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La Grande Magia 2 - Luca De Filippo - foto di Tommaso Lepera

La Grande Magia 2 - Luca De Filippo - foto di Tommaso Lepera

Eduardo e la magia dell'autoillusione

BRINDISI - Sul palcoscenico del Nuovo Teatro Verdi per questa ricca stagione approda attesissimo il mito Eduardo De Filippo con il suo inconfondibile tratto disincantato e ironico nella commedia "La Grande magia", in scena mercoledì 6 e giovedì 7 febbraio alle ore 20.30. Saranno Luca De Filippo e la sua compagnia a presentare questa pièce teatrale che risale al 1948, una delle meno rappresentate.

BRINDISI - Sul palcoscenico del Nuovo Teatro Verdi per questa ricca stagione approda attesissimo il mito Eduardo De Filippo con il suo inconfondibile tratto disincantato e ironico nella commedia "La Grande magia", in scena mercoledì 6 e giovedì 7 febbraio alle ore 20.30. Saranno Luca De Filippo e la sua compagnia a presentare questa pièce teatrale che risale al 1948, una delle meno rappresentate.

Scritta in italiano e ambientata in un contesto alto-borghese lontano dalla consueta Napoli popolare è andata in scena soltanto due volte: la prima nel 1948 con lo stesso Eduardo e la seconda al Piccolo Teatro il 6 maggio 1985, sei mesi dopo la sua morte, da Giorgio Strehler che la portò con successo alla ribalta internazionale.

Con questa "favola in tre atti" Luca De Filippo, che al Verdi torna dopo Filumena Marturano interpretato con Lina Sastri nel 2010, aggiunge un nuovo tassello al percorso che lo sta portando, nelle ultime stagioni, a incontrare le commedie scritte dal padre nel periodo 1945-48.

La vicenda è incentrata sul tema dell'autoinganno, sul rapporto tra vita reale e illusione: il professor Otto Marvuglia - "professore di scienze occulte, celebre illusionista" che è poi l'esatta figura del ciarlatano imbonitore - fa sparire durante uno spettacolo di magia Marta, la moglie di Calogero Di Spelta, un uomo ossessivamente geloso, per consentirle di fuggire con l'amante, e millanta poi al marito che potrà ritrovarla solo se aprirà, con totale fiducia nella fedeltà di lei, la scatola in cui sostiene sia rinchiusa.

Alla fine la donna ritornerà, pentita, ma il marito si rifiuterà di riconoscerla, preferendo continuare a credere che la moglie sia davvero rinchiusa nella scatola piuttosto che accettare la verità del tradimento. Con "La grande magia" Eduardo ricostruisce un mondo vittima della manipolazione dell'illusione, un mondo finto come una quinta teatrale o un applauso a comando.

Otto Marvuglia indica a Calogero Di Spelta il confine tra realtà e illusione. Apri la cassetta e ti troverai nel mondo vero. Tieni chiusa la cassetta e continuerai a vivere nella verità del mondo, quella che fa più comodo alla tua immaginazione. "La grande magia - sottolinea Luca De Filippo - nasce in un contesto storico affine a quello di Napoli milionaria, Filumena Marturano e Le voci di dentro.

Se negli altri tre testi Eduardo aveva riflettuto sulla società, con i limiti, le ipocrisie, i condizionamenti che imponeva all'individuo, nella Magia lascia spazio all'introspezione e all'amara disillusione sulla possibilità di assistere, in Italia, ad un reale cambiamento. La speranza di un'inversione di tendenza è venuta meno: all'individuo non resta che cullarsi nell'illusione che tutto vada bene.

Una scelta valida, utile a sopravvivere, ma perdente, nel privato, come nel pubblico. È un Eduardo cinico quello che scrive "La grande magia". Ci consegna l'immagine di un'Italia immobile, prigioniera di circostanze immutabili, un Paese che si lascia scivolare in un insensato autoinganno: come Calogero Di Spelta, preferisce credere che Marta, la moglie, non sia fuggita con l'amante, bensì che lo attenda chiusa nella piccola scatola di legno che l'illusionista Otto Marvuglia gli ha consegnato.

Luca De Filippo interpreta un Marvuglia lucido e mai "macchietta", Massimo Di Matteo è Calogero Di Spelta, il marito tradito che alterna riso e pianto, follia e paura, Carolina Rosi è Zaira, l'esuberante moglie-assistente di Marvuglia, Gennaro Cannavacciuolo è il socio truffaldino e l'esilarante madre di Calogero, Giulia Pica è la giovane Amelia Recchia, Nicola Di Pinto è Arturo Recchia e il servitore Gennarino, Giovanni Allocca caratterizza Oreste Intrugli e il brigadiere di polizia.

La commedia è stata trasposta anche in versione televisiva nel 1964 con regia dello stesso autore. Si comincia alle ore 20.30. Per tutte le informazioni www.fondazionenuovoteatroverdi.it e tel. (0831) 229230 - 562554.

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