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L'aspra stagione di Carlo Rivolta

BRINDISI - "L'Italia non sogna più. Ha smesso di farlo un mattino del maggio del 1978". Inizia così l'incipit del libro "L'aspra stagione",scritto da Tommaso De Lorenzis e Mauro Favale, e presentato giovedì 11 presso la libreria Camera a Sud. Protagonista del libro è il giovane giornalista romano Carlo Rivolta, il quale seppe raccontare nei suoi articoli i difficili anni Settanta, i cosiddetti "anni di piombo". Il libro è stato introdotto da Massimo Melillo, che lo ha definito "avvincente e scritto con ritmo cinematografico".

BRINDISI - "L'Italia non sogna più. Ha smesso di farlo un mattino del maggio del 1978". Inizia così l'incipit del libro "L'aspra stagione",scritto da Tommaso De Lorenzis e Mauro Favale, e presentato giovedì 11 presso la libreria Camera a Sud. Protagonista del libro è il giovane giornalista romano Carlo Rivolta, il quale seppe raccontare nei suoi articoli i difficili anni Settanta, i cosiddetti "anni di piombo". Il libro è stato introdotto da Massimo Melillo, che lo ha definito "avvincente e scritto con ritmo cinematografico".

Melillo, dopo aver ricordato le volte in cui ha incontrato personalmente Rivolta, ha raccontato gli esordi del giornalista nei giornali l'Avanti e Paese Sera, e il coraggio che egli ebbe a lasciare quest'ultimo per un giornale nato da poco, quale La Repubblica. Melillo ha parlato infine dell'isolamento subìto da Rivolta per essere andato contro la linea della fermezza scelta dal suo giornale durante i cinquantacinque giorni del rapimento Moro (Rivolta era infatti a favore della trattativa).

Dopo la dettagliata analisi della vita del giornalista, De Lorenzis ha spiegato al pubblico presente il motivo per cui, insieme a Favale, ha scritto "L'aspra stagione", e cioè la volontà di far conoscere altri aspetti di quegli anni, non solo quelli ormai noti che li vogliono solo "di ferro e di fuoco". Per scrivere questo libro De Lorenzis ha usato tutte le tecniche del montaggio filmico per associare tra loro eventi biografici e storici.

Al termine dell'appuntamento letterario, Gianluca Nigro ha messo in evidenza la "vena poetica" del libro, il rapporto delicato che Rivolta aveva con i suoi amori e gli aspetti più divertenti come ad esempio il modo in cui viene descritto Scalfari. Ne "L'aspra stagione" emerge la figura di un giovane cronista che come scritto nel libro, "ha sognato e poi si è svegliato, che ha creduto e capito, che ha scritto e raccontato.

E che poi se n'è andato un attimo prima che la nave salpasse". Rivolta morirà,a soli trentadue anni, a causa di quella droga della quale si occupò nei suoi tanti articoli e che fece di lui una vittima illustre.

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