rotate-mobile
Martedì, 28 Maggio 2024
Cultura

“La morte dei Giganti”: il libro di Stefano Martella sul dramma della xylella

Il giornalista racconta la scomparsa dei più antichi ulivi della Puglia e la disperazione in cui sono sprofondati i loro proprietari

“La morte dei Giganti. Il batterio xylella e la strage degli ulivi millenari”. Questo il titolo del libro scritto dal giornalista Stefano Martella, (Meltemi editore), disponibile in tutte le librerie oppure online a partire dallo scorso 27 gennaio. Stefano Martella è un giornalista pluripremiato che collabora con varie testate giornalistiche e case cinematografiche. È coautore di Vento di soave, un documentario che analizza il rapporto tra grandi industrie a combustibili fossili e territorio.

Per Besa Editrice, nel maggio 2017, ha pubblicato I segreti della Lupa. Il lato oscuro di Lecce, una raccolta di cinque inchieste narrative sulla sua città di origine: prostituzione e tratta delle donne; condizione abitativa dei migranti; nuove povertà; periferie tra criminalità e riscatto; massoneria e potere occulto. 

Stefano Martella-2

Il libro è strutturato in sei capitoli, in cui si racconta la scomparsa dei più antichi ulivi della Puglia e la disperazione in cui sono sprofondati i loro proprietari. Si spiega come xylella è stata scoperta e come è arrivata in Italia, indagando sul traffico internazionale di piante ornamentali e sulle falle di un sistema, quello dell’Unione Europea, che dovrebbe controllare e prevenire l’introduzione di nuovi patogeni sul territorio comunitario. Si entra nel cuore della teoria del complotto. Si traccia il filo della storia che ha portato la popolazione a creare una fusione con l’ulivo: le lotte sociali delle raccoglitrici di olive nei primi del Novecento, che diedero vita a uno dei primi scioperi femministi d’Italia; i fasti di Gallipoli, città diventata sontuosa grazie all’esportazione dell’olio lampante in tutto il mondo. Infine ci si interroga sull’epilogo della vicenda. Il domani è un quadro fosco. Speranze fragili e grandi aspettative sono poggiate su due cultivar, il Leccino e la Favolosa, che sembrano resistenti al batterio. 

Mentre la scienza dibatte e la popolazione litiga, proprio in questi mesi sono in corso le operazioni di eradicazione di milioni di secolari: le grandi distese di ulivi non ci sono più, i patriarchi vengono sradicati e in pochi secondi trasformati in trucioli. Intanto il batterio continua a salire indisturbato verso nord, nella sua marcia di distruzione. Ora è nel cuore della Terra di Bari e preme a ovest verso i confini con la Basilicata. Xylella minaccia non solo i Paesi mediterranei ma la maggior parte del territorio dell’Unione Europea.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

“La morte dei Giganti”: il libro di Stefano Martella sul dramma della xylella

BrindisiReport è in caricamento