Il circo capovolto di Milena Magnani, edizioni Kurumuny

SAN PANCRAZIO SALENTINO - Sabato 15 febbraio, a San Pancrazio Salentino (BR) presso Poli Officine Culturali (Via Manisco 1 – ingresso libero) alle 18, i lettori incontrano Milena Magnani autrice del romanzo “Il circo capovolto” edito da Kurumuny. Durante la serata l’attore Piero Rapanà legge dei brano tratti dal libro accompagnato dal musicista Donatello Pisanello.

IL LIBRO - Un campo rom all’estremo confine di una città solo suggerita. Si intravedono fabbriche in disarmo, fari e motori che corrono sulle tangenziali, supermercati. Un villaggio con leggi e lingua proprie, visitato episodicamente da polizia, operatori sociali, autoambulanze. C’è Askan, un capo burbero, diffidente, violento. Quando arriva l’ungherese Branko Hrabal alla guida di un camion carico di scatoloni, convinto di poter trovare uno spazio libero dove accamparsi, l’accoglienza è fredda: deve restare ai margini fangosi del campo. È lui, l’hungarez, l’io narrante che ci conduce nella realtà del campo. A sera gli vanno intorno i bambini, incuriositi dal suo bagaglio. Vogliono conoscere la sua storia. Ogni sera, fuori dalla sua kasolle Branko ne racconta un pezzo. È la storia di un piccolo circo il Kék Cirkusz e della sua genìa sterminata nel campo di Birkenau. Branko è discendente di una dinastia di circensi. Il nonno ha perso la vita insieme a tutta la sua famiglia in un campo di prigionia. Il padre di Branko, unico sopravvissuto, ha celato al figlio le proprie origini. Ma il passato torna a galla, e Branko ripercorre le orme del nonno. La luce del giorno scopre la durezza del vivere, ma al calar del sole Branko riprende il racconto e infine mostra ai ragazzini il contenuto dei misteriosi scatoloni. Dentro c’è un intero circo, con clavette, birilli e trapezi. E allora la sera si colora, e i bambini si trasformano in acrobati, clown, giocolieri. La voce di Branko, dolce, fragrante di sogni e di futuro, è in realtà la voce di un morto. L’ungherese è stato ucciso ma non sa morire, non fino a quando non è sicuro che abbiamo capito che l’immaginazione è più forte, che la vita è più forte.

Milena Magnani (Bologna 1964) è impegnata come operatrice nel settore dell’accoglienza e del disagio diffuso. Sceneggiatrice e drammaturga, ha esordito con il romanzo L’albero senza radici (Nuova Eri, 1993) a cui hanno fatto seguito Delle volte il vento (Vallecchi, 1996), poi ripubblicato per le nostre edizioni nel 2012 e Il circo capovolto (Feltrinelli, 2008).

Per anni è stata tra i redattori della rivista di letteratura sociale «Nuova Rivista Letteraria» (Alegre), fondata da Stefano Tassinari. Per Kurumuny edizioni è ideatrice e fondatrice di “Rosada”, una collana di poesia contemporanea, nata dal suo impegno nel progetto ambientale Orto dei Tu’rat.

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