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Parte la rassegna "InChiostri": presentati tre libri nella chiesa di San Benedetto

È iniziata ieri, giovedì 19 Ottobre, la prima giornata della manifestazione culturale “In-Chiostri, libri-gusti e storie”. L’iniziativa, giunta alla terza edizione, si protrarrà sino a sabato 21 ottobre

BRINDISI - È iniziata ieri, giovedì 19 Ottobre, la prima giornata della manifestazione culturale “In-Chiostri, libri-gusti e storie”. L’iniziativa, giunta alla terza edizione, si protrarrà sino a sabato 21 ottobre, con incontri con gli autori, musiche e performance di grande interesse. “Nel labirinto del Minotauro” è il tema di questa edizione, che si è subito caratterizzata, come nelle passate edizioni, per la rilevanza dei testi scelti per le tre giornate culturali. Testi di qualificati autori locali, dalle tematiche e generi differenti ed interessanti.

“In-Chiostri” è un’iniziativa promossa dall’associazione Diecieventotto-Manifesto per la Cultura e dalla sezione di Brindisi della Società di Storia Patria per la Puglia, con la collaborazione del museo Mapri, ed è in svolgimento in luoghi d’inestimabile valore, i chiostri di Brindisi.

Ad ospitare la prima giornata della manifestazione, è stato il più antico chiostro di Brindisi, il chiostro di San Benedetto, che ha fatto da magnifico scenario alle quattro presentazioni di libri previste in programma, condotte dal professor Marcello Aprile dell’Università del Salento, dalla professoressa Maria Antonietta Epifani del Liceo Musicale “G. Durano” di Brindisi e dal professor Giacomo Carito, presidente della sezione di Brindisi della Società di Storia Patria per la Puglia.

Il primo libro

Dopo i saluti del sociologo Emanuele Amoruso, presidente dell’associazione Diecieventotto – Manifesto per la Cultura, è stato quindi presentato il primo volume, scritto dal professor Tommaso Urgese dal tema: “Il dialetto del XVIII secolo di Nniccu Furcedda” (editore CIDUE). Ad introdurlo, il docente di linguistica dell’Università del Salento, il professor Marcello Aprile, che ha rilevato come il poema “Nniccu Furcedda” scritto da Girolamo Bax sia un poema molto lodato da chi se ne è occupato, un poema rimasto sconosciuto fino all’Ottocento, quando se ne occupò l’intellettuale Pietro Palumbo. Il professore ha quindi evidenziato l’operazione filologica svolta da Tommaso Urgese nel suo volume. “Il vocabolario finale che Tommaso ci presenta è uno dei pochissimi dizionari dialettali d’autore in Italia. Tommaso fa un vocabolario integrale di tutte le parole che sono contenute in questo poema”, spiega Marcello Aprile. Urgese ha raccontato invece come è arrivato al suo lavoro, le difficoltà incontrate, il metodo di ricerca usato e il suo obiettivo finale: diffondere e far conoscere l’opera di Bax.

Da sinistra Tommaso Urgese e Marcello Aprile-2

Il secondo libro

“Folli d’amor. Maria Manca, Rosa Maria Serio, Palma Matarrelli. Donne mistiche tra XVI e XIX secolo in Puglia” (Editore Schena) è il titolo del secondo volume presentato da Marcello Aprile. È un libro scritto da Maria Antonietta Epifani, Olga Sarcinella e Antonietta Latorre in cui si parla di tre “sante vive” (definite così dalle autrici) una di Squinzano, una di Ostuni (ma vissuta a Fasano) e una di Oria. Il professor Aprile si è soffermato sulle tormentate vicende biografiche delle tre donne mistiche. “Il libro è fatto in tre parti che sono l’una consequenziale all’altra”, rileva Aprile. “La prima parte di puro approfondimento storico, le altre due sono di taglio più antropologico e culturale”.

Il docente conclude evidenziando come la ricerca fatta dalle autrici sia ottima dal punto di vista qualitativo e come non venga trascurato niente: non vengono trascurate le fonti, non viene trascurata l’interpretazione. Come spiega Olga Sarcinelli, una delle autrici del volume, il tipo di lettura che hanno voluto dare è la lettura che vede il vissuto di queste donne. Per l’altra autrice, Maria Antonietta Epifani, quello che le ha portate a scrivere il libro “è il fatto di far venire alla luce delle microstorie, che poi fanno la grande storia”. L’importante serata culturale è stata intervallata dall’esecuzione delle “Ave Maria” di Gounod e di Astor Piazzolla. Ad eseguirle un giovane talento del Liceo Musicale “G. Durano” di Brindisi, il fisarmonicista Giuseppe De Nitto, che ha curato anche l’arrangiamento dell’Ave Maria di Gounod. De Nitto è allievo di pianoforte con la Epifani e come primo strumento studia la fisarmonica.

Giuseppe De Nitto mentre esegue le musiche di Gounod e Piazzolla-2

Il terzo libro

Il terzo libro presentato nel corso della serata è stato “Elica. Il conto di un soggetto con se stesso” (Florestano Edizioni), scritto dalla professoressa Chiara Liuzzi, docente di canto jazz presso il Liceo Musicale “G. Durano” di Brindisi. Ad introdurlo la professoressa Maria Antonietta Epifani, che si è soffermata sulla simbologia cui rimanda l’elica. Il libro propone una ricerca sull’improvvisazione. L’autrice spiega che improvvisare non significa fare qualcosa d’inventato, ma significa permettere alla nostra mente di raccogliere ciò che ha catalogato precedentemente senza che ce ne siamo resi conto. L’atto improvvisativo permette di attingere a questo grande catalogo che è presente nella nostra mente per poter risolvere un problema, nel caso si tratti di risolvere un problema, ma anche per poter reagire, rispondere al messaggio che ci è stato inviato. La presentazione del libro di Chiara Liuzzi è terminata con un interessante laboratorio.

Da sinistra, Chiara Liuzzi e Maria Antonietta Epifani-2

La prima giornata di “In-Chiostri” è terminata con la presentazione del volume del generale Guido Giampietro, dal titolo “La casa sospesa nel tempo” (edizioni Milella). Ad introdurlo, il professor Giacomo Carito. “Cuore del romanzo è una vecchia casa su via Maestra, quella che oggi si chiama via Filomeno Consiglio”, spiega Carito, “cioèla via principale, quella che collegava Porta Mesagne con Porta Reale, sul porto. Quindi l’asse su cui poi si allineavano i segni del potere cittadino”.

Da sinistra Guido Giampietro e Giacomo Carito-2

Per Carito, la vicenda narrata nel romanzo, si sviluppa su vari piani, ci sono molte storie che si intersecano, che hanno come punto di riferimento questa casa sulla Rua Magistra. La prima storia è quella di una russa, Ljudmila, che rimanda a San Pietroburgo e alla Brindisi della Valigia delle Indie. La sua vicenda si svolge nella seconda metà dell’Ottocento. C’è poi una seconda vicenda, con protagonista una ragazza brindisina, Elisabetta, che si svolge invece ai tempi nostri. Elisabetta è un architetto, che va via da Brindisi in cerca di nuove motivazioni professionali, ma anche per far chiarezza interiore. Dopo l’introduzione di Carito, la parola è passata all’autore, che ha parlato dei temi presenti nel libro: il tema delle radici, l’amore per la città e il tema della precarietà. “In-Chiostri”, prosegue questa sera,  nel chiostro delle Suole Pie, con la presentazione dei volumi di Valentina Perrone, Mario Cazzato e Eugenio Imbriani.

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