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L'antico villaggio di Torre Guaceto: agli Scogli di Apani tornano gli archeologi

TORRE GUACETO – Un grande villaggio sul mare, con alle spalle una lingua sabbiosa e stagni alimentati da un fiume che vi sfociava direttamente. Club Med e Valtur avrebbero opzionato quel luogo senza esitare un attimo, ma lo scenario è quello dell’Età del Bronzo.

TORRE GUACETO - Un grande villaggio sul mare, con alle spalle una lingua sabbiosa e stagni alimentati da un fiume che vi sfociava direttamente. Club Med e Valtur avrebbero opzionato quel luogo senza esitare un attimo, ma lo scenario è quello dell'Età del Bronzo.

Oggi la lingua sabbiosa è fondale marino, e i piccoli promontori sui quali si estendevano le capanne di una popolazione fatta prevalentemente di pescatori e raccoglitori di molluschi, ma anche di cacciatori che si inoltravano nelle grandi foreste di querce dell'immediato entroterra, sono diventati isolotti rocciosi, tranne quello dove sorge la torre di guardia aragonese. C'è ancora molto da scoprire e da sapere sui primi insediamenti umani di Torre Guaceto

E lunedì 4 luglio 2011 avrà inizio la terza campagna di scavi dell'insediamento fortificato dell'età del Bronzo degli Scogli di Apani (Brindisi), nella Riserva Naturale dello Stato e Area Marina Protetta. L'attività archeologica fa capo al Dipartimento di Beni Culturali dell'Università del Salento con la direzione scientifica del professor Riccardo Guglielmino, e la direzione e coordinamento tecnico-scientifico del dott. Teodoro Scarano.

A base di tutto c'è un accordo (concretizzato da una concessione) tra Unisalento e Ministero per i Beni e le Attività Culturali, attraverso la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Puglia, che segue gli scavi attraverso il funzionario incaricato Angela Cinquepalmi. C'è però anche un piccolo pool di finanziatori e di fornitori di supporto logistico: il contributo economico arriva dal Comune di Brindisi e dal Consorzio di Gestione della Riserva di Torre Guaceto, mentre della logistica si occuperà il Comune di Carovigno.

"Abbiamo voluto offrire la nostra piena collaborazione in quanto riteniamo che la valorizzazione dei beni archeologici costituisca una grande risorsa per il nostro territorio, anche dal punto di vista turistico", ha spiegato il vicesindaco di Brindisi, Mauro D'Attis.

"Queste indagini danno seguito al programma di ricerche storico-archeologiche e topografiche (terrestri e subacquee) avviate nel 2007 dal Dipartimento di Beni Culturali dell'Università del Salento in collaborazione con il Dipartimento di Geologia e Geofisica dell'Università di Bari, finalizzate alla ricostruzione delle variazioni del paesaggio costiero della riserva nel corso degli ultimi quattromila anni. I risultati, ne sono certo, saranno sorprendenti", assicura Teodoro Galluzzo, vice del presidente del Consorzio di gestione, Enzo Epifani.

Le prime due campagne di scavo sugli Scogli di Apani si sono svolte nel 2008 e nel 2009, in due differenti siti estesi per 120 mq circa, ed hanno condotto alla scoperta dei resti e di parte del tracciato di un muraglione di difesa del villaggio e di almeno due capanne i cui ingombri sono segnati dagli allineamenti delle buche dei pali di sostegno dai crolli dell'intonaco in argilla che ricopriva le pareti vegetali.

All'interno dei perimetri delle capanne sono stati individuati numerosi contenitori ceramici ad impasto frammentati, e diversi manufatti in argilla, osso, selce e pietre dure. L'incendio che ha distrutto le capanne (e forse tutto il villaggio) ha permesso la conservazione di alcuni resti vegetali come ghiande di quercia utilizzate per ricavare una farina alimentare e piccole fave selvatiche. Resti che sono stati rinvenuti carbonizzati nei pressi di alcuni focolari insieme a quelli dell'abbondante selvaggina dell'epoca - che comprendeva cervi e cinghiali -, ma anche di fauna domestica e dei molluschi marini.

Tracce utilissime per lo studio dell'alimentazione della comunità che occupava il sito, e alla ricostruzione del paesaggio della prima metà del II millennio avanti Cristo. Forse può essere utile ricordare che si tratta dello stesso periodo in cui cominciava a prendere forma il nucleo originario di Roma, e in cui in Grecia di erano già alternate almeno due importanti civiltà.

La sede della missione archeologica sarà il Centro Visite ed il Laboratorio di Archeologia della Riserva di Torre Guaceto, nella borgata di Serranova. La campagna di scavo durerà poco più di un mese - conclusione il 6 agosto - e nel corso della stessa si svolgeranno eventi per favorire l'incontro tra gli archeologi, cittadini della zona e turisti. Al termine di questa terza campagna sugli Scogli di Apani i risultati saranno illustrati peraltro in un incontro pubblico.

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