),nel Chiostro di Palazzo San Francesco nell'ambito della rassegna "Un'emozione chiamata libro". L’on. Franceschini sarà presentato dal sindaco di Ostuni, Domenico Tanzarella, e sarà intervistato dalla giornalista Anna Maria Mori.

OSTUNI - Il capogruppo del Partito Democratico alla Camera dei Deputati, Dario Franceschini, presenterà questa sera. domenica 31 luglio, alle 21 a Ostuni il suo libro "Daccapo" (Bompiani), nel Chiostro di Palazzo San Francesco nell'ambito della rassegna "Un'emozione chiamata libro". L'on. Franceschini sarà presentato dal sindaco di Ostuni, Domenico Tanzarella, e sarà intervistato dalla giornalista Anna Maria Mori.

Franceschini ambienta tra Mantova e Ferrara la sua storia. Siamo alla fine degli anni '40: il notaio Ippolito Dalla Libera, stimatissimo ed autorevole professionista di provincia, vedovo, da tempo ha lasciato lo studio nelle mani dell'unico figlio Jacopo, che, ubbidiente e devoto, lo assiste e lo segue fedelmente eseguendone ogni desiderio. In casa vivono oltre all'ormai malato Ippolito, la coppia di figlio e nuora, la gelida Albina, e la fantesca Corinna.

La grande casa trasuda conformismo, ricchezza, riti abitudinari, freddezza nei rapporti di relazione. Al momento dell'aggravarsi della malattia, il notaio convoca il figlio a cui affida un incarico sconcertante e sconvolgente: dovrà, l'indomani stesso raggiungere la città di Ferrara, presentandosi all'indirizzo di una donna, una prostituta, dalla quale lui ha avuto, molto tempo addietro un figlio. In realtà i figli sono cinquantadue, generati con altrettante prostitute del quartiere.

Jacopo dovrà presentarsi con un quaderno nero in mano, prova tangibile della veridicità delle affermazioni di suo padre. Per Jacopo, comincia, da questo momento, l'inizio di un'altra vita. Percorre a ritroso le strade battute dal padre, le donne che ha incontrato, scoprendo segreti celati da un quartiere ferrarese di ladri, prostitute e insoliti personaggi: la vecchia inconsapevole Gabriella, il depositario di un'incredibile anagrafe privata, Vincente, un meccanico di biciclette, Sante, che ha incontrato Coppi e Bartali, appagato per la vita da quell'episodio.

Ma Jacopo prova il vero cambio di rotta nella sua vita con l'incontro con la giovane prostituta Mila, bella e solare, che lo inizia ad una diversa esistenza, dove si gioisce, si balla, si ride, si fa l'amore, si perdona. La lenta metamorfosi di Jacopo, il suo provare a ricucire i rapporti con i suoi cari, soprattutto Albina, divenuta negli oscuri anni del loro matrimonio una sconosciuta, parlano di un percorso di crescita che si forma incontrando ed accettando la diversità, l'anormalità, il disordine.

Libro fortemente metaforico, pieno di rimandi, di simboli, di citazioni, scritto in un linguaggio d'epoca, come l'orologio da panciotto di Jacopo, la vestaglia bianca di Ippolito, la presenza di oggetti datati come il burò, il filobus, gli scuretti, la lambretta, la fantesca. Singolare da parte dello scrittore aver scelto il cinema per svelare i misteri delle vite intrecciate dei diversi protagonisti.

Lo svelamento della verità nascosta ed impresentabile, infatti, viene affidata ad una cinepresa e alle bobine di celluloide che ci hanno accompagnato nei primi anni cinquanta, come metafora di una modernità che affida alle immagini in movimento il compito di raccontare una società in forte crisi identitaria e tesa ad un definitivo mutamento.

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