Italia Nostra: non ricoprire gli scavi

BRINDISI - Si allarga lo schieramento di associazioni che chiede la conservazione di almeno una parte significativa dei reperti affiorati con gli scavi, nel grande cantiere degli interventi di rifacimento del lungomare di Brindisi. Anche Italia Nostra, molto attenta negli ultimi anni ai problemi del porto e del water-front, scrive al soprintendente ai Banei archeologici della Puglia, Luigi la Rocca, al nuovo sindaco Mimmo Consales e al presidente dell'Autorità portuale, Iraklis Haralambidis per scongiurare la ricopertura dell'intera aree delle scoperte, come annunciato prima delle elezioni in una nota congiunta di Comune e Soprintendenza.

Brindisi

BRINDISI - Si allarga lo schieramento di associazioni che chiede la conservazione di almeno una parte significativa dei reperti affiorati con gli scavi, nel grande cantiere degli interventi di rifacimento del lungomare di Brindisi. Anche Italia Nostra, molto attenta negli ultimi anni ai problemi del porto e del water-front, scrive al soprintendente ai Banei archeologici della Puglia, Luigi la Rocca, al nuovo sindaco Mimmo Consales e al presidente dell'Autorità portuale, Iraklis Haralambidis per scongiurare la ricopertura dell'intera aree delle scoperte, come annunciato prima delle elezioni in una nota congiunta di Comune e Soprintendenza.

"L’ipotesi, ventilata dall’Amministrazione Comunale di Brindisi, di ricoprire i reperti rinvenuti durante i lavori di scavo per il restauro del lungomare è assai discutibile e inopportuna. Ricacciare sotto strati di terra e cemento le tracce della storia, adducendo motivazioni ascrivibili a esigenze economiche o a urgenza temporale (una variante al progetto aggraverebbe i costi e allungherebbe la durata dei lavori) è un atto, a nostro avviso, sbagliato", scrivono i responsabili di Italia Nostra di Brindisi.

"Lo è sia sul piano della reale convenienza economica (erroneo, in tali circostanze, limitarsi a una logica di contingenza o di breve periodo), sia in ordine agli effettivi benefici – tutti da verificare - che dalla integrale ripavimentazione potrebbero derivare in termini di viabilità e assetto urbanistico: semmai, i vantaggi – anche economici, se vogliamo - scaturirebbero viceversa dalla totale pedonalizzazione e fruibilità del lungomare da parte dei cittadini", sostiene Italia Nostra.

"Ricoprire gli scavi priverebbe i cittadini e i turisti della possibilità di fruire di una parte cospicua del patrimonio archeologico di Brindisi: i manufatti venuti alla luce, lacerti risalenti a epoche diverse, costituiscono - osserva nella sua lettera l'associazione - significative testimonianze storiche del nostro porto, pertanto almeno le tracce più salienti andrebbero messe in evidenza. Inoltre, occultare indiscriminatamente i rinvenimenti equivarrebbe a sacrificare un non trascurabile fattore di crescita sociale e culturale, quello della valorizzazione dei beni storici e monumentali".

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"Se davvero si punta alla rinascita del porto di Brindisi, ma anche alla rigenerazione del suo centro storico e del suo entroterra, sia in termini di qualità ambientale e paesaggistica sia sul piano dell’offerta culturale e turistica, ogni risorsa va tutelata e messa in luce. Siamo certi che gli enti in indirizzo - conclude Italia Nostra - sapranno cogliere l’opportunità offerta dai ritrovamenti del lungomare in termini di valore aggiunto in questa grande occasione rappresentata dalla rifunzionalizzazione del waterfront e dal mutamento del volto della città".

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