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La commedia degli sfollati del 1941

BRINDISI – Ricerca storica e musicale, una trama che punta a catturare il pubblico sia con le vicende dei diversi personaggi che con il canto.

BRINDISI - Ricerca storica e musicale, una trama che punta a catturare il pubblico sia con le vicende dei diversi personaggi che con il canto. E per tutti, un salto indietro di oltre settantant'anni, quando il suono delle sirene raggelava il sangue alle popolazioni delle città portuali della Puglia. La Compagnia Stabile Amici del Teatro sta per andare in scena con un nuovo lavoro, scritto e diretto da Jenny Ribezzo, il 6 e 7 febbraio al teatro Impero di Brindisi, e con un matinée la mattina dell'8 febbraio per le scuole.

"E ndi chiamaunu li brindisini" è il titolo della nuova fatica teatrale della Ribezzo, nata dal desiderio dell'autrice di parlare di un passato che, seppur lontano, non va dimenticato per la crudezza dei momenti di vita vissuta e per la precarietà economica e lavorativa che si è affrontata. La storia, infatti, è quella di una comunità di brindisini , scampati al bombardamento dell'8 novembre del 1941, che trova ricovero in una vecchia masseria della contrada di Sciannaricchiedda, vicino San Vito dei Normanni (si trova, percorrendo la ex statale 16, sulla sinistra all'altezza dell'attuale Hotel dei Normanni, prima di arrivare a San Vito).

La commedia è basata sulla storia di Cuncetta, costretta a crescere i figli da sola e che deve frenare le attenzioni eccessive di un proprietario terriero troppo vicino alle camicie nere, odiosi sopraffattori e artefici di una guerra esecrabile; la storia di una ragazza poco più che ventenne nella quale, in un clima di stenti e di sofferenza, si consolida e si rafforza il valore della famiglia.

Interessanti riferimenti al bombardamento del 10 giugno a Taranto che gli sfollati, già provati dalla prima incursione aerea che li ha costretti a fuggire dalla propria città, rivivono con emozione e terrore nelle campagne di San Vito. Chi ha vissuto quegli anni racconta come fossero visibili, da San Vito, sia i riflettori dell'antiarea di Taranto che di quella di Brindisi, che difendevano i due porti dai bombardieri inglesi.

La Compagnia Stabile come al solito cerca di esprimersi sul palco anche col canto, dando vita ad una commedia musicale con canti popolari melodici e pieni di pathos che accompagneranno gli spettatori in un appassionante viaggio in un passato pulsante di vita e ben più ricco di sentimenti rispetto ai giorni nostri. Ci saranno canzoni come E lu soli calau, Lu Maranculu allu cori, Matonna ti lu mari, Lu lazzaroni e tante altre. Mannaggia Lu rimu di Guarino rappresenta la punta di diamante del cd ed è cantata da Franco Distante.

Jenny Ribezzo sottolinea però che la messa a punto di "è stata una esperienza veramente interessante che ci ha divertito, ma che non intende trasformare la nostra attività teatrale in quella di un gruppo folk, in quanto non è aspirazione di alcun attore". Gli interpreti sono: Jenny Ribezzo, Federica Ribezzo, Francesco Buzzanga, Luciano Zammillo, Piero Ribezzo, Concetta Simone, Gianmarco Pacella, Lino Pacella, Vittoria Simone, Antonello Castano, Marco Ungaro. L'ensemble: Michela Russi, Leonardo Guadalupi, Roberta Balsamo, Marco Di Paola, Annamaria Funaro. Direzione Musicale Vincenzo Daniele, Scenografie: Giuseppe Epifani, Angelo Marino, Mixer Audio/Luci: Francesco Rescio, Antonio La Palma, Elena Funaro, Ass. di scena: Anna Savoia, Enzo Mulise, Elisabetta Zizzi.

La prevendita dei biglietti è già iniziata c/o il laboratorio teatrale Fabbrica di Stelle piazza Crispi,42 (Piazzale Stazione) 1° piano e Bar Capolinea C.so Roma oppure tel. 348/2118504. La compagnia si prepara anche a un'anteprima fuori città domenica 2 febbraio a Latiano, al teatro Olmi.

 

 

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