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Lunedì, 17 Gennaio 2022
Cultura

La moglie di un marò e il Libano

BRINDISI - Sono passati ormai 31 anni dalla prima missione di pace dell'Italia all'estero. Era il settembre del 1982 e l'attuale Forza da sbarco della Marina Militare, il Reggimento San Marco (all'epoca “il Battaglione”), partiva da Brindisi per andare in Libano a proteggere i campi palestinesi. A guidare il contingente italiano nella missione che venne denominata Libano 2 c'era il generale di corpo d'armata Franco Angioni.

BRINDISI - Sono passati ormai 31 anni dalla prima missione di pace dell'Italia all'estero. Era il settembre del 1982 e l'attuale Forza da sbarco della Marina Militare, il Reggimento San Marco (all'epoca "il Battaglione"), partiva da Brindisi per andare in Libano a proteggere i campi palestinesi. A guidare il contingente italiano nella missione che venne denominata Libano 2 c'era il generale di corpo d'armata Franco Angioni.

In quella missione cui parteciparono anche la Francia e gli Stati Uniti, l'Italia perse uno dei suoi militari, il marò Filippo Montesi, morto il 22 marzo 1983 in un'imboscata al mezzo su cui viaggiava, e settantacinque furono i feriti.

Quella missione di pace nel "paese dei cedri", che riconobbe all'Italia un ruolo internazionale molto importante, è stata ricordata venerdì 18 novembre nel suo contesto più naturale, la base della Marina Militare di Brindisi, in occasione della presentazione del libro "Nella tempesta...la quotidianità" (Hobos editore) scritto da una delle mogli di quegli ufficiali del Battaglione San Marco, Giulia Cesaria Maltinti, moglie del capitano di fregata Fabrizio Maltinti.

Il libro racconta quel biennio visto dalla parte di una moglie, di una donna. Una donna che vede partire il proprio compagno e che vive una quotidianità difficile, fatta di attese, di silenzi, di giornate passate davanti alla televisione in attesa di notizie confortanti,di solitudini e rabbia, perchè, pur essendo una missione di pace, sa bene che il pericolo si nasconde ovunque.

"Nella tempesta...la quotidianità" è la storia di un amore vero, che resiste anche ad una guerra. Un amore tenuto vivo dalle poche telefonate ricevute da una zona di guerra, da un'immensa stima per il proprio compagno, dall'amicizia con le altre mogli di ufficiali accomunate dallo stesso destino, quello dell'attesa.

Il volume sembra scritto "a quattro mani" per via delle annotazioni prese dall'ufficiale durante la missione che si fondono in modo naturale con le parole dell'autrice. Infatti, come affermato da Giulia Cesaria Maltinti "il libro è autobiografico e biografico insieme" perchè è il racconto di due vite.

Dopo la missione del 1982, la Forza Multinazionale dal 2006 è ritornata in Libano e varie sono le sue unità navali in giro per il mondo. E ad attendere quegli uomini, altre donne, che oggi vivono quella distanza in modo diverso, grazie ai nuovi mezzi di comunicazione, che aiutano a tenere vivo quell'amore che resiste anche ad una guerra, si svolga essa "Per terra, per Mare".

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