Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Cultura

San Giovanni al sepolcro: la storia, i segreti e i simboli del tempio

Presentato il libro realizzato dal Gruppo Archeologico brindisino: "Un lavoro molto duro che ci è costato un po’ di anni"

BRINDISI - Ha suscitato grande interesse la presentazione del nuovo libro pubblicato dal Gruppo Archeologico Brindisino, una monografia dedicata ad uno dei monumenti più importanti di Brindisi: il Tempio di San Giovanni al Sepolcro. Numeroso ed attento è stato, infatti, il pubblico intervenuto alla presentazione di “San Giovanni al Sepolcro. Storia, arte e simboli nella Brindisi medievale”, volume curato e scritto da Danny Vitale, direttore del Gruppo Archeologico Brindisino, e Antonella Romano, vice direttore.

Alla presentazione, che si è svolta sabato alle 17 nella Sala Conferenze di Palazzo Nervegna, sono intervenuti: Francesco Calò, dottore di ricerca in Storia dell’Arte, e Fabrizio Sammarco, dottore di ricerca in Civiltà e Culture dell’Asia e dell’Africa, autori di due importanti contributi che hanno arricchito il volume; don Mimmo Roma, parroco della Cattedrale di Brindisi, e gli autori del libro. Esposto durante la presentazione, un quadro a olio su tela realizzato dall’artista Antonio Mingolla, opera dalla quale è stata realizzata l’immagine di copertina del libro di Vitale e Romano.

Il pubblico della presentazione-10

“Per me è un’occasione davvero molto importante per poter dare visibilità e valore ad uno dei monumenti tra i più interessanti della nostra città”, afferma in apertura di presentazione Fabrizio Sammarco, “con un lavoro molto duro che ci è costato un po’ di anni. Speriamo di aver elaborato una lettura che possa suscitare l’interesse non solo degli esperti di arte, storia e archeologia della città, ma anche per i turisti, che sono una risorsa molto preziosa per la nostra città e, come i pellegrini di un tempo, possono portare nella memoria e nel cuore un monumento importante come quello di San Giovanni al Sepolcro”.

La copertina del libro-12

La parola è passata quindi ad Antonella Romano: “Il testo che presentiamo oggi è il risultato del lavoro di queste ricerche e quindi vuole fornire nuove chiavi interpretative relative ai numerosi aspetti storico-artistici che il monumento appunto nasconde”. Il vice direttore del Gruppo Archeologico Brindisino prosegue quindi spiegando come, insieme a Daniele Vitale, abbiano avvertito come prioritaria la valorizzazione di quello che è considerato uno dei monumenti più importanti e più visitati della città di Brindisi: “Un monumento da solo non parla”, conclude. “C’è bisogno di un soggetto che può essere un pannello, che può essere una guida, che appunto ne trasmetta il valore e lo spirito profondo, che possa rivelare qualcosa che altrimenti non sarebbe comprensibile”. 

La visita guidata-2

Danny Vitale ha raccontato che il libro è nato insieme al Gruppo Archeologico Brindisino, nel 2009, anno in cui chiesero all’amministrazione comunale di recuperare il mascherone di Crono, che “giaceva un tempo all’esterno di San Giovanni al Sepolcro, nel piccolo cortiletto”. “Così fu fatto, fu restaurato. Adesso è visibile scendendo giù nell’atrio di Palazzo Nervegna”, afferma Vitale. “Da allora siamo rimasti legati a San Giovanni al Sepolcro, ce ne siamo innamorati, abbiamo continuato i nostri studi”.

Il direttore del Gruppo Archeologico prosegue raccontando che i primi studi hanno come frutto un libricino edito nel 2013 e che dal 2013 ad oggi sono stati aggiunti vari studi. Il libro presentato ieri è quindi l’esito di questi ulteriori studi. “Il libro è diviso in sei sezioni”, spiega, “ed ha una particolarità: è organizzato in modo tale da accompagnare il visitatore, passo dopo passo, nel conoscere la chiesa di San Giovanni al Sepolcro”.

La visita guidata (3)-2

“Il viaggio inizia in questo modo: nel piazzale antistante osserviamo l’edificio, raccontiamo la storia, la funzione, chi furono i committenti e poi ci si avvicina al portale maggiore. Lo chiamiamo così perché è ben ricco di decorazioni”, spiega Vitale. “Successivamente passiamo all’interno, andiamo a conoscere i capitelli, andiamo a conoscere tutta la struttura interna, la Domus che si trova al di sotto e poi ci dedichiamo alla decorazione pittorica, suddivisa in due parti principalmente: la prima parte è dedicata agli affreschi del Duecento, la seconda parte è dedicata agli affreschi del Trecento”.

Vitale prosegue quindi parlando della sezione del libro dedicata ai portali minori: “Li abbiamo definiti così, ma in realtà molti non sanno che il portale ad Ovest era il portale principale della chiesa perché si accedeva da Ovest e si andava verso Est a pregare. Quindi si pregava verso la Terrasanta . Quello posto a Nord, quello che abbiamo definito il maggiore, è stato posizionato successivamente, per mettere in linea con la nuova strada che portava alla Cattedrale, consacrata nel 1089 da Papa Urbano II”.

Un affresco all'interno di San Giovanni al Sepolcro-2

E conclude parlando dell’ultima sezione del libro, dedicata ai graffiti dei pellegrini: “Non si tratta di semplici incisioni”, sottolinea, “questi graffiti avevano un significato spirituale. Nel tracciare il graffito si faceva un vero e proprio percorso spirituale”. Alla fine del libro c’è una piccola appendice dedicata alle note iconografiche orientali. Il libro è dotato, infine, di mappe che permettono facilmente di intercettare affreschi e simboli. Danny Vitale conclude il suo intervento affermando: “Il mio augurio è che questo libro possa contribuire affinché Brindisi non sia soltanto una tappa, ma diventi una vera e propria meta turistica perché abbiamo tutte le carte in tavola per poterlo fare”.

Don Mimmo Roma, amministratore parrocchiale della Cattedrale di Brindisi, ha offerto il proprio ricordo personale del Santo Sepolcro di Gerusalemme, soffermandosi sulla bellezza spirituale del luogo, godibile particolarmente di notte, quando ad un numero ristretto di persone, di confessione religiosa diversa, viene data la possibilità di rimanere nel Santo Sepolcro, di passare lì tutta la notte.

Il quadro realizzato da Antonio Mingolla-2

La presentazione è proseguita con l’intervento di Francesco Calò, che si è occupato dell’apparato trecentesco della Chiesa di San Giovanni al Sepolcro. Nel suo intervento Calò ha parlato delle novità emerse durante lo studio dell’apparato pittorico della chiesa, soffermandosi su alcuni affreschi come la Madonna con Bambino e Sant’Anna con la Madonna Bambina. A concludere l’incontro culturale, l’intervento di Fabrizio Sammarco, che ha evidenziato come “quando si tratta di storia, di arte  e di archeologia  spesso ci siano delle connessioni tra le varie civiltà molto importanti e spesso avvincenti”.

Sammarco si è soffermato su un’iconografia del portale di San Giovanni al Sepolcro, evidenziando delle similitudini con le iconografie orientali. La presentazione del libro, realizzato con il contributo di Stp Brindisi, Hotel Nettuno, Amissima, Past e il patrocinio della Regione Puglia, della Provincia e del Comune di Brindisi, è terminata con una visita guidata, realizzata in collaborazione con il Centro Guide Brindisi, a San Giovanni al Sepolcro. Ad attendere il pubblico della presentazione, i rievocatori del Gruppo Archeo Brindisi.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

San Giovanni al sepolcro: la storia, i segreti e i simboli del tempio

BrindisiReport è in caricamento