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La statua dell'Ercole Brindisino

La statua dell'Ercole Brindisino

L’Ercole torna a casa, museo cerca sponsor

BRINDISI - Il museo provinciale “Francesco Ribezzo” cerca sponsor. Castelli ha annunciato l’intenzione di diramare un bando pubblico a margine della conferenza stampa di presentazione delle iniziative che si svolgeranno in occasione del ritorno dell’Ercole brindisino".

BRINDISI - Il museo provinciale "Francesco Ribezzo" cerca sponsor. La mannaia della spending review non lascia alternative al commissario prefettizio Cesare Castelli. Senza il supporto di investitori privati, il museo è destinato al declino. Castelli ha annunciato l'intenzione di diramare un bando pubblico a margine della conferenza stampa di presentazione delle iniziative che si svolgeranno in occasione del ritorno dell'Ercole brindisino". La statua marmorea lascerà il museo archeologico di Napoli nelle prossime ore. Già domani potrebbe raggiungere il "Ribezzo", dove verrà esposta a partire dalla prossima settimana.

La Provincia, grazie anche al prezioso supporto della dottoressa Angela Marinazzo, direttrice emerita del museo di piazza Duomo, ha ottenuto un prestito di 18 mesi dalla Soprintendenza ai beni archeologici di Napoli e Pompei. Ma non è escluso che l'opera possa restare a Brindisi per sempre.

Scoperto vicino largo San Paolo nel 1762, L'Ercole venne subito trasportato a Napoli per impreziosire la collezione di Ferdinando IV di Borbone, sovrano del Regno delle 2 Sicilie. La statua non è mai stata esposta al pubblico. La Sovrintendenza partenopea ha preferito confinarla nei depositi del museo. Solo nel 2003, grazie all'intraprendenza di Danilo Schifeo, allora presidente della circoscrizione Centro, il manufatto approdò a Brindisi per due anni. Non fu facile strappare l'opera alle autorità campane. Basti pensare che la Soprintendenza di Napoli, fino a pochi mesi fa, sosteneva che la statua fosse emersa dagli scavi di Ercolano. E' stata la Marinazzo , documenti alla mano, a dimostrare la brindisinità della scultura.

L'ex direttrice del "Ribezzo" avrebbe voluto riportare l'Ercole a Brindisi lo scorso ottobre, in occasione dei 150 anni dalla scoperta. Ma l'infinito iter burocratico che accompagna il trasferimento di un'opera d'arte si è concluso solo in questi giorni.

"Non mi aspettavo - ha dichiarato Castelli nel corso della conferenza stampa - che fosse così complicato ottenere il trasferimento di una statua. Ma alla fine ce l'abbiamo fatta". L'Ercole arriverà in treno domani. Mercoledì prossimo verrà esposto nell'ala del museo dedicata all'arte romana. Confindustria finanzierà la pubblicazione dei depliant. E proprio il sostegno fornito dall'associazione degli industriali rappresenta una sorta di esperimento del progetto ideato da Castelli per il rilancio del museo.

"Con le risorse attualmente a nostra disposizione - dichiara il commissario - non possiamo valorizzare le opere custodite all'interno del nostro museo. Con una joint venture fra pubblico e privato, renderemmo giustizia alle straordinarie bellezze artistico-culturali del nostro territorio".

Già il rientro dell'Ercole, ad ogni modo, potrebbe rinvigorire l'immagine un po' appannata del museo. "L'inaugurazione della sala espositiva dell'Ercole - dichiarano Mariangela Carulli, subcomissario con delega alla cultura, e Emilia Mannozzi, direttrice del Ribezzo - sarà un grande momento. La cultura può diventare un'occasione di riscatto sociale per il nostro territorio".

La chioma riccioluta dell'Ercole giovinetto, che tiene nella mano destra i pomi d'oro delle esperidi e stringe con la sinistra un arco spezzato, potrebbe insomma segnare un punto di svolta per la cultura brindisina. "Ma se i privati non ci daranno una mano - ribadisce Castelli - sarà dura".

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