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Il Barocco brindisino merita un convegno

BRINDISI - Un tuffo nel passato più remoto, dove "tutto il mondo é un palcoscenico" (All the world's a stage, come scrisse Shakespeare in uno dei suoi celebri brani). Questo, infatti, é il tema del convegno organizzato e promosso dalla sezione di Brindisi di Storia Patria per la Puglia.

BRINDISI - Un tuffo nel passato più remoto, dove "tutto il mondo é un palcoscenico" (All the world's a stage, come scrisse Shakespeare in uno dei suoi celebri brani). Questo, infatti, é il tema del convegno organizzato e promosso dalla sezione di Brindisi di Storia Patria per la Puglia con il patrocinio del Comune che si svolgerà nella sua prima sessione il prossimo 14 marzo, alle ore 17 presso Palazzo Granafei Nervegna.

L'età del barocco é al centro di tutto: si tende ad esaltare lo strano e l'eccezionale. Emanuele Tesauro nel suo celebre e celebrato Cannocchiale aristotelico rileva: "Ed eccoci alla fin pervenuti grado per grado al più alto colmo delle figure ingegnose, a paragon delle quali tutte le altre figure fin qui recitate perdono il pregio, essendo la metafora il più ingegnoso e acuto, il più pellegrino e mirabile, il più gioviale e giovevole, il più facondo e fecondo parto de l'umano intelletto".

"Ingegnosissimo veramente, però che, se l'ingegno consiste (come dicemmo) nel ligare insieme le remote e separate nozioni degli propositi obietti, questo apunto è l'officio della metafora, e non di alcun'altra figura: perciò che, traendo la mente, non men che la parola, da un genere all'altro, esprime un concetto per mezzo di un altro molto diverso, trovando in cose dissimiglianti la somiglianza. Onde conchiude il nostro autore che il fabricar metafore sia fatica di un perspicace e agilissimo ingegno".

Una linea sottile sembra legare le problematiche poste da Tesauro e alcune sue attuali riattivazioni letterarie, testimoni della sorprendente attualità dell'antropologia barocca. Carlo Emilio Gadda si pronunciò con determinazione contro il mito di "un io centrale e coordinatore", che si smarrisce nel suo "dileguare verso i fuochi misteriosi del sogno". Nei tormenti e nei sogni dell'anima barocca vi è come una sospensione dell' "inesorabile imperio del tempo".

Sembra quasi "che la fantasia pura operi ciò che è altrimenti impossibile alla ragione, separi lo spazio dal tempo", smantellando così la funzione unificatrice di un "io centrale e coordinatore". L'anima barocca annulla il tempo proprio nella misura in cui si riconosce come figura del molteplice: figure, immagini e sedimentazioni della memoria popolano il presente psichico, fuori da qualsiasi disposizione gerarchica connessa alla loro successione temporale.

Il teatro dell'anima non è che lo specchio del teatro del mondo. Teatro, locanda, piazza, labirinto, labirinto incantato, casa di pazzi, osteria; questi luoghi della cultura barocca rappresentano i modi di apparizione del mondo: scenario del disordine, dell'apparire e non dell'essere, della finzione e non della verità.

Coordinerà il dibattito Antonio Mario Caputo (Società di Storia Patria per la Puglia). Interverranno Mimma Pasculli Ferrara (Università degli Studi di Bari) Giovanni Boraccesi (Società di Storia Patria per la Puglia), Marianna Saccente (Centro Ricerche Storia Religiosa in Puglia), Stefano Tanisi (Ricercatore specializzato in arti visive) e Fabio Antonio Grasso (Collaboratore dell'Ufficio Beni Culturali dell'arcidiocesi di Lecce).

Sarà un'occasione per confrontarsi, dove studi e ricerca storica si fondono insieme per far conoscere ciò che spesso è ignoto e che in qualche modo appassiona molti.

 

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