Giovedì, 28 Ottobre 2021
Cultura

Fontana Tancredi riconsegnata alla città

BRINDISI – Ottocentoventuno anni dopo il primo restauro noto, quello fatto eseguire dal re normanno Tancredi nel 1192 per le nozze tra il figlio Ruggero con Irene, figlia dell’imperatore di Costantinopoli, oggi con il taglio del nastro la fontana che porta il nome di quel sovrano guerriero entra degnamente, e finalmente, nel XXI secolo. A conclusione degli ultimi lavori di restauro, stamani la riapertura al pubblico alla presenza del sindaco Mimmo Consales, del prefetto Nicola Prete, dell’arcivescovo di Brindisi e Ostuni, monsignor Domenico Caliandro, dei rappresentanti di Legambiente, di Italia Nostra, della sezione Unesco di Brindisi, del presidente onorario della Lega Navale, ammiraglio Renato Fadda, e di numerosi cittadini.

BRINDISI - Ottocentoventuno anni dopo il primo restauro noto, quello fatto eseguire dal re normanno Tancredi nel 1192 per le nozze tra il figlio Ruggero con Irene, figlia dell'imperatore di Costantinopoli, oggi con il taglio del nastro la fontana che porta il nome di quel sovrano guerriero entra degnamente, e finalmente, nel XXI secolo. A conclusione degli ultimi lavori di restauro, stamani la riapertura al pubblico alla presenza del sindaco Mimmo Consales, del prefetto Nicola Prete, dell'arcivescovo di Brindisi e Ostuni, monsignor Domenico Caliandro, dei rappresentanti di Legambiente, di Italia Nostra, della sezione Unesco di Brindisi, del presidente onorario della Lega Navale, ammiraglio Renato Fadda, e di numerosi cittadini.

I lavori, progettati e diretti dall'arch. Paolo Tagliamento e coordinati, quale responsabile del procedimento, dall'arch. Maurizio Marinazzo, sono stati eseguiti, a seguito di procedura concorsuale, dall'impresa Acca Costruzioni di Oria, sotto la direzione scientifica e l'alta sorveglianza delle Soprintendenze per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le province di Brindisi, Lecce e Taranto, e per i Beni Artistici e Storici della Puglia. Gli interventi sulle superfici decorate sono stati eseguiti dall'equipe del restauratore brindisino Vincenzo Caiulo.

Parallelamente al recupero del monumento, è stata risistemato l'intero sito (su cui però non sono dissipate le minacce di cementificazione, pare). Sono state consolidate le murature di contenimento, si è bonificato il giardino, con l'inserimento di nuove essenze, sono state collocate panchine per creare una nuova area verde di sosta, si è predisposto un nuovo e più opportuno impianto di illuminazione.

Il sindaco Consales ha sottolineato "la bontà degli interventi compiuti per restituire alla città ed ai visitatori un importante monumento. Ma, oltre alla qualità ed al pregio dei lavori compiuti sulla Fontana in sé, un altro aspetto molto importante è certamente quello relativo alla realizzazione di spazi attrezzati all'interno del sito, in particolare quello a verde sovrastante la stessa Fontana, dove turisti e cittadini potranno sostare, anche grazie ad una suggestiva illuminazione ed alle panchine".

Su una delle iscrizioni apposte sulla Fontana, ci sono i nomi di Tancredi e di suo figlio Ruggero. Con loro finì la dominazione normanna. Nel 1192 il restauro della fontana avvenne in un contesto di abbellimento della città in occasione di un matrimonio che non portò la fortuna sperata alla dinastia. Ruggero morì poco dopo, Tancredi lo seguì nel 1194, e l'imperatore svevo Enrico IV non trovò più ostacoli per impadronirsi del Sud dell'Italia e della Sicilia. Finisce un'epoca, ma stava per aprirsene un'altra: il 26 dicembre del 1194 nasceva a Jesi Federico di Hohenstaufen, che divenne Federico II di Svevia, lo Stupor Mundi. Nel suo sangue tuttavia c'era sangue normanno da parte di madre, Costanza d'Altavilla, figlia di Ruggero II. Come concludere il discorso? Forse così: Brindisi c'era.

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