Filosofando con il "rinnegato" Spinoza

"Filosofare è spinozare" dichiarò Hegel coniando un nuovo termine e intendendo con esso che, o la filosofia faceva propria il punto di vista di Baruch Spinoza, o non era filosofia. Filosofia,"amore del sapere", per i Greci. Un amore che all'esponente di spicco di quel movimento di pensiero nato nel "secolo di ferro", il Seicento, e che prese il nome di Razionalismo, costò il 27 luglio del 1656, un "Herem", un anatema, che nel Tanakh ebraico si avvicina al significato della parola tabù (ciò che non bisogna toccare, ciò che è maledetto da Dio).

Spinoza

BRINDISI - "Filosofare è spinozare" dichiarò Hegel coniando un nuovo termine e intendendo con esso che, o la filosofia faceva propria il punto di vista di Baruch Spinoza, o non era filosofia. Filosofia,"amore del sapere", per i Greci. Un amore che all'esponente di spicco di quel movimento di pensiero nato nel "secolo di ferro", il Seicento, e che prese il nome di Razionalismo, costò il 27 luglio del 1656, un "Herem", un anatema, che nel Tanakh ebraico si avvicina al significato della parola tabù (ciò che non bisogna toccare, ciò che è maledetto da Dio).

Una solenne esclusione dalla comunità ebraica  di Amsterdam quindi con l'accusa di empietà e blasfemia per aver affermato, secondo gli ultimi studi recenti, che Dio non è solo spirito o cosa pensante, ma possiede anche un corpo e che l'anima dell'uomo è mortale.  L'ateo ex professo, l'ateo cioè di proposito, Spinoza, è stato il protagonista di un interessante seminario dal titolo "Spinoza personaggio letterario" svoltosi ieri 3 gennaio presso la Libreria Liberamente di Brindisi. Il suo pensiero e il suo metodo, sono stati analizzati dalla consulente filosofica Paola Teresa Grassi e dall'editore del bollettino on-line "Foglio Spinoziano" Giovanni Croce.

Nato ad Amsterdam nel 1632 ed educato secondo la religione ebraica, Spinoza lasciò gli studi per aiutare il padre nell'azienda di famiglia, ma la sua sete di conoscenza lo spinse comunque a riprenderli in seguito e a frequentare le Yeshivot (scuole per adulti). Ma l'insofferenza crescente per l'ortodossia ebraica che iniziò a "sentire stretta", lo portò ad iscriversi alla scuola di latino di Franciscus Van den Enden, dove conobbe molti liberi pensatori che ebbero su di lui grande influenza.

Dopo la scomunica, il ventiquattrenne Spinoza lasciò Amsterdam, andando a vivere a Rijnsburg, dedicandosi agli studi filosofici e al lavoro di molatore di lenti per microscopi e telescopi. Studiò Cartesio, di cui divenne il continuatore ideale, e iniziò a scrivere, nel 1661, la sua opera più nota "L'Etica dimostrata secondo il metodo geometrico", con la quale cercò di dimostrare la verità del suo pensiero usando un metodo geometrico. Nell'Etica, opera strutturata in cinque parti e pubblicata dopo la sua morte dai suoi "discepoli", Spinoza parla di Dio, della mente,degli affetti e della schiavitù.

Dell'Etica facevano parte due importanti trattati: il "Trattato teologico-politico" e il "Trattato sull'emendazione dell'intelletto". Nel primo, Spinoza sostenne la libertà di pensiero e d'espressione, difendendole dalle intromissioni religiose e statali, e il principio della laicità dello Stato. Identificò Dio con la Natura (Deus sive Natura), negò il creazionismo  (dottrina teologica secondo cui l'anima è creata da Dio) e cercò di dimostrare attraverso il metodo geometrico l'esistenza di Dio (definito "sostanza unica, infinita").

Il Dio di Spinoza non è il Dio biblico, ma un Dio immanente e per conoscerlo l'uomo ha due strumenti: l'intelletto e l'immaginazione. Infine il filosofo parla del libero arbitrio dell'uomo, di cui egli nega l'esistenza perchè la libertà dell'uomo è per lui solo apparente, in quanto tutto avviene perchè così è stato deciso da Dio. Il "Trattato teologico-politico" suscitò reazioni di sdegno perchè Spinoza analizzò la sacra Bibbia come se fosse stato un qualsiasi libro storico e non la parola di Dio.

Nel secondo tratttato, il "Trattato sull'emendazione dell'intelletto", Spinoza parla della sua esperienza personale, e del percorso che gli uomini fanno alla ricerca di un bene stabile e duraturo.  Attraverso il percorso letterario creato da due romanzi e un racconto, "Il problema Spinoza" di Irvin Yalom, scrittore e psichiatra statunitense (edito da Neri Pozza, 2012, 441 pagine), "Una fame senza fine" di Leon de Winter (edito da Marcos y Marcos, 1997, 260 pagine) e "Lo Spinoza di Market Street" di Isaac Bashevis Singer, scrittore polacco e Premio Nobel per la Letteratura nel 1978, (edito da Farrar Straus Giroux,2011, 224 pagine), il seminario filosofico di ieri quindi ha voluto ripercorrere la vita, il pensiero e le opere del filosofo olandese, dando particolare risalto a come egli sia stato "filo conduttore" di molte opere letterarie.

Nel romanzo "Il problema Spinoza" ambientato in Estonia nel 1910, il protagonista, "l'ariano" Alfred Rosenberg, studente che dopo aver pronunciato frasi di odio verso gli ebrei viene condannato dal preside Epstein ad imparare a memoria l'autobiografia di Goethe (che affermò di ammirare il filosofo) scopre il valore di quell'ebreo che i nazisti consideravano appartenente a una "razza da eliminare" dopo essersi chiesto come avesse potuto l'autore del Faust ispirarsi a lui.

Ne "Una fame senza fine", ambientato nella Praga degli anni Ottanta, la vita del protagonista, Freddy Mancini, ricco americano in viaggio di piacere a Praga, tormentato costantemente dalla fame, si intreccia con quella del secondo protagonista del romanzo, l'ambasciatore olandese Felix Hoffman, nch'egli vittima dei morsi della fame dopo la tragica perdita delle figlie gemelle. Hoffman legge Spinoza per riportare ordine nella propria vita.

Infine, con il racconto "Lo Spinoza di Market Street" il protagonista è un dottore che vive nella pienezza del Dio spinoziano e che di questi si sente figlio ed espressione. Il tema del racconto parla del dissidio tra corpo e mente. Il corpo ha nei tre testi, come affermato dall'editore Croce, una "valenza fondamentale in quanto Spinoza fu uno dei pochi ad introdurre il concetto di corpo e lo fece nell'Etica."

Dopo l'analisi dei tre testi, il seminario si è concluso con l'annuncio di due corsi sul tema "La scrittura del diario" e "Il diario e le vite degli altri", curati dalla consulente Paola Teresa Grassi e che si terranno, a partire dal 21 Gennaio, presso la Libreria Liberamente. Il primo corso ha come obiettivo quello di dare"una struttura continuativa a quel primo impulso che orienta verso la scrittura di un giornale di vita. E lo fa introducendo ad una metodologia dinamica capace di trasformare la pratica diaristica in un'esperienza quotidiana della cura di sé" .

Il secondo corso vuole "aprirsi alla esplorazione delle vite altrui attraverso la metodica diaristica di Ira Progoff. Tutte le figure di saggezza che abitano il nostro mondo di dentro saranno interpellate allo scopo di individuarne una con cui interloquire: potranno essere santi, saggi, filosofi, poeti ecc..individui sempre capaci di definirsi maestri di vita della nostra esistenza. Il corso, ideale continuazione del precedente percorso 'La scrittura del diario' può essere frequentato anche da chi non ne ha fatto esperienza, previo appuntamento con la facilitatrice ". Gli interessati a questi esercizi di pratica filosofica possono visitare il sito www.pensafilosofico.it.

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